25/11/2017

L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino.

ern 20171112_133338La leggenda narra che Martino, l’11 novembre si trovasse ad Amiens, in Gallia nel cammino di ritorno verso casa. Nel bel mezzo di una bufera incontrò un mendicante rattrappito dal freddo e con un moto di generosità gli offrì metà del suo mantello. Dopo pochi attimi la pioggia smise di cadere, il vento si placò e un bel sole fuoriuscì a riscaldando la temperatura. La mitologia prevede che la breve interruzione di tre giorni della morsa del freddo, si ripeta ogni anno per commemorare il gesto magnanimo e generoso, visto che Martino quelle stessa notte ebbe in sogno Gesù, con parole di stima per il futuro santo, sostenendo che dietro il travestimento del mendicante vi era proprio lui.

Questa volta non ha funzionato. Freddo, umido, nebbia e pioggia, proprio nell’anno in cui l’11 / 11 cadeva di sabato, per cui tre giorni coincidevano col fine settimana perfetto.  In Friuli Venezia Giulia tra paesi, frazioni e comunità ce ne dovrebbero essere circa una decina di San Martino, mentre tantissime altre località hanno san Martino come patrono. Festeggiamenti ovunque, ma tra gli eventi più importanti la festa a Latisana, che terminata la stagione di Lignano, si riprende la sua rilevanza e in tutto il centro del paese, per ben cinque giorni, le strade erano pedonali e occupate dagli allestimenti più diversi, da giovedì 9 a lunedì 13 compresi.

La festa di San Martino a Latisana (UD), un tempo era una grande fiera del bestiame, ma giungevano da tutto il territorio ern 20171112_135049
circostante anche per acquistare vestiti per bambini e adulti, nonché i corredi per le spose (era questo il periodo nel quale si celebravano i matrimoni). Oggi è dedicata  alla vendita con le bancarelle e ai ragazzi con attrazioni dello spettacolo viaggiante, appuntamenti culturali, teatro di strada. Una tradizione ormai più che consolidata, un appuntamento da non perdere anche per le persone che nei giorni di fiera,  giungono numerosi anche dal Veneto. Uno spettacolo nello spettacolo: la fiumana di gente che, parcheggiata l’automobile anche a San Michele al Tagliamento (VE), scende a piedi l’argine per invadere le vie del centro di Latisana, immergendosi nella festa novembrina per fare un giro di giostra, una degustazione di un piatto tipico, l’assaggio del vino buono e di quello novello, l’acquisto di una prelibatezza di un’altra regione italiana o l’affare di un acquisto alla bancarella.

San Martino è detto anche il patrono dei cornuti.

ern Latisana20171112_150333Esistono in realtà diverse leggende secondo cui San Martino sarebbe il patrono dei “cornuti” perché per tradizione in questo periodo, in tutt’Italia, si svolgevano tante fiere del bestiame e quindi animali con corna. Ma c’è anche chi dice che il giorno – 11 novembre, e quindi 11/11 – ricorda il segno delle corna fatto con le mani. Interessante invece è l’ipotesi secondo cui proprio in questi giorni si svolgevano feste pagane (la giornata di San Martino si svolge nello stesso periodo del capodanno celtico) in cui moltissime persone, complici forse l’alcool o l’euforia, si lasciavano andare al libero amore, commettendo una serie di adulteri che finivano poi nel dimenticatoio per il resto dell’anno.

Un’altra leggenda vuole che San Martino avesse una sorella: lui la sorvegliava con grande attenzione per evitare che lei si concedesse ad altri uomini, ma senza particolare successo. Un’altra versione dei fatti racconta che un soldato, folgorato dalla saggezza di San Martino, decise di vivere come lui, in meditazione e castità. Finché sua moglie non iniziò a consolarsi con altri uomini. Fu proprio il santo a parlare con il soldato, convincendolo a tornare dalla sposa, senza farla vivere nel peccato.

San Martino è passato, ma la sua estate non l’abbiamo vista, in compenso quel cornuto del freddo è arrivato eccome.

Marco Mascioli

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