21/10/2018

Per coloro che hanno passato gli anta da qualche annetto, sentir parlare di scelta delle scuole primarie e secondarie di primo grado (per noi elementari e medie) sembra fantascienza. Quando fummo bambini o avemmo figli in età scolare, l’iscrizione a scuola si poteva fare in qualsiasi momento dell’anno, meglio entro la fine dell’anno scolastico. La scelta comunque era dettata ern scuola IMG_2769esclusivamente da ragioni logistiche: tutti andavamo nell’istituto più vicino a casa. D’altronde non c’erano grandi differenze tra una scuola e l’altra, ma soprattutto si teneva conto del tragitto in bicicletta o a piedi.
Da sempre i genitori considerano i propri figli dei geni, ma non per questo che le istituzioni e la società debbano dagli corda!
Adesso il tempo dura solo tre settimane, dalle 8.00 del 16 gennaio alle 20.00 del 6 febbraio 2018, per effettuare la procedura on line d’iscrizione alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado. Bisognava iscriversi registrandosi sul portale www.iscrizioni.istruzione.it, avere “un’identità digitale” SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) per accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità.
Le iscrizioni on line riguardavano anche i corsi d’istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali. Solo per le scuole dell’infanzia la procedura è ancora cartacea. Complicazioni, blocchi di sistema, sito internet inaccessibile e sovraccarico, persone che non conoscono nemmeno la tastiera del computer (anche se vivono su Facebook con lo smartphone), tutto per scegliere quale scuola elementare o media frequentare.
Il problema essenziale è quali sono i termini di scelta, i fattori principali da considerare per decidere?ern scuola IMG_2938
Sappiamo che nemmeno l’università garantisce l’accesso ad un posto di lavoro ben retribuito e spesso nemmeno la preparazione, l’esperienza e la competenza per sperare di trovarlo in futuro. Anziché aumentare gli anni di studio generico per auspicare a una preparazione di base approfondita, ci troviamo di fronte a scelte sin dalla tenera età.
La scelta della scuola primaria dovrebbe essere dettata dalla sicurezza sotto ogni aspetto, ma anche le dimensioni della struttura contano, infatti un grande istituto avrà sicuramente più insegnanti a garanzia della continuità, più aule e laboratori come per informatica, palestre per tutte le discipline sportive e tra gli aspetti da considerare durante gli “Open Day”, agli insegnanti chiedere informazioni sul POF, il piano dell’offerta formativa extrascolastica che cambia da scuola a scuola. Nelle scuole piccole ci sarà il calcio e magari la pallacanestro, mentre nelle strutture grandi i ragazzi possono scegliere tra tantissimi sport e attività come corsi di musica con strumenti che non siano solo il flauto dolce.
Nell’Istituto Comprensivo di Codroipo, che consta di 11 scuole, di cui quattro per l’infanzia e cinque primarie ubicate anche nei Comuni di Bertiolo, Camino al Tagliamento e Varmo, mentre due secondarie di primo grado, con orario normale o prolungato, in un’area che rappresenta il paradiso in terra per i ragazzi e anche per i genitori. Senza attraversare nessuna strada si possono spostare dalla scuola alla piscina, al palazzetto dello sport, alla palestra d’arrampicata, ai campi di basket, rugby, pallavolo, tennis, pista di pattinaggio, la danza, ginnastica artistica, scherma, arti marziali, mountain bike, atletica e tutte le altre discipline sportive che si praticano.

