16/06/2019

 “Una sfida ambiziosa che la regione intera può vincere con la costruzione di un cammino che permetta da un lato la riscoperta di un turismo alternativo dall’altro la ricerca spirituale. Il Friuli Venezia Giulia ha tutte le caratteristiche per dare linfa a questa proposta”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, in occasione del workshop dedicato alla progettazione partecipata per il cammino di Sant’Antonio fra Veneto e Friuli Venezia Giulia che si è tenuto   a Gemona del Friuli.

L’idea alla base è stata quella di estendere il cammino di Sant’Antonio da Capo Milazzo in Sicilia, luogo dove si pensa sia sbarcato Antonio da Lisbona, nel 1221, reduce da un tentativo missionario in Marocco, passando per la Calabria, la Campania, il Lazio, l’Umbria, fino a Padova e da lì fino a Gemona del Friuli.

“L’uomo deve lasciare le grandi strade per scegliere i sentieri – ha aggiunto Zilli, citando Pitagora -: questo è un messaggio che deve essere tradotto nella quotidianità per recuperare un modo di vivere più lento e i valori della nostra vita. La Regione, con PromoTurismo Fvg, sostiene un progetto orientato a sviluppare attività volte alla valorizzazione del santo”.

L’obiettivo è di estendere iL cammino di Sant’Antonio, attualmente compreso fra Camposampiero (Padova) e il santuario aretino di La Verna, dal Friuli fino alla Sicilia e renderlo operativo entro il 2021, per l’ottavo centenario del viaggio che nel 1221 Antonio compì dalla Sicilia fino ad Assisi e la Romagna.

Tra le osservazioni emerse nell’incontro  la valutazione dell’impatto degli investimenti con l’istituzione  di  un osservatorio   sui cammini sia a livello regionale sia nazionale per capire come si muovono i flussi sul nostro territorio e qual è l’economia che generano anche per indirizzare la Regione agli investimenti per i prossimi anni .

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