21/09/2018

” stiamo cercando di individuare azioni straordinarie per accorciare i tempi e garantire una prosecuzione regolare
dell’anno scolastico”.

Lo afferma Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia, nel puntualizzare che “il Friuli Venezia Giulia, con azioni normative (la modifica alla legge regionale 13/2018) e programmazione sta lavorando per sostenere con ogni strumento il comparto della scuola.

Gli aspetti critici sono molti: mancano anzitutto i dirigenti scolastici. “Contiamo una delle percentuali più alte di istituti in reggenza, con capi di istituto che prestano servizio su due sedi, dovendo a volte presidiare decine di plessi scolastici”, conferma Rosolen, ricordando che “non secondaria è l’assenza di direttori amministrativi: ci sono scuole dove l’attività amministrativa non può partire perché non è stato nominato il dirigente”.

“L’Ufficio scolastico regionale (Usr) – aggiunge l’assessore – è in grandissima difficoltà, e sta cercando di tamponare le falle, ma per trovare soluzioni strutturali e uscire dall’emergenza non possiamo prescindere da un intervento urgente del Ministero. Ci stiamo confrontando a livello di Giunta regionale per immaginare
un percorso che ci immetta sul binario della regionalizzazione e siamo pronti a imboccare questa strada assieme ad altre Regioni. Ci interessa il risultato, l’attuazione del titolo V, e intendiamo percorrere la via più diretta”.

L’autonomia scolastica, evidenzia Rosolen, sotto il profilo dell’impatto economico, sfonda la barriera dei 900 milioni all’anno solo per la gestione del personale. “Come noto, l’ufficio scolastico regionale è stato
declassato nello scorso quinquennio: noi stiamo cercando di riprenderci quello che era nostro, e fare un salto di qualità ulteriore”.

“Abbiamo chiesto al presidente della Commissione istruzione Mario Pittoni di lavorare per restituire dignità al nostro Usr, e di accelerare sui concorsi su base regionale. Sapevamo che non sarebbe stato facile, confessiamo che, forse, è addirittura più complicato del previsto. La determinazione non ci manca, ovviamente serve che Roma dia un segnale normativo forte”, conclude Rosolen.

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