21/10/2018

INFRASTUTTURE

“L’investimento straordinario per il presente e il futuro che è stato fatto sulle infrastrutture in questi cinque anni è una delle spinte di maggiore attrazione per il Friuli Venezia Giulia”.

Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani nella conferenza stampa di fine anno che si è tenuta a Trieste.

“E’ stata la legislatura delle infrastrutture”, ha osservato la presidente, che ha ricordato i 1.384 milioni di euro erogati in questo settore dal 2013 al 2018.

Tema cardine la terza corsia dell’A4 Venezia-Trieste, l’opera più massiccia per la viabilità su gomma: il terzo lotto, il primo stralcio del quarto lotto e il primo stralcio del secondo lotto saranno ultimati nel 2020, per una spesa di 659 milioni di euro. Verranno terminati già nel 2018, invece, il Polo intermodale di Ronchi (17,2 milioni), il Ponte sul Torre (32 milioni) e la fase propedeutica della velocizzazione della tratta ferroviaria Venezia-Trieste (30 mln). Entro il 2019 saranno pronti la Variante di Dignano (2,6 mln), la Tangenziale di Pordenone (38,5 mln), la Circonvallazione di San Vito al Tagliamento (16,7 mln), gli interventi sull’Interporto di Pordenone e la prima tranche operativa dell’ampliamento del Molo VII (terminal contenitori) nel porto di Trieste.

Il 2020 sarà un anno importante non solo per la terza corsia dell’A4: è questa la data per vedere conclusi il potenziamento del nodo ferroviario di Campo Marzio a Trieste (78 mln) e la messa in sicurezza della SS52 bis (63 mln), arteria chiave della viabilità nel territorio montano. La Tangenziale di Udine, del costo di 142 milioni, sarà completata nel 2021.

Indicati anche i tempi e costi di due impegnative infrastrutture ferroviarie dal carattere strategico: l’adeguamento del nodo di Udine al Corridoio Adriatico Baltico, da realizzare entro il 2023 per un costo di 51,9 milioni, e il potenziamento (velocizzazione e varianti) della linea Venezia-Trieste, che richiede 1800 milioni e la cui prima fase di lavori è prevista entro il 2026.

Tra i risultati qualificanti del mandato, Debora Serracchiani si è soffermata anche sull’attuazione del porto franco di Trieste, di cui ha rimarcato il valore generale. “E’ un grimaldello che apre le porte a tutta la piattaforma logistica del Friuli Venezia Giulia – ha spiegato la presidente della Regione -.

RELAZIONI INTERNAZIONALI

Grazie all’intensa attività di questi anni nelle relazioni internazionali il Friuli Venezia Giulia è partner privilegiato di Baviera, con cui ha stretto – unica Regione italiana – un accordo bilaterale, ma anche di Usa, Iran e Serbia, è protagonista nel progetto della Via della Seta con la Cina, ha conquistato la sede di vertici importanti come quello sui Balcani di Trieste e il G7 delle Università a Udine.

“Abbiamo sottoscritto 26 partenariati – ha sottolineato Serracchiani – che consentono al Friuli Venezia Giulia di rispondere alla vocazione di regione nel cuore dell’Europa”, “Il Friuli Venezia Giulia ha stretto ottimi rapporti con tutti i Paesi dei Balcani, ma un ringraziamento particolare va al presidente della Slovenia, Borut Pahor, per il supporto alle iniziative che hanno rafforzato la coesione”, ha affermato Serracchiani. In merito, la presidente ha ricordato i progetti Interreg V-A Italia-Slovenia con una dotazione di 90 milioni di euro.

In ognuna delle visite istituzionali sono stati raggiunti accordi importanti o avviati rapporti per il rilancio del sistema di alta formazione e ricerca del Fvg. “Tra tutte, le collaborazioni con il Mit-Massachusset Institute of Technology di Boston negli Stati Uniti”, ha evidenziato Serracchiani.

Tra le missioni istituzionali di questi anni, un particolare cenno ha meritato la recente visita in Cina. “Il progetto della Via della Seta ci coinvolge direttamente, non soltanto perché i porti di Trieste e Genova ne sono stati indicati come terminali, ma perché la Cina ha un grandissimo interesse all’Italia e in particolare al Friuli Venezia Giulia.

