18/01/2018

L’accordo di libero scambio tra l’Unione europea ed il Canada, entrato in vigore, a titolo provvisorio, lo scorso 21 settembre, è destinato a migliorare ulteriormente l’interscambio con l’Italia ed in particolare quello con il Friuli-Venezia Giulia, i cui numeri già oggi sottolineano l’importanza di questo mercato per le nostre esportazioni: infatti, nel 2016 il totale delle esportazioni FVG ha superato i 53 milioni di euro, dove i settori più performanti sono quelli dei prodotti alimentari, con oltre 2 milioni di euro ed un aumento del 4,6% rispetto all’export 2015, le apparecchiature elettroniche per oltre 5 milioni di valore ed un aumento del 72% rispetto sempre al 2015, l’arredamento che vanta oltre 12 milioni di export e +38% di variazione”.

Cristian Vida

E’ quanto ha dichiarato Cristian Vida, Vice-Presidente vicario di Confindustria Udine, aprendo a palazzo Torriani il seminario di presentazione dell’accordo commerciale UE-Canada (CETA-The Comprehensive Economic and Trade Agreement) per spiegarne potenzialità e operatività, promosso da Confindustria Udine e Confindustria FVG, in collaborazione con la Confindustria nazionale, l’Ambasciata del Canada in Italia e l’Ice-Agenzia.

 

In termini pratici, come hanno sottolineato i relatori all’incontro – Laura Travaglini, di Confindustria; Yvonne Zadra, consigliere commerciale Ambasciata del Canada in Italia; Fulvio Liberatore, presidente di Easyfrontier, e Matteo Picariello, direttore di Ice Toronto (in videoconferenza) – l’accordo, che prevede l’eliminazione dei dazi doganali riducendo i costi per gli esportatori europei e contribuendo a rendere le piccole e medie imprese italiane più competitive in Canada, renderà, da un lato, più facile la partecipazione agli appalti pubblici canadesi e, dall’altro, più semplici gli investimenti canadesi in Italia, proteggerà i prodotti alimentari dalla contraffazione garantendone la qualità e la sicurezza, consentirà il reciproco riconoscimento di talune qualifiche professionali.

 

Di particolare interesse è l’eliminazione del 99% dei dazi import sui prodotti aventi origine preferenziale dell’UE: con l’Italia posizionata all’ottavo posto tra i fornitori del Canada ed un interscambio bilaterale che nel 2016 ha superato i 5 miliardi di euro, è facile pronosticare un ulteriore miglioramento dei rapporti economici tra i due Paesi, anche grazie al Made in Italy che è tradizionalmente apprezzato dai consumatori canadesi.

 

Gli esportatori italiani possono già usufruire dell’eliminazione della quasi totalità dei dazi import canadesi, purché esportino prodotti che rispettino le regole di origine preferenziale, che viene attestata con un’apposita dicitura da apporre sulla fattura di vendita, libera per tutti fino a 6.000 euro di valore delle merci, dietro acquisizione dello status di esportatore autorizzato oltre tale cifre (nel 2018 è invece prevista l’attivazione dell’apposita banca dati REX).

 

Alla luce di questo accordo, le prospettive economiche future diventano alquanto interessanti per uno sviluppo concreto dell’interscambio italiano e del Friuli Venezia Giulia con il Canada, Paese, con una superficie vasta 33 volte quella dell’Italia, abitato da poco più di 36 milioni di abitanti, dove, peraltro, la comunità italiana è tra le più numerose (nella sola Toronto, gli oriundi friulani sono circa 50.000) e dove ci sono un Pil in costante crescita, che ha registrato un +1,5% nel 2016, un tasso di disoccupazione non superiore al 7%, bassi costi per credito ed energia, consumi privati in costante aumento, ricchezza di risorse naturali.

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