16/12/2017

“Richiederemo i dati aggiornati alle Prefetture di Udine, Trieste, Pordenone e Gorizia per sapere aquante persone è stato concesso lo status di rifugiato e a quante è stato rifiutato in quanto immigrato irregolare. Di fatto la situazione sul nostro territorio, anche alla luce degli ultimi accadimenti, rischia di diventare ingestibile” dichiarano in una nota congiunta l’eurodeputato M5S Marco Zullo e la consigliera regionale Ilaria Dal Zovo.

“Il MoVimento 5 Stelle ha proposto, dall’inizio della legislatura e in più riprese, di assumere 15.000 persone in gran parte neo laureati specializzati in materie giuridiche per rafforzare le Commissioni e velocizzare i tempi d’identificazione, di rilascio o di respingimento delle richieste d’asilo. Più si attende, più qualcuno ci lucrerà e sempre più la situazione rischierà di diventare socialmente ingestibile, specialmente nelle periferie. Lo vogliamo capire? Forse a qualcuno torna comodo che un numero sempre maggiore di persone stiano qui almeno un anno e mezzo-due invece di sei mesi per poter alimentare il “business immigrazione” dichiara il parlamentare europeo.

“Si tratta di una situazione imbarazzante che genera pericolosissime guerre tra poveri e che di riflesso aumenta la xenofobia e il razzismo nei confronti di queste persone. Se il pubblico continua a non intervenire e a non assumersi la responsabilità dell’accoglienza, sempre più privati si prenderanno questo onere, con tutto ciò che ne consegue in termini di trasparenza, di utilizzo delle risorse e risorse pubbliche in mano ai privati” dichiara la consigliera regionale Dal Zovo.

“Da sempre sosteniamo che bisogna gestire i flussi e superare una gestione emergenziale: il fenomeno è ormai strutturale e uno dei modi migliori, per affrontare questo tema, è l’accoglienza diffusa. Ogni comune della regione è chiamato in questo modo a dare il suo contributo. Utilizzando poi la clausola di salvaguardia, prevista dall’accordo con ANCI, si può pretendere che il numeri di richiedenti sul proprio territorio non cresca ma anzi si riduca a 2,5 migranti ogni mille abitanti, con ulteriori correttivi che tutelino i Comuni più piccoli. L’integrazione di piccoli numeri tra le comunità è possibile. Non ce la si può fare invece se si continua a puntare su centri di accoglienza enormi, come la caserma Cavarzerani o il CARA di Gradisca, che ormai vede la presenza di 700 persone circa” incalza la consigliera regionale.

“Tutto ciò va evitato con buonsenso e trasparenza: è necessaria una chiara volontà politica per arrivare ad una soluzione di questo annoso problema. Basta visioni falsate, basta strumentalizzare questa problematica” concludono i due portavoce del M5S.

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