14/12/2018

La Regione Friuli Venezia Giulia ha fornito alla Corte dei Conti a Trieste nel corso di un incontro, una
memoria analitica e oggettiva, ampiamente documentata e che entra nel merito di tutti gli aspetti, nella quale ha puntualizzato la propria posizione, rispetto a quanto indicato nel “Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica regionale per l’esercizio 2017”, a seguito dei rilievi sollevati dalla Corte dei Conti senza che, peraltro, fossero indicate le fonti documentali a suffragio degli stessi.

Nel corso dell’incontro la Regione ha chiesto che, nell’entrare nelle questioni gestionali del Servizio sanitario, la Sezione di controllo approfondisca la sua valutazione, sulla base della documentazione fornita, con l’auspicio che all’esito dell’esame la posizione della Corte sia meglio chiarita.

Il dossier fornito dalla Regione, ricco di allegati, si basa in particolare su documenti quali il Sistema di valutazione della performance dei sistemi sanitari regionali (cosiddetto Rapporto Bersaglio), il Piano nazionale esiti, gli ultimi rapporti sanità di Crea e Meridiano Sanità che, dati alla mano, non rappresentano la situazione di peggioramento descritta dalla Sezione di controllo della Corte.

Da parte della Regione, quindi, è stato rilevato che nel rapporto della Corte non sono state evidenziate le fonti, così come non sono stati citati dati e classifiche secondo i quali la sanità del Friuli Venezia Giulia sarebbe peggiorata.

È stato al contrario osservato che tutti i rapporti che misurano e valutano le prestazioni dei diversi servizi sanitari regionali indicano che le performance del Fvg sono tutte migliorate. In particolare è stato messo in evidenza, grafici alla mano, come i dati dal 2013 al 2016 siano in netto progresso, come è facilmente riscontrabile nelle analisi del Rapporto Bersaglio.

Unica situazione di criticità è rappresentata dalle vaccinazioni. In questo settore, come nel resto del Paese, anche la regione ha avuto la necessità di provvedere alla vaccinazione di massa che ha messo in difficoltà strutture e personale nella parte iniziale dell’ultimo anno preso in esame.

Nel corso del colloquio è stato in ogni caso rilevato che quanto letto la scorsa settimana rappresenta solo una sintesi del Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, che proprio in quanto sintesi è stata evidentemente poco approfondita.

Da parte della Regione, alla fine dell’incontro è stato affermato che è stato recuperato un rapporto di leale collaborazione tra le due istituzioni, anche sul piano del necessario scambio delle informazioni che, in questo caso, era mancato. Soprattutto non vi è stato un dialogo preliminare, opportuno in quanto in questa situazione la Corte è entrata anche nel merito delle politiche gestionali, non affrontando esclusivamente la questione strettamente contabile, su cui di fatto la Sezione di controllo nulla ha eccepito, ma anzi ha parlato di indicatori di
economicità, di servizi ottimizzati, di rispetto del principio generale di risparmio della spesa.

Unica questione sollevata la mancata applicazione del decreto legislativo 118/2011 che riguarda l’armonizzazione dei bilanci. Un aspetto sul quale la Regione ha fornito adeguata spiegazione, legata al fatto che, in virtù
dell’autonomia differenziata, è prevista una disciplina particolare e vanno quindi predisposte delle norme di attuazione per modificare il bilancio della sanità e applicare il decreto stesso.

I dati esposti dalla Regione in undici pagine ricche di dati e grafici, accompagnate da plichi di allegatirappresentano un trend generale in miglioramento, in difformità da quanto affermato nel Rapporto. Si auspica
pertanto un confronto chiarificatore, finalizzato a un approfondimento delle tematiche emerse e, ove ritenuto opportuno, a uno sviluppo e a un aggiornamento di quanto riportato nel rapporto, in merito alla riforma sanitaria regionale.

Sulla prevenzione si evidenzia un complessivo miglioramento su adesione agli screening oncologici, stato di salute e stili di vita.

In tema di assistenza ospedaliera, si sottolinea, dati alla mano, il tasso di ospedalizzazione in riduzione, che dimostra una buona capacità di governo della domanda e una buona efficienza del sistema, sia ospedaliero che territoriale. Anche la percentuale di accessi al Pronto soccorso, inviati al ricovero entro le 8 ore, conferma l’ottima performance delle strutture della regione.

L’organizzazione dei processi ospedalieri, in particolare la durata delle degenze, si conferma complessivamente buona.

Sull’emergenza urgenza è stata ricordata l’attivazione nell’aprile dello scorso anno di una unica Sala operativa
regionale per le emergenze sanitarie che, tra l’altro, ha permesso di migliorare i tempi di intervento in tutte le zone al confine delle province per la possibilità di utilizzo dei mezzi su scala regionale. Parallelamente è stata aumentata la dotazione organica, vi è stata una omogeneizzazione delle tipologie di mezzi usati e il contestuale aumento dei mezzi stessi.

Sempre nell’ambito dell’emergenza urgenza è stato ricordato che sono state adottate le reti per le patologie tempo dipendenti, con significativi cali della mortalità per infarto miocardico e ictus.

Migliorata anche l’integrazione ospedale-territorio. Anzi, a confutazione dei rilievi della Corte inerenti all’omessa
integrazione tra ospedale e territorio e ai mancati collegamenti tra i medici di medicina generale, nel dossier si rileva che nel 13. rapporto Crea viene evidenziato, ad esempio, il forte aumento dell’assistenza domiciliare integrata dal 2012 al 2016, con l’affermazione che “la presa in carico delle cronicità registra nel suo complesso un miglioramento della performance 2016, in linea rispetto alle altre Regioni … diminuiscono ulteriormente
i tassi di ospedalizzazione di quasi tutte le principali patologie”.

Inoltre il nuovo portale della continuità assistenziale permette la visibilità immediata al medico di medicina generale di tutti i referti di esami, visite o lettere di dimissioni firmati elettronicamente dagli specialisti ospedalieri.

Per la presa in carico delle patologie croniche e dei programmi di prevenzione si segnala inoltre che l’accordo integrativo regionale della Medicina generale prevede incentivi legati all’esecuzione dei controlli raccomandati dalla letteratura medica internazionale, finalizzati al migliore controllo delle malattie croniche e l’adesione agli screening oncologici.

Nella memoria si sottolinea inoltre che affermare come i pazienti anziani vengono abbandonati non trova riscontro al pari della asserita mancata integrazione ospedale territorio, in quanto l’indicatore della percentuale di ultra settantacinquenni dimessi dall’ospedale a domicilio con almeno un accesso domiciliare entro 2 giorni dimostra che siamo al primo posto tra le regioni del network Bersaglio. E si segnala che nel 13. Rapporto sanità Crea la regione Friuli Venezia Giulia ha il maggior numero di indicatori sopra la media nazionale.

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