16/12/2017

I terremoti, lo dice la parola stessa (movimento della terra), detti anche sismi o scosse telluriche, sono vibrazioni o assestamenti improvvisi della crosta terrestre, provocati dallo spostamento di una massa rocciosa nel sottosuolo. Tutti pensano di sapere sempre dove e quando sono avvenuti, dato che le testate che si occupano di cronaca ne parlano spesso.

Invece non è così: ci sono terremoti, onde anomale e diluvi che fanno notizia e altro no. Non ne parla quasi nessuno. D’altronde è normale che se un evento non crea danni ingenti a persone o cose, non fa notizia. Però ultimamente in redazione sono giunte una serie di segnalazioni da parte degli enti preposti alla monitorizzazione degli eventi tellurici che presi singolarmente non devono preoccupare nessuno, ma analizzati nell’insieme e rappresentati in una mappa che coinvolga anche il nostro territorio, danno adito a ragionamenti che non possono escludere a priori i giochi di potere “nucleare” della Corea del Nord e Stati Uniti d’America.

TERREMOTO PORTOVIEJO

TERREMOTO PORTOVIEJO

La situazione in Messico è molto più grave, con centinaia di morti e palazzi crollati, solo grazie all’orario diurno dell’evento, ha colto moltissime persone fuori dalle case e, nel caso di edifici ben costruiti, in condizione di salvarsi fuggendo. Migliaia di persone terrorizzate, il 19 settembre 2017, si sono riversate in strada per sfuggire agli edifici che si sgretolavano, solo una dozzina giorni dopo il sisma di 8,2 gradi che ha ucciso 98 persone e proprio in occasione del 32esimo anniversario del devastante terremoto, uno dei peggiori del Novecento, che nel 1985 in Messico provocò 10.000 vittime.

Però noi potremmo considerare anche le piccole scosse registrate in provincia di Pordenone a Claut (9.set.17 magnitudo 2,1), vicino al confine Italiano in Slovenia tra Tolmin e Bovec (17.set.17 magnitudo 2,3), insieme a tantissime scosse in Veneto (provincia di Belluno  e Treviso), Abruzzo, Campania, Sicilia e Croazia, Montenegro, Albania, Grecia e Turchia. Se di faglie si tratta, potremmo facilmente delineare un arco pericoloso che va dal Portogallo al Medio Oriente, passando dal Nord Italia e un’altra che sale dalla Sicilia attraversando tutto lo stivale, zigzagando, sempre fino al Friuli Venezia Giulia. Qui trovi la situazione aggiornata http://info.terremoti.ingv.it

Nessuno ha mai collegato ufficialmente i test nucleari, i missili lanciati per prova e gli scavi petroliferi effettuati in tutto il mondo a questi eventi, ma ho la netta sensazione che al nostro pianeta non facciano un gran bene. Tanto quanto l’inquinamento sarà solo una parte dell’evoluzione termica cui stiamo assistendo, ritengo potremmo fare molto di più per evitare, o almeno tardare, l’innalzamento delle temperature. I danni li causano direttamente i terremoti, gli tsunami, gli uragani e i diluvi, ma indirettamente potremmo essere noi a farci del male.ern terremoto liquefazione

Attendere che i governi intraprendano percorsi drastici per cambiare le abitudini dannose, eliminando il petrolio e i suoi derivati, a favore di soluzioni ecologicamente sostenibili, dato l’enorme interesse economico generato, più che dal prezzo del prodotto, da tasse e accise aggiunte, credo sia assurdo. Probabilmente pochi hanno la completa visione di cosa si produce oggi partendo dall’oro nero: anche le gomme americane che mastichiamo, per fare un esempio, hanno alternative naturali come http://chicza.it/. Lo stesso vale per gli pneumatici che un tempo erano prodotti utilizzando gomma naturale, oggi di naturale c’è solo l’aria che contengono.

Più utile quindi pensare anche alle piccole cose che può fare ognuno di noi. Costruire case antisismiche è innegabilmente una scelta obbligata, ma anche per le costruzioni esistenti possiamo adottare pannelli solari e fotovoltaici, aumentare il fattore di coibentazione tramite “cappotto”, utilizzare lampade a led, infissi migliori e impianti di riscaldamento e raffrescamento “risparmiosi”. Acquistare un’auto o una moto elettrica, mettendo in conto la durata media e la percorrenza nel totale della spesa, sicuramente ci farà risparmiare tanti soldi, regalandoci inoltre prestazioni che i motori termici non si sognano nemmeno. Poi ci sono tutti i soldi spesi per la ricerca in settori che comunque partono da combustibili fossili, che potrebbero essere utilizzati per cercare nuove soluzioni partendo dall’utilizzo di materie prime riciclabili, rinnovabili e intelligenti.

Dove sono finiti gli italiani geniali come Alessandro Volta (inventore della pila elettrica), Guglielmo Marconi (con la radio ricetrasmissione), Leonardo da Vinci (di tutto e molte idee devono ancora essere realizzate), Barsanti e Matteucci (motore a scoppio) e sono i primi che mi vengono in mente. Forse oggi come allora buona parte di loro dovrà andare all’estero per avere la possibilità di fare qualcosa di concreto, come accadde a Colombo che forse è il caso più eclatante.ern terremoti

Nessuno per ora può dichiarare con certezza se l’origine dei terremoti, degli uragani, dello scioglimento dei ghiacciai e tutti gli altri fenomeni che danneggiano il pianeta, sono esclusivamente appannaggio della natura o in quale parte è l’uomo il responsabile. Però se ognuno migliorasse il proprio atteggiamento a favore della natura, sono sicuro farebbe del bene a tutti. Non credo dovremmo fare qualche passo indietro e tornare alle candele per illminare, ma passi avanti come i polimeri di litio, il silicio policristallino e chissà quanti altri materiali disponibili in natura, quindi rinnovabili ed ecologici potrebbero regalarci energia senza centrali nucleari, pozzi petroliferi e miniere di carbone!

Negli USA tutte le case produttrici di automobili sono obbligate ad avere in listino anche vetture elettriche (piuttosto che niente), in Gran Bretagna non si paga il bollo  e le autostrade inglesi hanno già investito 200mila sterline per verificare le potenzialità di quello che può essere definito un “sistema di ricarica dinamica sotto la superficie stradale“. Un’idea che ha trovato un avamposto in Corea del Sud, dove esiste già un tratto di strada lungo 12,5 km in grado di caricare speciali bus elettrici con ricarica ad induzione. Il prototipo inglese è allo studio dal 2013 e si concluderà entro la fine di quest’anno, quando inizieranno le prime prove su strada. Gli automobilisti potranno poi dire addio al rischio di restare appiedati nel mezzo della guida e all’ansia di dover pianificare i propri viaggi in base alla presenza lungo il tragitto di punti di ricarica elettrica.

ern Aereo SolareChiudo con Solar Impulse 2, l’aereo alimentato a energia pulita che viaggia grazie alle oltre 17.000 celle installate sulle sue ali. Il velivolo dei record ha fatto il giro del mondo nel 2015, compiendo un viaggio di trentacinque mila chilometri senza un goccio di carburante.

 

Marco Mascioli

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