18/12/2018

Le tre manifestazioni storiche che in questo periodo dell’anno di susseguono con molte similitudini e alcune peculiarità. Le differenze principali probabilmente risiedono nella mente della popolazione che vorrebbe vedere determinate cose solo in una festa, piuttosto che nell’altra.

Friuli Doc a Udine è la prima in calendario e dal nome tutti la vorrebbero come una vetrina dedicata esclusivamente al Friuli Venezia Giulia, senza dare spazio agli altri, però in pratica è l’ennesima occasione per scoprire che la nostra regione non offre molti prodotti esclusivi e nemmeno in ambito culinario ci sono preparazioni speciali o quantomeno adatte a essere considerate “cibo di strada”. Inoltre alcune delle pietanze tipiche non sono disponibili, ne consigliate, durante il mese di settembre.

La realtà che si riscontra durante le giornate di Friuli Doc è che per quanto vogliano relegare austriaci e altri provenienti da fuori regione, il più lontano possibile dal centro città, loro riescono sempre a registrare il tutto esaurito, mentre i friulani veri, quelli doc, assistono a un veloce passaggio di gente curiosa, in cerca di viennese, lubianska, wurstel e altre prelibatezze d’importazione.

Forse proprio dall’esperienza udinese che quest’anno ha visto la 24^ edizione, a Gorizia da quindici anni hanno ribaltato la situazione: Gusti di Frontieranasce proprio per consentire ai visitatori di assaggiare le specialità provenienti dall’estero, magari confrontandole con quelle di tutte le regioni italiane. C’erano tantissimi stand e aree dedicate in cui si parlava inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, francese e chissà cos’altro, ma comunque anche grazie alle splendide giornate di sole, hanno contato circa 850 mila presenze nei quattro giorni, centrando pienamente l’obiettivo che non è quello di vendere brovada e frico, bensì far conoscere Gorizia, le sue piazze, le strade e i monumenti.

Un successo Friuli Doc come ogni anno e come sempre i visitatori si lamentavano per i prezzi alti e l’invasione di stand che nulla hanno a che fare col Friuli. Sempre crescente il numero di visitatori in un capoluogo di provincia come Gorizia che non ha molti posti auto in centro (e quei pochi sono tutti utilizzati per la festa), quindi ha gestito grazie ai pullman dedicati, i parcheggi scambiatori che (unico punto debole) non erano molto indicati dalla segnaletica. Così tutti arrivavano fino in centro e dopo qualche vasca nelle strade rimaste aperte alla circolazione, dovevano tornare sui loro passi per lasciare l’auto e prendere il bus.

Ora è giunto il momento della terza manifestazione sul calendario, ma la prima per storicità: la Fiera di San Simone. Codroipo è pronta a ospitare migliaia di visitatori che, oltre a mangiare e bere, cercano le cose più strane al mercato. San Simone infatti si distingue proprio perché la sua peculiarità è, da centinaia di anni, una fiera nel “quadruvium”, dove mercanti da ogni dove propongono le loro merci. Oggi non si vendono animali vivi come un tempo, ma tutto il resto sì.

Marco Mascioli

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