Infine, la presidente ha ricordato i 6 milioni di euro dedicati a progetti di cooperazione allo sviluppo, fra cui iniziative di assistenza nei Paesi d’origine “per contribuire a migliorare in loco le condizioni di vita di persone che ora stanno cercando di raggiungere il continente Europeo”.

AIUTI ALLE FAMIGLIE

la presidente della Regione ha parlato di un aiuto mensile di 200 euro al mese per tre anni per ogni figlio, che si vada ad affiancare ai servizi offerti alle famiglie e introdotti in questa legislatura, quali abbattimento delle rette degli asili nido, carta famiglia, misura attiva di sostegno al reddito, contributo al trasporto pubblico e
all’acquisto di testi scolastici.

Serracchiani ha reso noto che la proposta “parte dal modello attuato in Alto Adige e intende ampliarlo”. La convinzione è, dunque, che offrendo servizi alle famiglie, nonché un sostegno economico, una coppia può pensare di avere dei figli e, parallelamente, mantenere l’impegno lavorativo di entrambi i genitori”.

I criteri di accesso immaginati per concedere il contributo mensile di 200 euro, e annunciati oggi, consistono nella
residenza in regione secondo quanto già previsto dalla misura attiva di sostegno al reddito e un limite Isee fino a 70 mila euro.

Non solo. Serracchiani pensa anche ad una seconda fase. “Andare oltre il limite dei tre anni e rilanciare con un progetto più ampio che si leghi ad esempio a quanto previsto a livello nazionale dallo ius culturae, ovvero concedere la stessa somma fino al completamento del ciclo di studi del bambino o della bambina”.

BILANCIO DA STATICO-INERZIALE A DINAMICO-STRATEGICO

Il Friuli Venezia Giulia si conferma la Regione italiana con il miglior avanzo di bilancio e tra il 2015
e il 2016 la pressione fiscale è calata del 18 per cento. È quanto evidenziato dalla presidente della Regione, Debora
Serracchiani, e dall’assessore alle Finanze, Francesco Peroni, in merito ai risultati ottenuti dall’amministrazione regionale nel periodo dal 2013 al 2018 in ambito finanziario.

Peroni ha sottolineato che in questa legislatura “si è passati da un approccio statico-inerziale nella gestione dei conti a uno dinamico-strategico. Il patto Padoan-Serracchiani non ha portato solo a un incremento delle nostre risorse per 350 milioni di euro di saldo netto, ma ha posto le basi per una serie di azioni strategiche e segnato il primo passo verso il ridisegno organico delle relazioni finanziarie con lo Stato, come dimostra la recente Legge di bilancio varata dal Parlamento. Un risultato ottenuto grazie alla consapevole declinazione della nostra autonomia, calata nell’attualità”.

L’assessore ha quindi aggiunto che “il rating intrinseco AA-assegnato da Standards & Poors non è stato raggiunto solo grazie alla riduzione del debito, ma anche perché abbiamo saputo costruire in modo strategico le relazioni multilivello con lo Stato, i territori e con la dimensione sovranazionale”.

CON VALLE D’AOSTA, FVG E’ LA REGIONE CON MINORE PRESSIONE FISCALE D’ITALIA

Rimarcando che il Friuli Venezia Giulia è, insieme alla Valle D’Aosta, la Regione con la minor pressione fiscale d’Italia, l’assessore ha spiegato che questo “non è un successo casuale, frutto dell’inerzia, bensì dell’esercizio strategico e consapevole della nostra autonomia, sotto lo specifico profilo della relazione con gli enti locali, la riforma dei quali deriva da una chiara visione organica, che si traduce in un migliore utilizzo delle risorse pubbliche e nella conseguente riduzione della pressione fiscale sui cittadini”.

Peroni ha chiarito che il passaggio da un modello gestionale statico-inerziale ad uno dinamico-strategico è stato realizzato anche nel riordino del sistema delle partecipazioni societarie della Regione. In quest’ambito, l’assessore ha spiegato che “da un lato si è operata una razionalizzazione del sistema che ha sfoltito i rami secchi (portando le partecipazioni da 14 a 7), ma, dall’altro, si è ridisegnata la strategia degli asset principali, da Friulia, a Mediocredito Fvg ad Autovie Venete e all’Aeroporto, rendendola coerente con un mercato del tutto cambiato rispetto al passato”.

