24/02/2020

Nel Nord Est la tradizione per il 6 gennaio e dintorni, prevede festeggiamenti per la simpatica vecchietta che porta doni nei calzini. Con nomi diversi lo scopo è sempre lo stesso: dare fuoco alla Befana, forse colpevole solo che tutte le feste porta via e quindi si deve tornare a lavorare e a scuola. 

Alcuni di questi eventi epifanici hanno origini storiche con centinaia d’anni e altri sono semplici occasioni per la combustione di sterpaglie, in deroga a quanto regolamentato dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 (cd. “Codice Ambiente”) per cui è possibile solamente sotto determinate condizioni e quantità. L’art. 182, comma 6-bis del D. Lgs. 152/2006. Le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri (lo ‘stero’ è l’unità di misura del volume apparente utilizzata per il legname ed equivale a un metro cubo vuoto per pieno) per ettaro, dei materiali vegetali di cui all’articolo 185, comma 1, lettera f, nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti e non attività di gestione dei rifiuti.

Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione del materiale di cui al presente comma all’aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10).

Tra le manifestazioni tradizionali, a Rivignano Teor, oltre a tutti i pignarûl, pirola, parola, casere, pan e vin, para guoi, brusa la vecia, fèmenate, cabossa, seima, foghere, fogarisse, arbolat che si voglia chiamare, in tutte le frazioni, l’evento più famoso è indiscutibilmente l’”Incendio sul Fiume Stella” con suggestiva fiaccolata con le canoe sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano Teor presso Villa Ottelio Savorgnan.

Una manifestazione che ogni anno vede sempre più partecipazione, con persone che raggiungono Rivignano Teor da tutto il Triveneto e anche stranieri, che dissipati tra le due rive del fiume Stella e il ponte che lo sovrasta, hanno fatto da cornice a uno spettacolo meraviglioso. Ogni anno leggermente diverso, sempre migliore e curato soprattutto per la sicurezza, con un coreografia studiata nei minimi dettagli. 

Iniziano i canoisti che con le loro fiaccole sfilano davanti al pubblico, prima di posizionarsi sotto il ponte per spegnere i tizzoni che galleggiando potrebbero bruciare le campagne a valle. La musica enfatizza l’evento e dopo l’accensione della catasta di pallet e fieno sotto la Befana, inizia l’incendio simulato di villa Ottelio Savorgnan, con fumo ed effetti luminosi, prima di dar vita a una serie infinita di fuochi d’artificio.

Domenica 5 gennaio è stata l’ennesima occasione per scoprire come la passione della gente, le associazioni di volontari locali, insieme agli amministratori volenterosi e industriosi, realizzano spettacoli veramente eccezionali, come quello di Ariis di Rivignano Teor. Un plauso in particolare a Massimo Tonizzo, Assessore all’ambiente, lavori pubblici, turismo e Protezione Civile che ha supervisionato l’organizzazione rabboccandosi le maniche, prima d’indossare la cravatta e presentare l’evento. 

Intanto i responsi dai vari pignarûl, per chi ci crede, sono stati positivi: fumo verso est, il 2020 sarà un anno positivo.

Marco Mascioli 

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