18/12/2018

L’attuale situazione dei medici e infermieri in regione e in buona parte del Paese, è quasi tragica. Innumerevoli inviti ricevuti a trattare l’argomento da parte di infermieri e medici della zona, che lamentano l’insufficiente servizio sanitario soprattutto nelle zone lontane dai grandi centri, precisando che l’aspetto più grave corrisponde al poco personale. Questo significa dover coprire turni ravvicinati e difficoltà di gestione delle giornate di riposo. Incontrando il vice segretario provinciale del sindacato NurSind di Udine, Stefano Giglio, più che grandi lamenti, ha sentito fiducia e speranza nel futuro. A breve dovrebbero entrare in servizio circa 600 nuovi paramedici assunti con il concorso di qualche mese fa in Friuli Venezia Giulia e, per il 2019 e 2020, già a gennaio ci dovrebbe essere un altro concorso per altrettanti nuovi infermieri. 

Certo alla cronaca balzano notizie di volontari che svolgono incarichi che non gli spetterebbero, per esempio a bordo delle ambulanze o al pronto soccorso. Dall’altra parte ci sono infermieri assunti con una precisa qualifica professionale, costretti ad attività, compiti e funzioni che nulla hanno a che vedere con quella professione. Lo scopo non dichiarato sarebbe quello di avvalersi di figure intercambiabili, così da poter sopperire alla carenza di organico e risparmiare. Un’ipotesi di forma di demansionamento che nella situazione di scarsità attuale è ancora più grave.  

La sanità in Italia sappiamo essere da anni delegata alle Regioni e questo sicuramente agevola le enormi differenze tra le diverse zone del Paese. Per quanto in strutture vetuste come parte dell’ospedale di Udine Santa Maria della Misericordia, dove anche l’altro giorno ci sono state infiltrazioni d’acqua e si assiste al continuo peggioramento delle dotazioni, con decremento, a causa dell’obsolescenza, di impianti, apparecchiature e attrezzature disponibili. Si tratta di un andamento manifestatosi in maniera ben più marcata sul nostro territorio rispetto a quanto accaduto in altre regioni. Però dobbiamo anche ricordare che l’Italia della malasanità spesso riscontrata al meridione, vive situazioni ben peggiori della nostra. 

Se gli scioperi d’inizio anno sono stati per lo più sanciti a causa della straordinaria rivoluzione messa in atto dalla precedente giunta regionale, senza alcuna forma di interfacciamento con gli operatori del settore, adesso sembra le cose stiano andando meglio e le promesse fatte si stanno concretando principalmente con nuovi investimenti e assunzioni. 

Nel servizio video approfondimenti molto interessanti.   

Marco Mascioli 

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