17/01/2018

Un piano regionale per la prevenzione delle condotte suicidarie e dei gesti autolesivi in carcere. Lo ha adottato la giunta del Friuli Venezia Giulia su proposta dell’assessore alla salute, Maria Sandra Telesca.

Il provvedimento, che non comporta spesa a carico del bilancio regionale, recepisce il piano nazionale per la prevenzione delle condotte suicidarie nel sistema penitenziario per adulti, approvato in sede di conferenza unificata Stato-Regioni lo scorso luglio. Dal piano regionale discenderà poi la definizione, o l’aggiornamento, dei piani operativi locali.

71404_giunta6 novembre-minL’obiettivo del piano, in primo luogo, è quello di inquadrare dal punto di vista epidemiologico il fenomeno del suicidio e del gesto autolesivo nelle cinque case circondariali  del Friuli Venezia Giulia.

Gli elementi essenziali della strategia sono rappresentati dalla rilevazione del rischio (assenza di rete familiare, assenza di esperienze detentive, abitudini legate all’uso di sostanze stupefacenti), dal presidio delle situazioni potenzialmente stressanti (ingresso, colloqui con i familiari e corrispondenza con l’esterno), dal lavoro integrato e multidisciplinare (tra personale di area penitenziaria e sanitaria) e dalla gestione dei casi a rischio (alloggiamento e interventi sanitari).

Per quel che riguarda la casistica dei fenomeni, nel 2016 in Friuli Venezia Giulia su un totale di 614 detenuti si sono registrati 124 atti di autolesionismo e 9 tentati suicidi. Il penitenziario con il più alto tasso di autolesionismo, sempre nel 2016, è stato quello di Udine (82 casi su 128 detenuti), mentre quello di Tolmezzo non ha registrato alcun episodio.

Nel dettaglio, da un’analisi fatta sul periodo 2010-16, risulta che i tentativi di suicidio hanno riguardato tutti soggetti di sesso maschile, mentre l’età maggiormente rappresentata è quella giovanile, in particolare tra i 21 e i 24 anni. Sul fronte della provenienza geografica i detenuti provenienti dall’Africa e dall’Asia hanno tassi di tentato suicidio più alti rispetto agli europei e agli italiani. Da rilevare infine che, sempre nella fascia temporale 2010-16, si sono verificati 3 casi di suicidio nelle carceri del Friuli Venezia Giulia.

“Questo piano regionale – ha spiegato Telesca –  si traduce in una maggior sorveglianza sanitaria in carcere non solo nella cura delle malattie ma anche nell’opera di prevenzione legata alle azioni di autolesionismo”.

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