VERSO IL FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO

“Abbiamo ormai completato il lavoro organizzativo che porterà alla predisposizione del fascicolo sanitario elettronico. Nel 2018 inizieremo gradualmente, coinvolgendo il 15 per cento dei cittadini e alcuni gruppi di
medici di medicina generale”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla salute, Maria Sandra Telesca, nel corso della Conferenza stampa di fine anno, tenutasi a Trieste.

Il fascicolo sanitario elettronico è lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente. Tracciando un quadro di quanto fatto nel corso della legislatura, Telesca ha ribadito che “il diritto alla salute è sempre stata una priorità della Giunta, tutelato anche organizzando reti per patologia e introducendo nuovi servizi, come l’odontoiatria sociale”.

In questi anni, ha detto, “la Regione ha sempre affrontato tutte le sfide, dalla cronicità alle acuzie, garantendo sempre gli investimenti in strutture e tecnologie, con oltre mezzo miliardo di risorse messe a disposizione”, ha indicato, ricordando “le tre grandi opere che riguardano gli ospedali di Pordenone, molto avanzata nel cronoprogramma, di Udine e di Trieste”.

In sostanza Telesca ha parlato di “un impegno integrato, a 360 gradi”, che può dare risultati nell’immediato, come il
potenziamento del sistema delle emergenze, oppure nel tempo, come i percorsi per patologia, “che hanno bisogno di puntuale organizzazione”.

In proposito l’assessore ha citato i “primi significativi risultati della rete ictus, riconosciuti anche da importanti valutatori esterni: rispetto al 2015 sono aumentati già del 50 %, arrivando a oltre 400, gli interventi di trombolisi, quelli che fanno la differenza per salvare una vita ed evitare la disabilità”.

ODONTOIATRIA SOCIALE

Per quanto riguarda la novità dell’odontoiatria sociale “ci sono stati in dieci mesi 5.769 accessi ai pronto soccorso
specificamente attrezzati”, che significa “decongestionamento dei pronto soccorso tradizionali. E ci sono state 66.630 prestazioni negli ambulatori odontoiatrici pubblici, da parte di persone che altrimenti avrebbero dovuto rivolgersi al privato, a pagamento, o non si sarebbero sottoposti ad alcuna prestazione”.

Per Telesca “salute è anche l’intervento di sostegno al reddito”, con 14mila famiglie beneficiarie. Dunque, “un sistema salute che funziona, come attestato anche dal recente rapporto Ambrosetti, che assegna al Friuli Venezia Giulia una valutazione di 7,1, di poco inferiore solo al 7,3 di Veneto e Province di Trento e Bolzano”.

AGRICOLTURA

Competitività e qualità, sostenibilità ambientale, tutela e promozione unitaria. Sono queste le direttrici che hanno orientato le politiche per l’agricoltura durante la legislatura 2013 – 2018 secondo l’assessore alle Risorse agricole e forestali del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli.

“Sul primo punto – ha affermato Shaurli – le nostre aziende agricole ed agroalimentari hanno potuto contare sul 30% di risorse europee in più a valere sul Programma di sviluppo rurale, a cui abbiamo aggiunto 40 milioni di euro di fondi propri per un totale di oltre 330 milioni in particolare per stimolare trasformazione e commercializzazione dei nostri prodotti, percorsi di filiera e reti di impresa, nonché per incrementare la capacità delle nostre aziende di stare su mercati sempre più competitivi e mantenere il valore aggiunto sul territorio”.

FONDO DI ROTAZIONE

“Un grande investimento ha interessato il Fondo di rotazione per l’agricoltura” ha proseguito Shaurli, “350 milioni di euro impegnati cui si aggiungono gli ulteriori 45 milioni di euro appena stanziati per il 2018, che porteranno a circa 400 milioni in soli 5 anni il supporto agli investimenti nelle nostre aziende, con un volano di oltre 3000 finanziamenti erogati sul territorio regionale”.

LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE PROSSIMA SFIDA

Shaurli ha poi indicato nella sostenibilità ambientale “la prossima sfida dell’agricoltura volta a superare l’antagonismo tra tutela dell’ambiente e lavoro agricolo”. “In questo settore – ha precisato Shaurli – siamo la regione italiana con il maggior incremento delle superfici biologiche, con un + 172,2% ed abbiamo fatto scelte importanti per finanziare tutte le domande anche con 17 milioni di risorse aggiuntive dal bilancio regionale”.

“In tema di sostenibilità grande attenzione è stata riservata al sistema irriguo regionale a cui sono stati destinati 50 milioni di euro di cui circa 30 investiti per opere che migliorino l’utilizzo della risorsa idrica.

LE PRODUZIONI REGIONALI

Il terzo asse di azione ha interessato la promozione e la tutela delle produzioni regionali “con un ritrovato orgoglio per i nostri prodotti” ha rimarcato Shaurli. In quest’ambito “risultati importanti vanno dalla costituzione della Doc Friuli alla tutela della ribolla gialla fino ai riconoscimenti di origine per pitina e tiramisù che – ha enfatizzato l’assessore – non sono aspetti romantici, ma scelte precise e risultati importanti per identificare sempre più i nostri prodotti con il territorio e tutelare ciò che davvero nessuno può copiarci”.

Un’attenzione che per Shaurli ha avuto “esiti positivi a livello internazionale verso i nostri prodotti come dimostra l’aumento dell’export, con una ricaduta sulla conoscenza del prodotto made in Fvg e sulla sua reputazione di qualità, che ha stimolato investimenti importanti anche di grandi realtà sulle filiere di produzione locale”.

ENTI LOCALI

Riforma degli Enti locali che ha portato all’eliminazione delle Province e all’istituzione delle Unioni territoriali intercomunali a cui si associa il contenimento dei costi nelle pubbliche amministrazioni con l’istituzione della Centrale unica di committenza. Ma anche investimenti sulla sicurezza dei cittadini ed interventi di Protezione civile che hanno reso la struttura regionale un modello di riferimento in Italia e in Europa.

Sono questi solo alcuni degli ambiti operativi sui quali si è soffermato l’assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin.

Uno degli impegni di maggiore rilevanza nel corso della legislatura è stata la riforma degli enti locali, articolatasi in molteplici interventi. “Durante questi cinque anni – ha detto Panontin – abbiamo dato attuazione ad una delle linee programmatiche che si basavano sul superamento delle Province. In questo senso abbiamo indotto i Comuni a federarsi tra loro per superare le debolezze strutturali, creando le Unioni territoriali intercomunali che hanno beneficiato di risorse per affrontare le sfide che gli si pongono davanti”. A tal proposito Panontin ha
evidenziato che i fondi messi in campo per questo settore sono stati complessivamente pari a 160 milioni, che consentiranno di mettere in atto complessivamente 250 interventi strategici. “A ciò si sono aggiunte risorse stabili e strutturali per la parte corrente che hanno permesso agli Enti di avere certezza di finanziamento triennale ma anche un meccanismo di perequazioni rispetto a trasferimenti storici per bilanciare l’assegnazione delle risorse”.

Per quanto riguarda il personale, l’assessore ha ricordato che in questa legislatura la Regione ha messo mano al comparto unico “che dalla sua nascita, nel ’98, non era mai stato riformato strutturalmente. Abbiamo portato a termine questa partita e siamo alle battute finali anche per chiudere il contratto di primo livello, che interesserà 14 mila dipendenti pubblici del Friuli Venezia Giulia”.

Panontin ha poi spiegato l’intervento compiuto all’interno del Consiglio delle Autonomie locali, modificandone la struttura e il funzionamento, “anch’essa una tessera del mosaico della più ampia riforma degli enti locali. Anche in questo caso siamo arrivati alla sua attuazione prima della fine della legislatura”. Quindi un passaggio dedicato al contenimento dei costi della pubblica amministrazione, con la creazione della Centrale Unica di Committenza.

Sul fronte della sicurezza “abbiamo investito – ha detto l’assessore – nel solo biennio 2016/2017 risorse pari a 11
milioni di euro, finanziando non solo gli Enti locali ma anche i cittadini, dando risposta al bisogno di maggiore tutela della popolazione”.

