25/04/2018

La sicurezza? Un tema che va declinato anche al femminile. A sollevare la questione di genere rispetto agli infortuni sul lavoro è la Cisl Fvg, con un convegno a più voci, organizzato stamani a Monfalcone dal Coordinamento Donne. L’8 marzo è, dunque, l’occasione per fare il punto su una delle partite più sensibili che riguardano le donne impegnate sul fronte occupazionale: quella della sicurezza – emerge, infatti – è una strada ancora tutta in salita.

A confermarlo è un dato su tutti, ovvero quello relativo al riconoscimento delle malattie professionali. Se fino al 2010, il 64,68% delle denunce trovava la via della tutela da parte dell’Inail, nel 2015 la percentuale dei riconoscimenti è scesa al 50,25%, a fronte, però, di un sostanziale aumento delle stesse denunce (+28,5% nello stesso 2015). Una circostanza paradossale – a detta del presidente dell’Inas Cisl Fvg, Stefano Cattarossi – che deve aprire ad una serie di riflessioni. Riflessioni ad ampio spettro che riguardano le procedure, i costi burocratici della sicurezza, ma anche un’analisi dell’incremento delle stesse malattie professionali.

Che, nel caso femminile, si traducono specialmente in malattie osteo-articolari e muscolo-tendinee, oltre a stress da lavoro correlato. Ecco allora, dunque, che la prevenzione deve entrare a gamba tesa e, per quanto riguarda le donne, tenendo conto di alcuni fattori aggiuntivi: l’età ed il doppio carico di lavoro sostenuto dalle donne, che ha ripercussioni sulla loro salute e ( sicurezza).

“L’importanza di un approccio di genere – sottolinea la responsabile del Coordinamnto Donne Cisl Fvg, renata Della Ricca – è dovuta alle diverse esigenze delle donne, al fatto che rappresentano diversi bisogni e che sono esposte diversamente ai rischi”. In generale – esplicita in sostanza il direttore dell’Inal Fvg, Fabio Lo Faro – i numeri dicono che le donne sono meno colpite degli uomini dagli infortuni sul lavoro, ma risultano più colpite dagli infortuni in itinere, casa lavoro casa (21,9% contro 11,2%). Se, poi, da un lato le denunce di infortunio presentate da donne sono diminuite, dall’altro le denunce di malattie professionali sono cresciute considerevolmente.

Di qui, l’esigenza di immaginare modelli diversi di prevenzione tra uomini e donne, ma anche – aggiunge la professoressa Roberta Nunin – ripensare la stessa organizzazione del lavoro in un’ottica di genere. Quella medesima ottica di genere che non può non annoverare tra i capitoli della sicurezza anche il tema della violenza contro le donne, talvolta perpetrata anche nei luoghi di lavoro. “L’anno scorso – commenta per la Cisl Fvg, Claudia Sacilotto- abbiamo avviato la campagna nazionale contro le molestie e violenze nei luoghi di lavoro,“Together be happy at work. Il nostro obiettivo è quello che in ogni azienda si attivino le procedure di garanzia e i comportamenti necessari per contrastare ogni forma di violenza ed abuso”.

“Mi impegno a portare all’attenzione del Comitato per la sicurezza sui luoghi di lavoro sia l’eventualità di realizzare con urgenza un’ulteriore campagna straordinaria di formazione, che si vada ad aggiungere integrandola alla formazione obbligatoria già prevista, sia la necessità di mettere in luce la dimensione di genere nell’ambito della sicurezza sul lavoro e nella promozione del benessere lavorativo”.

Lo assicura l’assessore regionale a Lavoro e Formazione, Loredana Panariti, che nel corso della tavola rotonda “Salute e sicurezza delle donne: a che punto siamo?” organizzata oggi dalla Cisl Fvg a Monfalcone, ha discusso approfonditamente del tema con rappresentanti datoriali e sindacali, anche alla luce delle statistiche e dati raccolti in questi anni.

I dati Inail dell’ultimo decennio, infatti, mostrano che, sebbene gli infortuni sul lavoro denunciati siano diminuiti del 13,4 per cento, di questa percentuale solo il 2,7 riguarda il calo degli infortuni subiti dalle donne. Non solo, un sondaggio svolto nel 2009 dall’Agenzia europea per la salute e sicurezza sul lavoro ha rilevato come in Italia gli uomini siano maggiormente informati sul rischi per la salute e sicurezza sul lavoro rispetto alle donne.

“La stessa Agenzia ha svolto numerosi studi con lo scopo di fornire un quadro delle differenze di genere sul lavoro per individuare i modi in cui le stesse sorgono e in cui possono essere prevenute”, ha ricordato Panariti, sottolineando come sia “necessario superare l’approccio ‘neutrale’ rispetto al genere che non tiene ancora in dovuto conto il fatto che gli standard riguardanti la salute e la sicurezza sul lavoro e, per esempio, i limiti di esposizione alle sostanze pericolose si basano su test di laboratorio, effettuati solo su popolazione maschile o
trascurando del tutto settori con predominanza di occupate femminili”.

“La medicina del lavoro in primis, e poi quelle specialistiche, devono affrontare le patologie correlate al lavoro operando con un corretto punto di vista di genere”, ha sottolineato l’assessore.

Nel corso della tavola rotonda, moderata dal giornalista Gianfranco Biondi e introdotta dai saluti di Claudia Sacilotto e Iris Morassi per Usr Cisl Fvg e di Linda Di Giusto, coordinatrice
Donne Cisl Pensionati, Panariti è intervenuta ricordando le attività portate avanti dalla direzione Pari opportunità: tra tutte l’assessore ha tenuto ad anticipare che è in uscita l’avviso pubblico del progetto “SiConTe-Matelda”, “attraverso il quale intendiamo sostenere con baby sitting mirati, la permanenza al lavoro delle donne che sono impegnate in percorsi di uscita da situazioni di violenza”.

Alla tavola rotonda hanno contribuito il direttore regionale dell’Inail, Fabio Lo Faro, il responsabile del Patronato Inas Cisl Fvg, Stefano Cattarossi, la consigliere di parità del Fvg,
Roberta Nunin, e le imprenditrici Michela Cattaruzza (Confindustria) e Filomena Avoglio (presidente regionale Donne Impresa di Confartigianato). Le conclusioni, occasione per presentare il progetto internazionale Camerun Salute a cura del dottor Vincenzo Canzonieri del Cro di Aviano, sono state tratte dalla referente nazionale Cisl Coordinamento Donne, Liliana Ocmin, e dal segretario regionale Giovanni Fania.

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