20/06/2018

Riceviamo dall’ERT, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, a mezzo di proprio legale, richiesta di rettifica all’articolo web “Teatro di tutti per tutti” di Marco Mascioli pubblicato in data 11 ottobre
La direzione di testata, in ottemperanza alle normative di legge sulle rettifiche, pubblica il testo pervenuto seppur eccedente le trenta righe consentite, fornendo al lettore il link diretto al quale fa riferimento la replica dell’ERT.

Così il testo di replica:

Con riferimento al vostro articolo TEATRO DI TUTTI PER TUTTI pubblicato l’11 ottobre a firma Marco Mascioli ci teniamo a precisare che il suddetto articolo riporta informazioni a carattere altamente diffamatorio riguardo l’attività svolta dall’ERT e riguardo il suo utilizzo di contributi erogati da enti pubblici.
La diffusione di questo articolo ha determinato una grave e ampissima lesione del diritto all’immagine, all’onore e alla reputazione dell’Ente, ma anche della stessa Regione Friuli Venezia Giulia.

A tal proposito indichiamo, di seguito, i principali contenuti non veritieri e assolutamente infondati riportati nell’articolo:

Innanzitutto, l’autore del testo cita l’ERT quale esempio emblematico di un sistema che definisce offensivamente come “(…) drogato (…)”, sostenendo che l’associazione “(…) ritira (…)” soldi pubblici gestendo “(…) in modo fallimentare l’economia teatrale (…)”. Successivamente, tuttavia, lo stesso autore afferma – contraddicendosi in modo evidente – che lo stesso ERT “(…) inietta denaro pubblico raddoppiando le entrate reali da abbonamenti e biglietterie (…)”, con ciò dimostrando che esso in realtà produce un indotto attraverso attività di autofinanziamento e risorse private.
Nel caso specifico di ERT, peraltro, i teatri facenti parte del circuito registrano un’occupazione di posti disponibili pari all’89% (una delle percentuali più alte in Italia rispetto al totale dei contributi ricevuti). Insomma, una realtà del tutto differente da quella che l’autore dell’articolo, in modo ingiurioso e del tutto infondato, definisce come una “gestione fallimentare dell’economia teatrale”!
Ma anche a prescindere da tale dato, precisiamo che gli enti pubblici finanziano ordinariamente compagnie, teatri stabili ed enti di distribuzione, sia in Italia sia in Europa, proprio al fine di consentire una maggiore diffusione del teatro sul territorio: la definizione di tale sistema di finanziamenti (di cui ERT fa parte) come “(…) drogato (…)”, pertanto, non solo è altamente diffamatoria, ma anche del tutto infondata, ove è evidente che l’erogazione di contributi pubblici finalizzati alla realizzazione di spettacoli professionistici in teatri decentrati, invece ha una forte valenza sociale in quanto favorisce la crescita culturale dei cittadini, nonché la partecipazione di giovani ed anziani che non hanno spesso la possibilità di spostarsi in città più grandi per fruire di tali spettacoli. E’ proprio questa “educazione” del pubblico al teatro, infine, che incentiva, nel tempo, la partecipazione, oltre che a spettacoli conosciuti a livello nazionale, anche a rappresentazioni “minori”, favorendo la crescita e lo sviluppo delle compagnie locali.

In secondo luogo, l’autore dell’articolo riferisce che ERT l’anno scorso ha ricevuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia “(…) un’assegnazione di quattrocento mila euro per il lavoro di recupero degli stabili adibiti a teatro (…)” affermando falsamente che da tali finanziamenti “(…) sono esclusi quei comuni che, per densità di abitanti e conseguente scarsa rilevanza, non hanno aderito al circuito ERT (…)”.
Premesso che l’ERT è una “associazione aperta” a cui possono aderire anche tutti i Comuni proprietari di teatri all’interno del Friuli Venezia Giulia, senza limiti di numero di abitanti come dimostra il fatto che ne fanno parte ad esempio Lestizza, Artegna, Zoppola che non hanno certo una grande densità di popolazione, la notizia riportata erroneamente nell’articolo oggetto della presente contestazione è assolutamente infondata. Anzi, si segnala che la stessa Regione, al fine di eseguire lavori di messa in sicurezza e di adeguamento strutturale, ha erogato contributi nei confronti di molti teatri non facenti parte del circuito, ad esempio il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e il Teatro Verdi di Pordenone, e negli ultimi anni anche a molti piccoli comuni per la ristrutturazione di teatri ed auditorium, come ad esempio il Teatro di Tricesimo o l’Auditorium di Povoletto.

Infine, l’autore ha falsamente sostenuto nel suo articolo che il sistema di finanziamenti in questione lede i piccoli gruppi teatrali locali, affermando che gli stessi non riescono a trovare uno spazio per mettere in scena i propri spettacoli, in quanto “(…) si trovano le porte chiuse dei teatri più piccoli giacché non rispettano le norme di sicurezza, ovvero avrebbero costi esorbitanti in termini di manutenzione e funzionamento (…)”, mentre i teatri più grandi sono “(…) monopolio di ERT che ne gestisce le stagioni (…)”.
Nulla di più infondato.
Tale informazione va necessariamente rettificata precisando che i teatri del circuito ERT non precludono alle realtà locali o amatoriali la possibilità di presentare spettacoli, ma l’ERT ha l’obbligo di presentare nelle proprie stagioni solo teatro professionistico.
L’affermazione secondo cui l’esclusione dal circuito ERT dei piccoli teatri impedirebbe la realizzazione degli spettacoli ai gruppi teatrali locali è, inoltre, assolutamente pretestuosa, considerato che ERT fornisce sempre aiuti ai gruppi del territorio, mettendo a disposizione dei Comuni il proprio personale tecnico per attività riguardanti spettacoli di gruppi amatoriali, studenti, cori, iniziative di associazioni di volontariato. Molti di questi teatri riescono a sostenere i costi di apertura ed a consentire ai gruppi di presentare i loro spettacoli, proprio grazie alla presenza del personale fornito da ERT.

ERT – Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia

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