Panontin ha infine evidenziato i 70 milioni di euro destinati alla Protezione civile regionale con i quali è stato possibile compiere 555 interventi. “Oltre a quelli dedicati alla manutenzione del territorio, che ci hanno permesso di non subire gravi danni in casi di forti piogge, non possiamo non ricordare le operazioni di solidarietà e sostegno nelle zone colpite dal sisma. Tra queste, la costruzione della scuola di Sarnano (Mc), un modello di ricostruzione che è stato preso come esempio dal Governo italiano”.

RILANCIMPRESA

“Partendo da una situazione di grave sofferenza per il Friuli Venezia Giulia, come quella del 2013, con tutti i numeri degli indicatori economici a picco, siamo stati capaci in quel momento di riprogettare il futuro e creare le condizioni per la ripresa attraverso una riforma, come il Rilancimpresa, che ha unito il mondo della conoscenza alle realtà produttive e che, unitamente a tutta una serie di misure, ha riavviato lo sviluppo e innestato processi innovativi in molte aziende della regione”.

Lo ha detto il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, “Abbiamo messo in atto – ha detto Bolzonello – una visione strategica focalizzata sull’efficientamento dell’esistente e su un’azione riformatrice, che ha ammodernato alcuni modelli ormai superati. Ereditando una condizione della programmazione europea regionale con pesanti problemi di gestione, siamo riusciti a riassettare il sistema attivando nuovi fondi comunitari con bandi per 200 milioni di euro e soprattutto abbattendo del 30 per cento i tempi di attesa nell’erogazione dei contributi, diventando una
delle regioni più virtuose del Paese. Queste politiche, con i bandi dedicati all’innovazione e alla ricerca, hanno generato 1100 nuovi posti di lavoro”.

Sul fronte delle riforme, con il Rilancimpresa, come ha spiegato il vicepresidente, è stato confermato il ruolo dei distretti produttivi trasformandoli in cluster di natura privata, fortemente radicati al territorio e allo stesso tempo in grado di relazionarsi con i mercati internazionali. Contemporaneamente si è intervenuti sul sistema dei consorzi industriali, portati da 10 a 6 razionalizzando il sistema.

ARTIGIANATO

Moltissima attenzione è stata dedicata anche all’artigianato delle piccole e medie imprese, quintuplicando (da 1.300.000 euro del 2013 a 5.300.000 del 2017) le risorse regionali per il comparto. “Si tratta – ha sottolineato Bolzonello – di importi di qualità, in quanto attraverso il Centro di assistenza tecnica per imprese artigiane (Cata) abbiamo perseguito un indirizzo finalizzato all’accompagnamento delle Pmi nei percorsi dell’innovazione tecnologica, necessari per consolidare la competitività. Un sostegno concreto a quella che deve tornare ad essere la spina dorsale dell’economia del Friuli Venezia Giulia”.

Un forte impulso è stato conferito al sistema del credito alle imprese “che dal 2015 è ritornato ad essere un tema centrale delle politiche regionali”: 400 milioni nel quinquennio 2013-2017 attraverso il Fondo di rotazione per iniziative economiche (Frie) e i fondi diretti, per soddisfare la domanda di un significativo numero di attività imprenditoriali nonostante l’abbassamento dei tassi di interesse bancari.

TURISMO

Un altro settore che ha ripreso a correre in doppia cifra è quello del Turismo: partendo da una fase di caduta che si è protratta dal 2011 al 2014, si è conseguito il risultato del più 12 per cento di arrivi in regione nel triennio 2014-2016, fino ai primi sette mesi del 2017 con ulteriore dato positivo del 6,8 per cento. La svolta è stata data dall’adozione, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, di un Piano strategico del Turismo, seguendo una logica che ha unito anche la cultura, i trasporti, l’artigianato e l’agroalimentare. Parallelamente sono state iniettate importanti risorse al comparto, che nel 2017 ha beneficiato di uno stanziamento di 26 milioni di euro a copertura
di tutte le domande presentate dalle imprese turistiche. Infine la Regione ha investito anche nelle infrastrutture, facendo un investimento di 6 milioni di euro sugli impianti sciistici.

