19/09/2021

Ammontano complessivamente a 885 mila euro le risorse che la Giunta regionale, con una deliberazione dello scorso 28 novembre, ha destinato per il 2012 a interventi in tema di sicurezza in Friuli Venezia Giulia.

Lo ha reso noto l’assessore regionale con delega alla sicurezza, Federica Seganti, precisando che delle risorse stanziate 286 mila euro sono rivolti a favorire lo svolgimento di servizi associati di polizia locale, mentre 600 mila sono ripartiti tra 118 diversi enti locali per installazione e manutenzione di sistemi di videosorveglianza (400 mila euro per soddisfare 20 domande) e per interventi a favore delle fasce più deboli, maggiormente esposte a fenomeni di criminalità (200 mila euro, 52 domande), con progetti legati alla prevenzione di truffe e vandalismo.

I finanziamenti sono previsti dalla legge regionale 9 del 2009, che detta “Disposizioni in materia di politiche di sicurezza e ordinamento della polizia locale”.

“Continuiamo a investire in sicurezza – ha spiegato l’assessore – proseguendo nel programma, ormai quasi del tutto completato, di installazione di telecamere sul territorio, che risultano particolarmente utili sia in termini di prevenzione che investigativi. Nei comuni, come sul Carso triestino, dove non sono state installate telecamere si nota infatti una recrudescenza del fenomeno dei furti nelle abitazioni”.

“Parallelamente – ha aggiunto Seganti – manteniamo alta l’attenzione alle persone più deboli, anziani e donne in particolare, operando per prevenire e contrastare fenomeni di bullismo e vandalismo e con iniziative di comunicazione finalizzate a informare sulle modalità per ridurre i rischi”.

L’assessore ha quindi garantito che anche nel 2013 proseguiranno gli investimenti in sicurezza: le risorse previste in finanziaria ammontano a 350 mila euro, somma che si punta a raddoppiare in fase di assestamento di bilancio.

Rispondendo a una domanda sulla dotazione di armi in mano agli agenti della Polizia locale, l’assessore Seganti ha affermato che “per determinate tipologie di servizio, soprattutto il pronto intervento notturno, avere la disponibilità di un’arma ritengo sia un elemento deterrente notevole”.

Infine ha riferito sull’attività dei volontari per la sicurezza, 700 persone impiegate quotidianamente in funzioni varie, quali ad esempio eventi sportivi, pedibus, attraversamento scolastico.

FONTE ARC/PPD

MENIS (PD) RISPONDE ALLA SEGANTI: DALLA SICUREZZA SOLO SPRECHI INUTILI

È polemica anche sul numero dei volontari. Il democratico: cittadini costretti ad iscriversi per fare volontariato

Un altro milione di euro si aggiunge all’elenco degli sprechi prodotti in questi anni dal finto problema della sicurezza. A dirlo è il consigliere Pd Paolo Menis che interviene in merito alle dichiarazioni dell’Assessore Seganti e ai numeri sull’attività dei «volontari per la sicurezza».

Proprio sui volontari si sta consumando, secondo Menis, un deprecabile inganno ai danni dei cittadini: “La stragrande maggioranza dei volontari – spiega – sono in realtà persone che svolgono semplici attività di volontariato, come il Pedisbus o i “nonni vigile” che tutti conosciamo e che esistevano ben prima di questa legge assurda. Con queste norme non si è fatto altro che costringerli ad iscriversi ad un albo e a frequentare addirittura dei corsi dove nessuno gli spiega i propri diritti e propri doveri.

Semplici cittadini, che avevano messo il loro tempo a disposizione della comunità, magari per accompagnare i figli o i nipoti a scuola, sono stati obbligati ad entrare negli elenchi dei “volontari per la sicurezza” per poter continuare a svolgere questa attività ed oggi vengono addirittura portati come argomento per la necessità di armare i vigili.

Una strumentazione gravissima e vergognosa, secondo Menis, che ricorda come la vera fotografia dei dati relativi all’applicazione del “pacchetto sicurezza” in FVG racconti un’altra storia. Dai dati reali sui volontari, come contenuti nella relazione fornita qualche mese alla commissione risultava che, al 31 gennaio 2012, il totale dei volontari attivi iscritti nell’elenco regionale era pari a 429, dei quali solo 95 per l’impiego in tutte le attività del regolamento. In altre parole quasi l’80% degli iscritti agli elenchi non c’entravano assolutamente nulla con armi, ronde, ecc. come invece si vorrebbe far credere.

Un risultato a dir poco imbarazzante che certifica il fallimento totale di uno dei maggiori cavalli di battaglia di questa maggioranza, in particolare della Lega Nord. Oltre trenta milioni di euro spesi da inizio legislatura per il capitolo sicurezza, un Osservatorio regionale rimasto sulla carta, scarsissimo coordinamento con le Prefetture e nessun progresso sul piano dell’adeguamento della polizia locale. Ecco cos’hanno prodotto cinque anni di slogan e populismo.

FONTE Paolo Menis

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