22/05/2019

Praticamente dal giorno successivo all’insediamento di questo governo, una delle due  frasi maggiormente ripetute, insieme a “quota cento”, è “reddito di cittadinanza”.

Voluta dal vicepremier Luigi Di Maio per contrastare uno dei nemici dei nostri tempi: la povertà. Mentre la quota cento prevede che si possa andare in pensione, con considerazione degli anni di contributi versati e nonostante alcuni cavilli e precisazioni contenute nella normativa, tutti avevano compreso che si trattava di avere almeno sessant’anni e quaranta di contributi. Per il reddito di cittadinanza sono stati in  moltissimi ad ascoltare solo quello che faceva comodo: 780 euro, ma anche di più.

Adesso non sono mancate polemiche e le critiche nei confronti del provvedimento. Intanto la cosa assurda che sia considerato fortunato chi rientra nella platea dei beneficiari, provvisti cioè dei requisiti necessari per accedere alla misura. La verità era chiara a qualunque cerebro dotato: si tratta di aiutare chi disgraziatamente non ha la possibilità di sopravvivere, quindi non mi sembra molto fortunato!

Ci si chiede come mai le richieste siano di gran lunga inferiori alle aspettative, mentre possiamo facilmente immaginare quanti siano soliti lamentarsi e piangersi addosso, mentre preferiscono evitare controlli approfonditi e rilasciare dichiarazioni mendaci per la redazione dell’ISEE, dove emergerebbero tutte le entrate del dichiarante e del suo nucleo famigliare, comprese le rendite virtuali (seconde case, terreni, boschi, barche di proprietà, etc…) 

Una bella platea dei poveri, stimata inizialmente in 5 milioni, sembrerebbe aver preferito girare a largo da controlli e accertamenti vari, necessari per accedere alla misura, ovvero dopo aver fatto l’esame per l’ISEE, hanno scoperto di non essere poi così poveri, quindi non presenteranno inutilmente la domanda.

Altra grave delusione di chi non volle ascoltare bene di cosa si trattava e oggi la considera una nota dolente, è quella che riguarda l’assegno mensile, anzi meglio dire la ricarica della Postepay. I 780 euro annunciati, non sono l’assegno che si percepisce, bensì il totale di tutti i contributi comprendendo anche quelli già percepiti. Bisogna tenere a mente che dalla somma bisogna scalare l’importo di ogni altra misura di welfare di cui si gode e di altre forme di assistenza pubblica. Se per esempio ricevessi dall’ufficio servizi sociali un contributo per l’affitto gravoso, per le rette scolastiche e per la mensa o il trasporto, per l’accompagnamento di un disabile, oppure la Naspi (disoccupazione), tutto questo fa reddito, pertanto l’importo del reddito di cittadinanza sarà rimodulato e di conseguenza mi vedrei corrispondere i rimanenti euro per arrivare ai fatidici 780 o anche di più se in affitto e con persone a carico.

La delusione sarebbe derivante solo dalla mancanza di conoscenza.

Voglio augurarmi che i controlli da parte del fisco e delle forze dell’ordine non portino alla luce situazioni truffaldine, dato che non si dovrebbe mai dimenticare che i soldi elargiti dallo Stato, in verità sono i nostri.

L’INPS da parte sua ce la mette tutta, questa volta si sono superati, se volete trascorrere qualche ora ridendo a crepapelle è sufficiente andare su Facebook, dove hanno aperto la pagina ufficiale: https://www.facebook.com/INPS.PerLaFamiglia . Incuranti del fatto che su Facebook scrivono anche gli analfabeti funzionali, che in qualsiasi altro luogo fisico terrebbero la bocca chiusa, camuffandosi per lo più dietro immagini di profilo e nominativi di fantasia, quelli dell’INPS speravano di poter aiutare i cittadini che cercavano chiarimenti, vincolando l’utilizzo della pagina a loro regole. Il post d’apertura della pagina Facebook di Inps per la famigliadice testualmente: I commenti di altri utenti NON devono essere commentati e NON dovete rispondere al posto nostro. I commenti che hanno più di due risposte da parte di altri utenti, poiché ingestibili da parte nostra, verranno cancellati in applicazione della nostra netiquette. Questa è una PAGINA ISTITUZIONALE non un forum ed ha delle regole che voi accettate scrivendo qui. Grazie

Solo il messaggio d’apertura, nel momento in cui scrivo, ha oltre 16.000 commenti e il primo post annovera 881 risposte che vanno dagli insulti alle imprecazioni, dagli annunci di vendita a quelli degli animalisti, anche con persone che si prendono la briga di rispondere agli altri, basandosi solo sulla loro immaginazione.

L’INPS applica la legge, dopo averla letta, non scrive le leggi e nemmeno le interpreta usando la fantasia.

Facebook ormai è diventato il mezzo di comunicazione di massa principale per coloro che non saprebbero comunicare nemmeno a gesti nel caso in cui li incontrassi di persona, ma dato che comunque il numero degli ignoranti presuntuosi iscritti sembra in aumento, tutti cercano di aiutarli aprendo nuove pagine ufficiali. Esiste quindi anche la pagina “Reddito di cittadinanza” che non risulta gestita del Movimento 5 Stelle, bensì era in precedenza chiamata “Lo Zen e l’Arte della Guerra”. Poi c’è una pagina in cui si definiscono principalmente “sostenitori del movimento 5 stelle e vogliamo proclamare la verità” dal nome “Il Reddito di Cittadinanza è Realtà”.

I deputati del Movimento 5 Stelle stanno peregrinando per tutta la penisola nel tentativo di diffondere informazioni veritiere alla popolazione in prima persona. Disponibili a rispondere direttamente alle domande e accettare consigli e critiche da parte di tutti. Purtroppo però spesso i “leoni da tastiera” non si abbassano ad ascoltare e forse nemmeno a uscire di casa senza smartphone connesso.

Insomma se cercate informazioni state lontani da Facebook o quantomeno assicuratevi di leggere solo i post scritti da “personale competente”, altrimenti esistono gli uffici INPS, i CAF, i commercialisti e i consulenti del lavoro. Sul web ci sono i siti ufficiali come https://www.redditodicittadinanza.gov.itcurato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che peraltro è stato realizzato in modo molto semplice, proprio per venire incontro alle capacità cognitive di ognuno.

Nel caso in cui vi riteniate sfortunatamente e ingiustamente esclusi dal reddito di cittadinanza, provate a pensare quanto sono sfortunati coloro che ne hanno diritto!

Marco Mascioli

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