ern scuola IMG_2884Scegliere la scuola superiore: 5 consigli per non sbagliare
1. Non scegliete in base ai soldi
Questo consiglio è importante: moltissimi studenti, infatti, orientano la propria decisione in base a quanti soldi potranno guadagnare o in base a quanto sicuro è il settore lavorativo dove potrebbero cascare. Ecco: scordatevi queste cose! Scegliere solo in base alle sicurezze economiche è un errore fatale, perché anche se dovesse andarvi tutto bene, se a scuola doveste avere ottimi voti, questa è la strada più ripida e sicura verso l’infelicità.
2. Scegliete in base alle vostre passioni
Anche il lavoro più remunerativo, se non corrisponde alle vostre reali passioni e inclinazioni, alla lunga diventa una tortura. Per cui fatevi questa semplice domanda e rispondete sinceramente: facendo quali cose vi sembra che il tempo passi in un attimo? Per me, ad esempio scrivere, o per un falegname tagliare e assemblare. Quand’è che vi sentite totalmente presi nel realizzare qualcosa? Quali sono i momenti della giornata in cui fate qualcosa attivamente e vi piace tanto farla? Pensateci bene perché anche se non si tratta di una cosa precisa (a me piace smanettare col pc, per esempio), lì dentro c’è la risposta che cercate.
3. Non preoccupatevi se non sapete cosa volete fare da grandi
Molti ragazzi se la prendono con se stessi se sono confusi, se non hanno le idee chiare. E qui ci viene in soccorso Danny DeVito che in The big Kahuna dice “Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco, ancora non lo sanno.” Il senso non è fregarsene del futuro: il senso è chiedersi ogni giorno che futuro si vorrebbe, ma senza starci troppo male per tutte le volte che non si avrà una risposta.
4. Fatevi dare un parere esterno
Scegliete due o tre persone a cui volete bene e che vi conoscono davvero. Amici, fratelli, genitori, insegnanti… voi sapete di chi fidarvi.Chiedete a loro dove vi vedono fra vent’anni. Credetemi: le loro risposte potrebbero sorprendervi perché, un po’ come accade con la nostra voce, ciò che sentiamo noi è sempre molto diverso da ciò che sentono gli altri.ern scuola IMG_2800
5. Osate
Non fatevi fregare dalla paura. Non volate basso solo perché il lavoro che sognate vi sembra irraggiungibile. Questa e solo questa è l’età per farlo. Sognate alto, sparatela grossa, siate dei veri sbruffoni verso il tuo domani. Non fatevi troppi calcoli, non abbassate lo sguardo, naso in su e puntate più alto che potete: nessuna grande impresa è stata mai realizzata pensando soprattutto a come non farsi male.

Come prima regola, i ragazzini non devono essere viziati. Jonas Harryson, infatti, ha scritto: “Per i bambini è molto difficile annoiarsi! Hanno sempre bisogno di fare qualcosa. Per favore, smettetela di viziarli! Non è pericoloso per loro se, qualche volta, finiscono per annoiarsi”. In effetti, i bimbi sono sempre sottoposti a moltissimi stimoli, spesso eccessivi, dai quali è necessario che si prendano una pausa.
Ecco cosa possono fare i genitori degli studenti: i genitori devono imparare a giocare con i propri figli. Molti genitori si dicono orgogliosi del fatto che i loro bambini sappiano leggere e contare prima di iniziare la scuola. Mi dispiace dirvelo, ma è fin troppo facile insegnare loro a leggere e a contare. Piuttosto, insegnate loro a giocare, a essere dei buoni amici per gli altri e a condividere ciò che possiedono”. A causa delle vite frenetiche, vi è la tendenza, da parte dei genitori, a iscrivere i propri figli a quanti più corsi o sport possibili, senza concentrarsi sulle cose davvero importanti: creare una buona relazione con i bambini.
La terza e ultima regola dettata da Jonas Harryson, infine, sostiene la necessità di tornare all’uso delle “paroline magiche”: grazie e per favore. “Molti bambini trovano difficile mostrare gratitudine sia verso gli altri bambini sia verso gli adulti. Mi sento sempre rispondere ‘Posso averne un altro po’?’ oppure ‘Tutto qua? Non ce ne dà un altro? Che fine hanno fatto le magiche parole “per favore” e “grazie?”.

Marco Mascioli

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