23/07/2019

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Oggi, 20 marzo, è il terzo anniversario del tragico epilogo di un incidente stradale che ha portato in Spagna alla morte di tredici studentesse Erasmus, di cui sette italiane. Le giovani erano di ritorno a Barcellona dopo una gita a Valencia per assistere alla Notte dei Fuochi della Fiesta de Las Fallas.

Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino e Elisa Scarascia Mugnozza erano i nomi delle studentesse italiane. Le altre vittime due studentesse tedesche, una francese di Poitiers, una romena, un’austriaca e un’uzbeca. Tutte avevano tra i 22 e i 25 anni.

A tre anni di distanza le indagini non si sono concluse. L’unico indagato è l’autista che, secondo le testimonianze, sarebbe responsabile del disastro. Ma la giustizia spagnola per ben due volte ha tentato di archiviare il processo. E’ solamente grazie all’impegno delle famiglie italiane che la vicenda giudiziaria è ancora aperta…

L’avvocato Cesare Perosa, che rappresenta la famiglia di Elisa Valent così commenta…(ascolta il servizio audio)

e rimangono senza risposta una serie di domande che l’avvocato Perosa ripropone a tre anni di distanza da qual tragico incidente…(ascolta il servizio audio)

L’avvocato Perosa precisa che le famiglie delle vittime non hanno mai fondato il loro impegno di verità e giustiza per le figlie morte sulla sete di pena esemplare per i reposanbili ….(ascolta il servizio audio)

le famiglie chiedono solamente che non si archivi la morte della loro figlie sulla base del fatto che sia avvenuta per semplice fatalità, assunto svilente ed inaccettabile sul quale nulla si potrebbe in termini sia di rispetto per una vita perduta che di determinazione nell’intervenire sulle cause, siano esse oggettive che soggettive con il fine di prevenzione e non solo di punizione…(ascolta il servizio audio)

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