22/05/2019

“Voglio esprimere il profondo ringraziamento della Città all’Arma dei Carabinieri e alla magistratura che, con la collaborazione anche della sicurezza interna di Fincantieri, hanno stroncato un’ignobile situazione di illegalità e sfruttamento del lavoro in una ditta di subappalto operante all’interno dei cantieri navali”. Inizia così la nota emessa dal sindaco di Monfalcone, Annamaria Cisint, a seguito dell’intervento delle forse dell’ordine nei confronti di una ditta che lavora in subappalto nell’ambito della filiera Fincantieri. “L’episodio mette in luce tre dati incontrovertibili che richiedono un ripensamento del sistema produttivo che Comune e Regione da tempo stanno sollecitando e che, peraltro, sta trovando, negli ultimi incontri avuti, la condivisione da parte dello stesso amministratore delegato Bono, così come da parte del Governo con i sottosegretari Giorgetti e Durigon, che hanno offerto immediata disponibilità per l’attuazioni di azioni concrete.

Il primo dato riguarda il fatto che le gravissime violazioni contrattuali, salariali e fiscali si sono perpetuate per diversi anni il che conferma che sono connaturate a una modalità di affidamento del subappalto che non assicura alcuna garanzia in merito.

Il secondo e ancor più grave elemento è che l’utilizzo massiccio di stranieri da parte di queste ditte non deriva dalla mancanza di disponibilità e professionalità nel territorio, bensì da una precisa volontà di utilizzo di personale che può essere soggetto a ricatti di sfruttamento nelle peggiori condizioni per garantire di lucrare lauti guadagni sulla pelle di questi lavoratori.

Il terzo dato inaccettabile è quello dell’impiego di questi addetti senza alcuna adozione delle misure di tutela e garanzia in materia di sicurezza e quindi mettendoli a rischio di infortunio o della stessa vita. Si tratta, pertanto, di accelerare le decisioni rispetto al lavoro fatto in questi mesi con la Regione, i rappresentanti del Governo, Fincantieri e le parti sociali affinchè si riduca drasticamente il subappalto e si possa dare risposta alla richiesta di occupazione della manodopera locale e regionale, ponendo fine a quelle situazioni di dumping sociale e di sfruttamento che hanno portato a privilegiare l’uso massiccio di personale straniero a bassissima professionalità ma condizionabile con abusi e intimidazioni per l’intollerabile affarismo di questo tipo di ditte. Su questo ribadisco che è inaccettabile l’arrivo ulteriore di persone dall’estero che hanno generato e continuano a generare “stress” sociale in questa Città.

In questo contesto risultano importanti le assicurazioni avute dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giorgetti e dal Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Durigon per un’iniziativa governativa di affiancamento per modificare questo modello produttivo e sostenere l’occupazione locale”.

Nella vicenda interviene con una nota anche il consigliere Cristian Sergo.

“Sin dal 2015 abbiamo chiesto di rafforzare gli strumenti di chi controlla le infiltrazioni mafiose e i casi di caporalato, in Fincantieri ma non solo”. ricorda il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

“Nel 2017 è stato stipulato un apposito protocollo per la legalità tra il Ministero dell’Interno e Fincantieri – ricorda Sergo -. Un accordo che il M5S aveva caldeggiato e che aveva il pregio di unificare a livello nazionale le procedure per le verifiche antimafia sulle imprese operanti in appalto e subappalto in tutte le sedi del Gruppo”.

“Tuttavia già in quell’occasione avevamo espresso alcune preoccupazioni sull’efficacia dei controlli, considerato che di fatto il protocollo non andava oltre gli strumenti previsti dalle norme vigenti: nel caso di Monfalcone abbiamo saputo che l’attività illecita proseguisse da almeno due anni. Grazie al Governo Conte e alla volontà del Ministro Di Maio – conclude Sergo – è stata posta particolare attenzione anche sul fenomeno del caporalato. Grazie all’aumento degli ispettori previsto in Manovra ci auguriamo che si possa arrivare a strumenti di controllo sempre più rapidi ed efficaci, già presenti in altre realtà, soprattutto perché Fincantieri è una società dello Stato”.

L’onorevole Debora Serracchiani commenta che “Lo sfruttamento dei lavoratori è una ferita aperta e anzi e lo sfilacciamento della solidarietà sociale lascia gli individui sempre più soli e indifesi, tutti, italiani e stranieri. Contro questi veri e propri gruppi criminali bisogna stare molto in guardia e non perdere di vista l’obiettivo della legalità e della sicurezza”.

“In questo caso – rileva Serracchiani – lo strumento del Protocollo Quadro Nazionale di legalità firmato tra il ministro Minniti e Fincantieri ha mostrato efficacia, ma occorre insistere sulla vigilanza e la prevenzione, stringere le maglie anche nell’ambito della formazione e sicurezza sul lavoro”.

Per la parlamentare dem, però “il dl Sblocca-cantieri sta andando in una direzione diametralmente opposta, con il ripristino del massimo ribasso degli appalti e permettendo che si allarghi il ricorso al subappalto, con l’aumento a 200mila euro della soglia degli appalti per cui non è necessario fare una gara. Peraltro, anche se lo chiamano Sblocca-cantieri la legge in discussione si applica pure ai servizi e alle prestazioni e, come ci dice il presidente della Corte dei Conti, dentro ci sono più deroghe che regole”.

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