20/09/2018

Con un  convegno europeo sull’insegnamento delle lingue minoritarie è stato avviato il progetto triennale Rush,(acronimo di Re and Up Skilling Horizons) finanziato dalla Commissione Europea come progetto strategico Erasmus e coordinato Convitto Paolo Diacono, Comune di Cividale del Friuli e ARLeF. A cividale del Friuli si sono confrontati esperti. sul valore culturale del plurilinguismo, sui diversi modelli di tutela e le diverse pratiche di successo per l’insegnamento delle lingue minoritarie in Europa.

IMG_2324 (Small)Dopo il saluto delle autorità l’evento si è aperto con l’illustrazione di obiettivi, motivazioni e azioni concrete che saranno realizzate durante i tre anni del progetto, a cura di William Cisilino di ARLeF (Agenzia regionale per la lingua friulana) e di Patrizia Pavatti  (che assieme al Comune di Cividale coordinano il percorso progettuale).

La Dirigente scolastica Patrizia Pavatti del Convitto ‘Paolo Diacono’ ha ricordato che “per la prima volta sarà concretizzata una ricerca azione a livello europeo con l’obiettivo di realizzare importanti opere di ingegno trasferibili e sostenibili per la qualificazione del docente plurilingue con inserimento a pieno titolo delle lingue minoritarie nel piano dell’offerta formativa.

Nella prima parte della mattinata si è innestato l’intervento del prof. Giovanni Agresti (Università degli Studi di Napoli Federico II) – uno dei più rilevanti esperti a livello accademico sulla questione delle lingue minoritarie – sul valore storico e culturale del plurilinguismo inserito nel contesto europeo.

É seguito l’intervento del prof. Michele Gazzola  studioso a livello internazionale sulla pianificazione linguistica e sui riflessi economici delle politiche linguistiche – centrato sulla prospettiva storica del sostegno finanziario europeo alle lingue minoritarie. Nella seconda parte della mattinata sono state presentate alcune pratiche di successo, come il modello di insegnamento nelle Valli Ladine della Provincia autonoma di Bolzano esposto dal prof. Roland Verra (Intendenza Ladina della Provincia di Bolzano) a cui èIMG_2326 (Small) seguito l’intervento di Antonella Ottogalli (Società Filologica Friulana). La prof.ssa Mara Mannella (Università di Almeria), che ha lavorato per la Commissione Europea e ha seguito con attenzione il tema delle lingue minoritarie, ha portato il suo contributo in tema di politiche linguistiche della UE e degli Stati Europei.

Protagoniste del pomeriggio alcune riflessioni sui modelli di tutela delle lingue minoritarie nel settore dell’istruzione, sia in Italia che all’estero. In particolare, la testimonianza del prof. Gabriele Iannacaro (Università di Milano-Bicocca) – linguista riconosciuto e curatore di una ricerca sulle lingue minoritarie per il Ministero dell’Istruzione – sul modello di insegnamento delle lingue minoritarie previsto dalla legge 482/99. Secondo l’Art. 2 della stessa, “la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.”. Inoltre, come riporta l’Art. 4, “nelle scuole elementari e nelle scuole secondarie di primo grado, é previsto l’uso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento”.

Anche i paesi esteri seguono un modello di insegnamento delle lingue minoritarie, come il metodo galiziano illustrato dalla prof.ssa Noemi Alvarez Villar (Comunità Autonoma della Galizia) e il modello di insegnamento adottato dai Comuni italofoni della Croazia, esposto dal prof. Maurizio Tremul (Unione Italiana).

RUSH è un progetto triennale Erasmus+ finanziato dall’Ue e proposto da 8 partner istituzionali: al Convitto, ad ARLeF e al Comune si sono uniti l’ente Regione Galizia (Spagna), due scuole della Regione Galizia e la Croazia (Unione delle minoranze e scuola di Rovigno). Scuole ed enti locali di livello provinciale, regionale e transnazionale, per un coinvolgimento complessivo di 3 Paesi (Italia, Spagna e Croazia).

Obiettivo primario di RUSH è quello di analizzare, approfondire e sviluppare le tematiche relative alle competenze da mettere in atto da parte dell’insegnante plurilingue in Europa con l’utilizzo della lingua minoritaria. Il percorso progettuale prevede meeting transnazionali, attività di ricerca-azione nelle scuole primarie e secondarie, formazione dei docenti e attivazione di scambi per alunni. Due sono gli output previsti nei tre anni: la realizzazione di una Linea Guida per il docente plurilingue in Europa e la creazione di un Centro Risorse europeo per la comunità di pratica professionale.

Ogni anno verrà organizzato un evento moltiplicatore per la diffusione dei prodotti e il coinvolgimento nel processo di tutti gli stakeholders, formazione docenti e scambi di alunni per la costituzione di una classe plurilingue. I partecipanti al progetto sono i dirigenti scolastici, i docenti, gli alunni di età 6-14 anni (anche migranti, disabili, con bisogni educativi speciali di tipo linguistico, socio-culturale e famigliare), gli amministratori locali (provinciali, regionali, transfrontalieri), le famiglie, gli enti di formazione e i soggetti del territorio, per un totale di 15.000 partecipanti diretti e indiretti.

SERVIZIO AUDIO A CURA DI GIANFRANCO BIONDI IN COLLABORAZIONE CON FEDERICA PETTARIN

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