15/01/2021

Ci sono stati molti esempi e tutti positivi, emersi in occasione dell’emergenza Covid-19, di progetti realizzati in collaborazione tra privato e pubblico. Possiamo ricordare il Porto di Trieste e Monfalcone, PordenoneLegge che sono i probabilmente i casi più eclatanti. La necessità di modernizzare il sistema pubblico e privato, per garantire al tessuto produttivo resilienza e continuità di crescita e sviluppo, sono sempre più evidenti. Va colta l’opportunità di costruire ora una regione più moderna nell’erogazione dei servizi alle imprese, nelle modalità di lavoro e nell’utilizzo degli strumenti digitali. 

Secondo l’assessore regionale alle attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini è possibile farlo utilizzando il nuovo SviluppoImpresa che rappresenta un’occasione di rilancio organico delle politiche per lo sviluppo e l’innovazione in Friuli Venezia Giulia. 

Bini, durante l’incontro telematico con le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, rappresentate da Villiam Pezzetta, Franco Colautti e Giacinto Menis, ha presentato il ddl prima dell’illustrazione in commissione.

L’assessore ha precisato che hanno continuato a lavorare sulla rivisitazione del ddl 80, rafforzando e allargando la fase d’ascolto. Il disegno di legge, nato dal coinvolgimento dei protagonisti dell’economia reale del territorio, è il frutto di un lavoro che vede la partecipazione di più anime anche politiche, per avere una condivisione ampia.

Nel dettaglio, l’assessore ha ricordato gli assi portanti dell’articolato che vede fra gli elementi significativi la modernizzazione, la crescita e il rafforzamento delle imprese a livello internazionale, oltre che il riordino dei Consorzi di sviluppo economico locale e il completamento della riforma dell’accesso al credito.

“Nell’articolato – ha spiegato Bini – la modernizzazione si traduce in nuove disposizioni in materia di commercio. Andremo a stimolare l’apertura delle saracinesche, d’immobili sfitti e incentiveremo la ricontrattazione dei contratti d’affitto. Costituiremo i distretti del commercio intesi come ambito territoriale individuato mediante accordo fra enti locali e operatori privati, assistiti dalle associazioni di categorie, per rigenerare i contesti urbani”. Tra le fattispecie Bini ha ricordato i negozi di vicinato.

Un altro tema trattato ha riguardato la digitalizzazione. Abbiamo già sul territorio un importante cluster delle tecnologie, il Ditedi, che valorizzeremo con SviluppoImpresa, dandogli l’obiettivo di contaminare gli altri player della regione per stimolare il tessuto imprenditoriale, condividendo l’esperienza digitale e promuovendo le competenze informatiche. Sui giovani, Bini ha evidenziato la necessità di mobilitare le nuove generazioni. Saranno concessi contributi a fondo perduto per la costituzione di spin-off di ricerca e incentivata la promozione delle start up operanti su settori tecnologicamente avanzati.

Non è mancato un approfondimento sulla necessità di ridurre e semplificare gli adempimenti a carico delle imprese, relativamente alla concessione di contributi. Dopo aver testato con la pandemia procedimenti più agili con l’autocertificazione e con procedure telematiche, stanno considerando una modalità che potrà essere riproposta e intensificata per elargire gli incentivi. 

L’esponente della Giunta Fedriga ha espresso poi la volontà d’istituire nuovi canali di comunicazione. “Creeremo un numero verde dedicato, comunicheremo periodicamente l’apertura dei bandi per farli conoscere per tempo alle imprese, adotteremo comunicazioni personalizzate per le aziende e identificheremo un gruppo di professionisti mettendolo a disposizione soprattutto delle piccole imprese”.

Ulteriori attività riguardano il turismo, con il rafforzamento del comparto che presenta un’importante quota del Pil regionale, a cui dedicare un fondo specifico destinato al potenziamento delle strutture ricettive e al miglioramento della qualità offerta. Già previsto un contributo fino ad un massimo di 20.000 euro per la ristrutturazione di immobili inseriti nel circuito turistico regionale.

L’assessore regionale Bini si è soffermato anche sui nuovi strumenti d’ingegneria finanziaria, sul potenziamento di Friulia, attraverso una ricapitalizzazione mirata, con la possibilità di istituire un fondo immobiliare chiuso cui si aggiungono gli ammodernamenti degli strumenti per l’internazionalizzazione. “Si tratta di sistemi moderni e in grado di attrarre capitali privati” ha detto.

Saranno concessi ulteriori incentivi alle imprese che investono in regione nelle aree industriali: “con almeno 7 milioni di euro di investimento per i nuovi stabilimenti con un impatto occupazionale di almeno 10 persone full time il primo anno e 20 nel triennio” ha precisato l’assessore regionale.

Altri obiettivi in direzione dell’economia circolare e dell’efficientamento energetico” per i quali saranno concessi contributi a fondo perduto”. Una parte importante dell’articolato riguarda anche il riuso e il recupero dei capannoni industriali. 

Dal canto loro, le parti sindacali hanno espresso un giudizio di massima positivo. Menis, pur riservandosi di compiere in un secondo momento una disamina di dettaglio, ha valutato favorevolmente l’impianto del ddl rimarcando il ruolo dell’interlocuzione: “le consultazioni hanno portato un risultato importante frutto di una condivisione con le parti sociali e le categorie economiche”.

Apprezzamento sul metodo e sulla dotazione finanziaria anche da parte di Pezzetta mentre Colautti, tra le considerazioni espresse, ha auspicato la designazione dei rappresentanti e la definizione del numero di partecipanti al tavolo permanente oltre che l’importanza della condivisione nella fase di stesura dei regolamenti attuativi.

In conclusione Bini ha manifestato l’intenzione di continuare a coinvolgere le parti sindacali e la volontà di accelerare con l’applicazione delle norme, “alcune delle quali – ha detto – auspichiamo possano trovare applicazione già entro il primo semestre”.

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