26/09/2021

Opporsi al Prosek con le barricate e se, malauguratamente, dovesse passare, allora riprendiamoci il Tokay friulano.

La domanda di registrazione del Prosek da parte della Croazia fatta fatta pubblicare dal Commissario Ue all’Agricoltura Wojciechowski sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea non vuol dire che i croati la spunteranno nel loro tentativo di sfruttare l’Italian sounding ma, intanto, la richiesta è formalizzata in un documento dell’Unione europea, e questo deve porre in allarme. Il segretario Pd Fvg Cristiano Shaurli, già assessore regionale all’Agricoltura, parla di precedente pericoloso per la normativa europea in materia di denominazioni di qualità dopo che la Commissione europea ha annunciato il via libera al riconoscimento dell’indicazione geografica protetta del vino croato Prosek.

A questo punto anche uscite estemporanee e senza fondamento giuridico – aggiunge Shaurli – andrebbero riprese in considerazione perché se possono esistere il Prosek e il Prosecco non si capisce come non possano esistere il Tocai friulano ed il Tokaji ungherese.

Anche per l’on. Serracchiani, presidente del gruppo Pd alla Camera ,si tratta di “Una decisione che dev’essere contrastata in tutti i modi e a sostenere questa causa dev’essere per primo il Governo italiano, schierandosi con il suo peso istituzionale accanto ai nostri produttori e sostenendo le loro legittime obiezioni”.

Per l’euro parlamentare Mara Bizzotto della Lega, membro della Commissione Agricoltura, “Dall’Europa arriva l’ennesimo scandaloso attacco al Made in Italy e al nostro Prosecco”. “In risposta alla mia interrogazione urgente in cui chiedevo di bloccare l’illegittima e fraudolenta richiesta avanzata dalla Croazia per il riconoscimento della denominazione del vino Prosek, – sottolinea Bizzott – la Commissione Europea ha annunciato di aver valutato positivamente la richiesta croata che, secondo Bruxelles, sarebbe conforme “ai requisiti di ammissibilità e validità”, tanto da annunciare che “procederà ora alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE”. Di fronte a questa folle decisione della UE, siamo pronti alle barricate per difendere in ogni modo e in ogni sede il Prosecco Made in Italy perché deve essere chiaro a tutti che l’unico vero prosecco è quello prodotto nelle nostre terre, tanto da essere riconosciuto e tutelato dalle denominazione DOC e DOCG. Altro che il Prosek croato”.

“E’ chiaro a tutti che il Prosek croato è palesemente in conflitto con la DOP italiana Prosecco e con tutte le normative UE che tutelano in maniera stringente le produzioni a denominazione di origine protetta, e per questo è ancora più vergognosa la decisione della Commissione Europa di reggere il gioco alla Croazia nel suo pericolosissimo tentativo di danneggiare gli oltre 8.000 produttori italiani e di truffare i consumatori giocando sull’assonanza Prosecco/Prosek” continua l’eurodeputata Bizzotto

“Bruxelles e Zagabria tengano giù le mani dal nostro Prosecco – conclude l’europarlamentare Bizzotto – Nei prossimi 2 mesi, che rappresentano i termini temporali per presentare ricorsi e obiezioni prima della decisione finale della Commissione UE, noi della Lega e tutto il nostro territorio porteremo avanti una battaglia campale per difendere la tipicità e la qualità del nostro Prosecco e il lavoro di migliaia di aziende. Sommergeremo Bruxelles di carte e metteremo in campo ogni iniziativa, anche la più clamorosa, per fermare i croati”.

La Regione Friuli Venezia Giulia con la vicina Regione Veneto ed assieme al Consorzio Prosecco daranno tutto il supporto tecnico necessario al ministero delle Politiche agricole per costruire il fascicolo di opposizione contro la domanda di riconoscimento del Prosek da parte della Croazia.

Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia ricordando che solo lo Stato membro dell’Unione europea portatore di interesse, in questo caso l’Italia, può opporsi al riconoscimento della denominazione per il vino bianco passito croato.

Nella stesura del dossier non verrà tralasciata la vicenda Tokaji che, anzi, sarà usata come argomentazione al contrario in difesa del Prosecco. La vicenda ha infatti caratteristiche simili, posto che allora l’Unione europea privilegiò il valore della denominazione rispetto a quello della storicità del vitigno per ammettere il riconoscimento del Tokaji ungherese a scapito del Tocai friulano. Per l’assessore la linea del “due pesi e due misure” è inammissibile.

Anche alla luce di alcune recenti sentenze della Corte di giustizia europea, la denominazione deve essere tutelata da possibili assonanze, il che rende incomprensibile e ingiustificato l’accoglimento della domanda di riconoscimento avanzata dalla Croazia. Secondo l’assessore anche la tipologia del vino conta poco: il Tokaji ungherese, essendo un vino dolce, non aveva nulla a che fare con il Tocai friulano, ma ciò non fu sufficiente a tutelare la denominazione di quest’ultimo; allo stesso modo il fatto che il Prosek sia un vino bianco passito, non diminuisce l’entità del danno in cui può incorrere il Prosecco italiano.

Giovedì in sede di Commissione politiche agricole (Cpa) della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Friuli Venezia Giulia e Veneto chiederanno la sottoscrizione di un documento unitario a difesa delle denominazioni italiane dall’abuso di utilizzo di etichette “Italian sounding”.

L’assessore conferma infine che l’interlocuzione politica è strettissima a tutti i livelli e si sta facendo pressione in ogni sede europea per difendere la posizione italiana con assoluta trasversalità da parte di tutti gli schieramenti.

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