19/10/2018

La nuova organizzazione della sanità in Friuli Venezia Giulia, con scorporamenti e inglobazioni in ambiti diversi, ha stravolto le strutture, i cittadini e anche le aziende sanitarie stesse. Per il momento i cambiamenti non sembra abbiano apportato alcuna miglioria. Dove c’erano liste d’attesa lunghissime, sono rimaste tali. Dove si poteva sperare di ottenere un appuntamento in pochi giorni prima della riforma, lo si ottiene anche ora.
D’altro canto rimane facoltà dell’utente decidere dove farsi ricoverare, ma se la ristrutturazione prevedrà a ulteriori chiusure e riduzioni dei servizi in alcuni centri, sarà inevitabile dover percorrere molti chilometri nel caso dei residenti in zone meno fortunate.
Per esempio l’ufficiale sanitario che effettuava le visite per il rinnovo della patente a Codroipo non c’è più, quindi le possibilità prospettate dal servizio del Centro Unico per le Prenotazioni erano di attendere tre o quattro mesi per una visita a Palmanova o Latisana, ovvero andare il giorno dopo a Gemona del Friuli o Tarvisio. Questo è solamente un esempio degli indubbi svantaggi per i cittadini del Medio Friuli, che avevano diversi servizi fino a quando appartenevano all’ASS4, persi probabilmente per giustificare i cambiamenti con il passaggio all’AAS 3.
Ora il medico di base dovrebbe assumere una maggior rilevanza nell’organizzazione sanitaria, svolgendo visite più accurate, e gestendo i pazienti con meno leggerezza, giacché, a quanto mi è parso di capire, lo scopo principale di tutta questa manovra è di contenere i costi, anche cercando di ridurre gli esami che comunque in moltissimi casi sono passati sotto il sistema del ticket.
Al momento tra i risultati conseguiti c’è la differenza irrisoria di costi tra gli esami sostenuti in un ospedale pubblico o in una struttura privata, che consente alle ultime di proliferare sempre più, fornendo un servizio rapido, professionale e locale.
Sul tema della trasformazione dell’apparato sanitario regionale e in particolare sui nuovi ruoli ricoperti dai medici di base, si è svolto in Villa Manin a Codroipo un incontro con tutti gli attori e operatori dell’AAS 3, rivolto alle direzioni delle aziende sanitarie, operatori dei distretti, direzioni mediche ospedaliere, sindaci e amministratori locali, i medici di medicina generale, compresa l’Azienda di Servizi alla Persona Daniele Moro di Codroipo, dalla quale hanno partecipato sia il direttore generale Valentina Battiston, sia la responsabile dei servizi assistenziali Anna Catelani.
Numerosi conferenzieri si sono alternati dal mattino alla sera, provenienti anche da altre regione come Toscana, Veneto ed Emilia Romagna, allo scopo di confrontare gli attuali modelli organizzativi delle cure primarie, che presentano sovente limiti rappresentati dalla non piena integrazione fra personale dipendente e convenzionato e da relazioni non pienamente strutturate, tra sistema territoriale e ospedali.
Obiettivo della giornata era di studiare esperienze già in atto in altre Regioni per avviare un percorso che garantisca, in una logica di rete, la presa in carico extra ospedaliera integrata dei bisogni degli assistiti, adeguando le proprie capacità di risposta alle mutate necessità dei cittadini, favorendo modelli organizzativi omogenei ma dotati di flessibilità e adattabilità ai diversi contesti territoriali.
Dagli interventi è emerso che i presupposti per il raggiungimento di tali finalità sono: superare l’attuale visione prevalente di un medico isolato nel proprio ambulatorio; realizzare un’organizzazione della medicina territoriale che consenta la presa in carico globale dei cittadini-pazienti; assicurare un sistema attraverso il quale i cittadini siano guidati e protetti nei percorsi all’interno del servizio sanitario; passare da una logica prestazionale a una logica di presa in carico del paziente e governo dei processi di cura (con particolare riferimento alle malattie croniche).
A conclusione del convegno è intervenuta anche l’assessore regionale alla sanità Maria Sandra Telesca alla quale ho chiesto, a prescindere dagli acronimi e dai numeri che cambiano, qual è lo scopo di questa rivoluzione.
Marco Mascioli

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