24/06/2018

Tra le iniziative legate all’Epifania che si svolgono in Regione, ripercorriamo programmi e consuetudini delle tre più simboliche ed affollate, che si tengono Gemona, Cividale e Tarcento

IL TALLERO A GEMONA DEL FRIULI

Si rinnova a Gemona la tradizione dell’Epifania del Tallero

Per tradizione il 6 gennaio a Gemona del Friuli si rinnova la celebrazione dell’antica usanza che affonda le sue radici nel Medioevo, ovvero l’Epifania del Tallero.

Nello scenario tipicamente medioevale di via Bini, il corteo storico, al suono dei tamburi che cadenzano l’incedere delle dame e dei cavalieri, accompagna il Sindaco fino al Duomo di Santa Maria Assunta, dove ha luogo la Santa Messa.

La cerimonia è ricca di gesti rituali, che sono praticamente rimasti immutati fino a noi, e sono gli stessi che la Magnifica Comunità di Gemona ha compiuto per secoli e secoli. La consegna del Tallero nelle mani del Capitano del Popolo, il corteo dei nobili nei loro ricchi abiti accompagnati dal suono dei tamburi e scortati dal drappello delle guardie, l’animazione medioevale e l’esibizione di musici nelle suggestive vie del Centro storico

Durante la funzione religiosa, la Comunità Civile, rappresentata dal Sindaco, offrirà alla Chiesa, ma non più nelle mani dell’Arciprete (in quanto dedito solo alle cose di Dio) bensì in quelle del Diacono (che si fa carico dell’umano), un dono concreto rappresentato da un tallero d’argento, come segno di sottomissione del potere temporale a quello spirituale, il quale provvederà poi a portarlo sull’altare.

La manifestazione avrà inizio sabato 6 gennaio alle ore 10 con l’arrivo dei corteggi storici in piazza del Municipio, Da qui verso le 10.15 il corteo accompagnerà il Sindaco e le Autorità nel Duomo di Santa Maria Assunta, dove alle ore 10.30 è in programma la Messa del Tallero.

Precedentemente, alle ore 9.15 nella sala consiliare di Palazzo Boton, alla presenza dei rappresentanti istituzionali dei Comuni di Norcia, Fossa, Foligno e Quistello, comuni terremotati gemellati con Gemona del Friuli, ci sarà la consegna simbolica della somma messa a disposizione dalla Comunità gemonese per il recupero della sala consiliare del Comune di Norcia. Un importo complessivo di € 100.000, frutto della raccolta di € 33.000 effettuata tra privati, scuole, associazioni e di ulteriori 67.000 euro stanziati dall’Amministrazione comunale.

Sarà anche l’occasione per presentare il progetto che punta a fare di Gemona, in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine ed il Laboratorio Internazionale della Comunicazione, un centro dei saperi sul sisma che leghi tutte le esperienze maturate in questi anni in Italia. L’inizio di un percorso che possa porta ad un rafforzamento del polo universitario presente in città come volano per il suo Centro storico.

LA MESSA DELLO SPADONE A CIVIDALE

A Cividale del Friuli torna la suggestiva cerimonia della Messa dello Spadone, rito solenne che si celebra il giorno dell’Epifania nel Duomo cittadino, sabato 6 gennaio 2018, alle 10.30.

A seguire, la Rievocazione storica dell’entrata del Patriarca Marquardo von Randeck, avvenuta a Cividale nel 1366.

Il giorno dell’Epifania Cividale del Friuli rievocherà i 652 anni di uno dei riti liturgici più singolari del mondo cattolico, la Messa solenne detta “dello Spadone”. Il particolare rito liturgico prevede che il Diacono, che indossa l’elmo piumato, saluti i fedeli impugnando con la mano destra la spada e con la sinistra l’Evangeliario (simboli del potere temporale e spirituale del Patriarca).

A conclusione della messa, come avviene ormai da oltre 30 anni, centinaia di figuranti in costume storico rievocheranno l’entrata a Cividale di Marquardo von Randeck. Il corteo, costituito dalla Comunità di Cividale pronta ad accogliere il Patriarca, sfilerà da Porta di Ponte per percorrere il Corso e congiungersi al corteo di Marquardo, che entrerà a Cividale da Porta san Pietro accompagnato dai Ministeriali Maggiori a cavallo. Il corteo quindi giungerà in Piazza Duomo, dove avrà inizio l’atteso cerimoniale in cui il Patriarca riceverà gli omaggi quale capo spirituale e temporale del territorio. Nel corso della cerimonia sarà possibile scoprire l’identità del “nuovo” Patriarca, quest’anno impersonato da un figurante che succede a Marco d’Agosto, che per molti anni ha dato il volto a Marquardo di Randeck. Ulteriore novità sarà l’abito che il Patriarca indosserà durante la cerimonia, impreziosito da una mitra che si richiama a quella di s. Paolino d’Aquileia, risalente al XIII secolo e conservata nel Museo Cristiano e Tesoro del Duomo, a pochi passi dal luogo della Rievocazione.

Nel pomeriggio proseguirà la festa in onore delle investiture con le attività di animazione medievale per concludersi con il corteo di chiusura dei gruppi storici di Cividale.
Alle ore 16.00 il Palazzo de Nordis ospiterà la proiezione del film di Gianluca Fioritto “Un frêt invier”, al quale hanno partecipato molti dei figuranti impegnati nella Rievocazione e nel Palio, e nel quale si intrecciano due storie: la prima, dalla tradizione popolare, con le vicende di Agnese, popolana che perde il marito e l’unico figlio. La seconda tratta dall’amore di Anastasia, moglie del gastaldo, per il popolano Pieri.

EPIFANIA A TARCENTO

Tre giorni di festeggiamenti a TarcenTo hanno il loro culmine nella giornata di sabato 6 gennaio, con la S.Messa solenne alle ore 11,00, con la Rievocazione storica alle 17.40, la Fiaccolata con salita al Cjscjelat insieme al Vecchio Venerando alle 108.30 e l’accensione del Pignarûl Grant alle ore 19.00. La giornata si concluderà alle ore 20 con lo spettacolo pirotecnico.

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