“Ricettività, logistica, capacità di offrire servizi di qualità e marketing territoriale declinato ai paesi del Centro Europa: questa la formula – ha concluso Bolzonello – che ha consentito di rilanciare il comparto”.

EDILIZIA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

“La strategia di questi anni in tema di edilizia, pianificazione territoriale e gestione del territorio è
stata mirata a coniugare programmazione e innovazione degli strumenti di governo per semplificare le procedure”.
Lo ha affermato l’assessore alle Infrastrutture e territorio del Friuli Venezia Giulia, Mariagrazia Santoro.

“Rigenerazione e recupero sono state le parole chiave della politica edilizia ed abitativa che ha riportato al centro il cittadino e le esigenze di risposta casa, completamente rinnovate con la legge regionale 1/2016 di riforma delle politiche abitative e del sistema delle Ater” ha affermato Santoro. Azioni concrete che si sono convertire in “dati positivi nell’ultimo trimestre anche per la Cassa edile ed in una crescita del 10% delle assegnazioni di alloggi Ater nel 2016”.

Un incremento percentuale che per l’assessore si traduce in “dieci per cento in più di famiglie con una casa adatta ai propri livelli di reddito, dieci per cento in più di patrimonio edilizio recuperato ai fini abitativi”.

Complessivamente la rigenerazione del patrimonio edilizio e le politiche abitative hanno portato all’erogazione di 717 milioni di euro.

LAVORI PUBBLICI

Tra gli obiettivi raggiunti in questa legislatura l’assessore ha indicato, inoltre, le direttive vincolanti in materia di lavori pubblici che hanno messo al centro le imprese del territorio, semplificando le procedure di settore; lo stop impresso al consumo di suolo con il divieto di istituire nuove zone industriali e commerciali; gli interventi di demolizione di edifici industriali dismessi nei centri storici. Per il riuso dei
centri storici sono stati investiti 31,5 milioni di euro, mentre 259 milioni di euro sono andati al sostegno per la prima casa, con 30 sportelli casa aperti a servizio dei cittadini.

EDILIZIA SCOLASTICA

In tema di edilizia scolastica la programmazione ha permesso di investire 220 milioni di euro per la riqualificazione energetica e strutturale delle scuole, con interventi che hanno soddisfatto tutte le richieste inoltrate dai Comuni.

PIANO PAESAGGISTICO

“A tutto ciò ha fatto da cornice il Piano paesaggistico regionale, che introduce lo snellimento di molteplici passaggi burocratici. Strategicamente abbiamo garantito atti operativi e tempi certi per rispondere ai bisogni dei cittadini e delle imprese” ha concluso Santoro.

AMBIENTE

“Abbiamo puntato su una visione moderna, dove l’ambiente diventa un fattore di competitività; e lo abbiamo
fatto avviando un’importante azione riformatrice, sbloccando anche risorse e opere ferme da decenni. Una vera e propria svolta verde”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e energia, Sara Vito

RISCHIO IDROGEOLOGICO E DEPURAZIONE

Come ha spiegato l’assessore, la visione strategica adottata dalla Regione ha coinvolto tutti i settori chiave dell’ambiente. In primo luogo le scelte afferenti al rischio idrogeologico: attraverso la produzione legislativa con la legge 11 del 2015 e conseguentemente sbloccando fondi per circa 150 milioni di euro fino a quel momento inutilizzati. Risorse che sono andate a finanziare interventi concreti, come quelli sui fiumi Tagliamento (38 milioni)e Corno (21 milioni).

“Un altro fronte – ha detto Vito – sul quale abbiamo operato con forza è stato quello della depurazione delle acque con 100 milioni di euro, che comprendono tra gli altri il cantiere del depuratore di Servola a Trieste, un intervento atteso da molti anni anche in considerazione della procedura di infrazione comunitaria”.

AMIANTO

C’è poi quella che l’assessore ha definito una battaglia morale e che riguarda l’amianto. “Abbiamo avviato – ha spiegato Vito – una grandissima operazione di bonifica: solo nel 2017 abbiamo investito 1.800.000 euro per la rimozione dell’asbesto dai fabbricati sia di proprietà pubblica che privata. All’inizio del 2018 avremo il nuovo Piano regionale amianto, che dal 1996 non era ancora stato aggiornato”.

