16/01/2018

Le Regioni a Statuto speciale vogliono essere protagoniste del processo di riforma
costituzionale. Lo hanno ribadito ad Aosta i presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni autonome, convocati da Franco Iacop, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e coordinatore della Conferenza dei Consigli regionali.

Iacop ha tenuto a sottolineare come le Regioni a Statuto speciale
non siano una parte a sé stante, bensì una componente importante
del quadro istituzionale e del sistema delle Regioni e come in
questo processo di riforma i Consigli vogliano e possano recitare
il ruolo che spetta loro.

Concetto ribadito anche dal sottosegretario agli Affari regionali
Gianclaudio Bressa, che ha non solo affermato che le Assemblee
regionali saranno protagoniste del processo di riforma, ma anche
che il confronto avverrà tra il Parlamento e i Consigli
regionali, con il Governo che favorirà questo confronto. “È una
riforma vera e ambiziosa – ha aggiunto – e non c’è alcuna
tentazione centralista”.

Soddisfatti dell’esito dei lavori anche gli altri presidenti, con
Chiara Avanzo del Trentino Alto Adige e neo-responsabile del
coordinamento delle Speciali che ha parlato di buon punto di
partenza e Marco Vierin della Valle d’Aosta che ritiene
determinanti i prossimi mesi per elaborare le proposte che
definiranno il futuro delle Regioni a Statuto speciale. Le
ragioni della specialità vanno rilanciate, a giudizio del
costituzionalista Gianmario Demuro, assessore agli Affari
generali della Regione Sardegna, perché si tratta di garantire la
diversità e non di stabilire privilegi.

Nel corso dell’assise valdostana è stato anche approfondito lo
schema di disegno di legge costituzionale che contiene modifiche
e integrazioni agli statuti speciali e sono state valutate le
diverse proposte su come cambiare statuti e norme di attuazione.

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