23/10/2021

Tre realtà organizzate, Centro Balducci, Oikos Onlus e e ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà) coinvolte nella gestione degli immigrati,hanno indetto una conferenza stampa urgente nella giornata di domani 3 maggio, per accusare sostanzialmente la prefettura di Udine di aver deciso improvvisamente di deportare verso la caserma Cavarzerani 45 immigrati che comprendono intere famiglie, donne, bambini e persone vulnerabili attualmente in carico ad OIKOS. La Cavarzerani – si legge in una nota – non è ritenuta idonea a fornire “l’accoglienza di qualità che crea inclusione sociale, evita ghettizzazioni, produce coesione sociale e utilizza in modo attento le pubbliche risorse”.

“La Caserma Cavarzerani è la hub di prima accoglienza – continua la nota -che dovrebbe gestire solo la prima accoglienza dei richiedenti asilo e le situazioni di emergenza, ma non certo accogliere persone già integrate, che da tempo vivono sul nostro territorio e tanto meno situazioni vulnerabili quali famiglie con bambini piccoli, donne incinte, ragazze madri, persone vittime di violenza e tortura o portatori di fragilità seguiti da specifici servizi specialisti”.

La decisione della Prefettura giunta via PEC alle ore 19.05 del 30 aprile 2019 all’ASSOCIAZIONE OIKOS onlus, per gli enti sottoscrittori della nota è una scelta “che non trova giustificazione nella scadenza del progetto affidato in gestione ad Oikos Onlus e a Centro Balducci, avendo entrambi gli enti manifestato espressamente la disponibilità a mantenere l’attuale accoglienza (a condizioni che, peraltro, sono meno gravose rispetto all’accoglienza nella Caserma Cavarzerani) nelle more dell’esito del contenzioso in atto avverso la legittimità della gara indetta dalla stessa Prefettura udinese, che è atteso a breve”.

Nella nota si sottolinea che la decisione sarebbe “riconducibile a un disegno complessivo ovvero quello di condurre rapidamente alla creazione nella città di Udine di un sistema di tipo concentrazionario che ammassa le persone, anche in grande sovrannumero e senza che vi sia alcuna reale emergenza, dentro un unico grande contenitore totalmente inidoneo nel quale creare disagio ed esclusione sociale nonché determinando un grave spreco di risorse pubbliche.

Nella conferenza stampa verranno illustrati dati che, secondo gli organizzatori, chiarirebbero le macroscopiche differenze tra l’accoglienza nella ex caserma Cavarzerani e l’accoglienza diffusa.

commento. Nella nota si utilizzano disinvoltamente termini come “Deportazione” e “concentrazionario” quasi a voler insinuare e forse artatamente indurre associazioni di idee con comportamenti del peggiore nazi-fascismo da parte della Prefettura, esecutrice di un “disegno complessivo”. Si portano sugli scudi intere famiglie, donne incinte, bambini, persone vulnerabili per far valere le ragioni di un’accoglienza diffusa e di qualità rispetto a indesiderati e presuntamente peggiorativi mutamenti sulla sua gestione. Un modo subdolo di creare un solco invalicabile tra chi pensa di essere alfiere indomito ,intoccabile ma anche “sponsorizzato… non dimentichiamolo” dei diritti umani e coloro che cercano di violarli a tutti i costi , la solita storia dei buoni e i cattivi, le buone ONLUS e la cattiva Prefettura, e quindi il cattivo Stato e la cattiva politica che deportano deboli e derelitti verso i “campi di concentramento”. Non crediamo che il sistema di pensiero e grado di civiltà di cui siamo portatori ci permetta nefandezze tali da richiamare alla memoria termini come deportazione. Ma forse, invece, le buone ONLUS, hanno scoperto che in segreto si costruisce un binario a senso unico per vagoni merci verso la Cavarzerani…e magari domani ce lo svelano…chissà

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