PIANO ENERGETICO REGIONALE

Altrettanto importante l’ambito pianificatorio, che ha visto l’Amministrazione dotarsi di un nuovo piano energetico regionale capace di dare una strategia moderna al territorio e contemporaneamente supportare la mobilità sostenibile. In particolare l’elettrico: per il 2018 sono a bilancio 1.400.000 euro per la rottamazione di vetture obsolete con automobili bi-fuel, ibride o elettriche.

Ma il rinnovamento ha compreso anche il ruolo dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa). “E’ impensabile – ha sottolineato Vito – fare delle politiche ambientali serie se non c’è una struttura tecnica all’avanguardia e all’altezza delle sfide che abbiamo davanti. Quindi abbiamo indirizzato Arpa ad andare oltre ad una funzione di solo controllo, allargando l’azione alla sensibilizzazione ambientale, attraverso dei percorsi conoscitivi in cui il cittadino sia al centro dell’attenzione. In tal senso la campagna per la lotta contro il
Radon, un gas presente in Friuli Venezia Giulia che può avere conseguenze significative per la salute, è stata una delle operazioni che più ha visto l’Arpa agire con successo in forma propositiva. Ad oggi infatti – ha concluso l’assessore – sono quasi duemila le famiglie che stanno partecipando al progetto scientifico che vede come priorità il rispetto per l’ambiente la salute”.

CULTURA

“Il raddoppio delle risorse destinate alla Cultura ha permesso di superare il livello dell’1 per cento dato dal rapporto tra fondi per questo settore e il totale delle risorse di bilancio”. Su questo dato si è soffermato l’assessore regionale Gianni Torrenti intervenendo oggi a Trieste alla conferenza stampa di fine anno nel corso della quale sono stati illustrati i principali obiettivi ottenuti dalla giunta durante il mandato.

“A conclusione di legislatura – ha evidenziato Torrenti – possiamo dire di aver raggiunto i risultati che ci eravamo prefissati, grazie ai 550 milioni di euro erogati a tutto il nostro comparto nel corso di cinque anni. Nello sport, le risorse ci hanno permesso di compiere la manutenzione ordinaria e straordinaria di 246 impianti e al contempo sostenere 250 manifestazioni”. Rilevante per l’assessore anche il fatto che tutte le associazioni abbiano potuto contare di un anticipo dei contributi pari al 100 per cento, “operazione questa – ha evidenziato Torrenti – che ha permesso ai sodalizi di utilizzare subito le risorse a loro destinate senza doversi indebitare in attesa del trasferimento delle poste di loro spettanza”.

Per quanto riguarda i beni culturali, nell’arco dell’ultimo quinquennio la Regione ha potuto investire 110 milioni di euro, di cui 85 di provenienza statale. “Altri fondi – ha spiegato Torrenti – hanno permesso tra l’altro la manutenzione in 30 teatri ma anche di mettere in rete 192 biblioteche e di inaugurarne molte di nuove. Inoltre, incrementando da 18 a 30 milioni le risorse destinate alle attività culturali, è stato possibile finanziare 77 iniziative organizzate da eccellenze culturali regionali destinando loro finanziamenti triennali e sostenere 281 progetti annuali”.

Sull’immigrazione l’assessore ha evidenziato i grandi sforzi compiuti dalla Regione per far fronte alla grave crisi nazionale. “Abbiamo sostenuto i Comuni integrando tutti i costi destinati all’accoglienza dei minori non accompagnati e a progetti per adulti.

Guardando al futuro, Torrenti ha ricordato che nel 2018 la Regione ha aumentato del 50 per cento le risorse destinate alle biblioteche e ai musei “che rappresentano le basi della cultura del nostro territorio, settori sui quali dovremo investire per mantenere gli alti standard di cui ci possiamo fregiare, come ad esempio quello che ci vede al primo posto in Italia per numero di lettori”. Sulle lingue minoritarie, poi, le risorse sono più che raddoppiate rispetto al passato, con gli 1,6 milioni (rispetto ai 600 mila euro) per il friulano e i 10 milioni annui per lo sloveno.

Infine anche sui temi del volontariato e del sostegno ai corregionali all’estero sono state incrementate le risorse nel quadro delle riforme nazionali del settore.

Share Button

Comments are closed.