27/05/2018

La Slovenia ha assicurato l’alloggio per i primi venti migranti che questo mese nell’ambito dell’accordo europeo avrebbero dovuto essere ricollocati dall’Italia e dalla Grecia, ma da questi due Paesi Lubiana non ha ancora ricevuto nessuna informazione su quando saranno trasferiti. Lo afferma in una nota il ministero degli Esteri sloveno. Il piano del governo prevede nei prossimi due anni l’accoglienza dall’Italia e dalla Grecia di 567 profughi, che giungeranno in gruppi di 40-50 persone. I primi migranti sarebbero già dovuti arrivare dall’Italia. Si tratta di dieci eritrei per i quali è già iniziata la procedura di asilo che sarà poi completata in Slovenia.

In un primo tempo saranno sistemati in case di accoglienza per richiedenti asilo a Lubiana e Maribor, e successivamente trasferiti nelle cosiddette “abitazioni integrative”, case o appartamenti per i quali il governo ha stipulato contratti con proprietari privati. Nel frattempo il governo tedesco, assieme a quelli di Francia, Austria, Belgio, Danimarca e Svezia, vuole spingere la Commissione Ue a prolungare da metà maggio per altri 6 mesi i controlli alle frontiere nell’area Schengen. La conferma è giunta da ambienti di governo, dopo le indiscrezioni lanciate dalla Welt. La richiesta verrà formulata per lettera e il governo tedesco voterà probabilmente lunedì mattina sull’invio della missiva a Bruxelles, scrive l’agenzia di stampa Dpa.

Secondo informazioni raccolte dalla Welt in ambienti diplomatici Ue, la Commissione si pronuncerà mercoledì prossimo. Il prolungamento dei controlli alle frontiere – ha detto il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maiziere – “sarebbe un segnale chiaro della capacità di azione dell’Europa”. Il ministro lo ha sottolineato commentando (e confermando) la richiesta di Berlino e di altri Paesi europei alla Commissione Ue di prolungare per altri sei mesi, da metà maggio, l’autorizzazione ai controlli alle frontiere nell’area Schengen. De Maizière ha descritto una situazione ancora difficile: “Anche se la situazione dei profughi si è al momento tranquillizzata ai confini lungo la rotta balcanica, guardiamo con preoccupazione agli sviluppi ai confini esterni dell’Ue”, ha detto, aggiungendo che gli Stati membri “devono poter adottare controlli alle frontiere interne in maniera flessibile laddove necessario”. (FONTE ANSA)

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