19/12/2018

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La riforma degli Enti locali dovrà rispettare ed esaltare le identità culturali e linguistiche di una Regione che è a statuto speciale non a caso, ma dovrà essere anche e soprattutto la riforma del Sistema Regione, ovvero la ricostruzione di un’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia agile, veloce, dinamica e sussidiaria, intenta a programmare e legiferare per poi distribuire, Autonomia ai Comuni che devono decidere liberamente se associarsi o no, decentramento delle funzioni oggi in capo alla Regione e ritorno a un ente intermedio, elettivo.

È questo il progetto della Giunta Fedriga che l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, ha esposto nel corso di un dibattito a Martignacco, al cospetto di una platea costituita in buona parte da amministratori del territorio.

” E’ fondamentale un approccio all’insegna del dialogo capillare con la base per arrivare, nella seconda metà del 2019, a una riforma completa e funzionale”.

L’assessore ha rimarcato l’anomalia di un Friuli Venezia Giulia “unica Regione in Italia priva delle Province, realtà che ha accentrato 900 dipendenti all’interno dell’Amministrazione, 150 dei quali non abbinati ad alcun trasferimento di competenze”.

“È palesemente una situazione assurda perché – ha affermato Roberti – basta pensare a quanto uno solo di questi sarebbe fondamentale per un piccolo Comune”.

In tema di personale, però, l’assessore ha identificato nell’età media “molto alta” dei lavoratori in Regione un’opportunità per operare nei prossimi anni, a fronte di un pensionamento di circa il 30 per cento degli effettivi, quel ricambio che consentirà di assumere negli enti intermedi.

“Crediamo molto nell’introduzione di un ente intermedio, che si faccia carico delle competenza sovra-comunali accentrate dalla Regione”.

E la valutazione giuridica di tale ente è stata illustrata dal costituzionalista Mario Bertolissi, fra gli ospiti del convegno.

“Se per la legge di riforma la maggioranza regionale si è data il termine del 2019, Progetto FVG/Ar – hanno poi aggiunto i componenti del Gruppo – vuole accelerare il processo per arrivare entro laprossima primavera a una riforma caratterizzata da un forte decentramento e dal rilancio delle aree vaste: Friuli centrale, Friuli orientale, area isontino giuliana. Per una Regione organizzata in modo federale e una normativa che veda al centro dell’attenzione il miglioramento dei servizi ai cittadini, per garantire maggior efficienza”.

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