23/11/2017

“Oggi si compie una prima parte del percorso intrapreso che ha restituito competitività e posti di lavoro ad un polo chimico che dimostra come sia possibile ripensare i vecchi siti industriali e ricominciare a fare impresa nel modo migliore .  A quattro anni di distanza abbiamo completato una parte importante del percorso di riconversione di un sito che tutti davano ormai per finito”.

Questo il commento del vice presidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, a margine dell’inaugurazione del nuovo impianto cloro-soda all’interno del polo chimico di Torviscosa.

Per L’assessore regionale all’Ambiente, Sara Vito, è sato  un percorso difficile intriso di sfide ambientali che hanno comportato investimenti complessi  ma la sfida della sostenibilità è stata vinta.

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Debora Serracchiani ha parlato di riscatto non solo del polo chimico ma di tutto il Friuli Venezia Giulia.Il  Paese può ancora fare chimica sostenibile e l’industria può essere praticata pensando al lavoro, alla salute, al benessere e all’ambiente , ha rimarcato Serracchiani, la quale ha aggiunto che oggi ha portato all’apertura del nuovo impianto, atteso da vent’anni, ha avuto due grandi snodi: il protocollo d’intesa firmato nel 2016 con il Governo per il risanamento ambientale e la riperimetrazione del sito inquinato di interesse nazionale “nella piena legalità – ha sottolineato la presidente – e con l’individuazione della giusta cornice giuridica in cui operare”.

Il polo chimico oggi può contare su 40 milioni di euro di risorse (35 statali e 5 regionali) che saranno oggetto di un prossimo incontro tra la presidente, il ministro dell’Ambiente e il ministro per lo Sviluppo economico, che coinvolgerà anche il commissario straordinario del polo industriale, per individuare le procedure di investimento.

Attori dell’operazione di avvio del nuovo impianto sono la Halo Industry, la Caffaro, società creata da Caffaro Industrie, Bracco Spin e Friulia Spa.

Frutto di un investimento di 50 milioni di euro, l’impianto si sviluppa su un’area di oltre 20mila metri quadrati con una superficie coperta di 2.600. Lo stabilimento, a basso consumo energetico rispetto alle vecchie produzioni del cloro-soda a mercurio, avrà una capacità iniziale di 24mila tonnellate di cloro per arrivare in prospettiva con piccoli interventi a 40mila tonnellate.

L’impianto occuperà 32 nuovi addetti, che si aggiungono alle 352 persone che oggi lavorano nel polo chimico della Bassa friulana (166 in Caffaro Industrie, 137 in Bracco Spin, 17 in Serchim) tutte impegnate in ricerca, chimica di base, chimica fine, farmaceutica e imaging diagnostico. Il nuovo cloro – soda ha richiesto tre anni di lavori, inclusi i tempi per le autorizzazioni, impiegando 600 persone. Durante la sua costruzione, è stato evidenziato, non si è verificato alcun infortunio tra gli addetti delle 83 imprese interessate ai lavori.

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