07/07/2020

L’artista Guido Guidi è Premio Hemingway 2020: un riconoscimento insignito per il volume “In Sardegna 1974 – 2011” (Mack Books Londra), “opera di intensa letteratura fotografica nella quale risalta l’ideologia culturale dell’autore, teso a rappresentare l’identità sociologica e antropologica di un territorio – qui, la Sardegna – superando la convenzionale iconografia spettacolare e turistica, registrando immagini di suggestiva valenza metaforica e poetica. Sarà Guido Guidi ad inaugurare gli Incontri del Premio Hemingway giovedì 25 giugno alle 18, protagonista del dialogo online condotto dallo storico della fotografia Italo Zannier sul sito premiohemingway.it e inoltre sui social del Premio Hemingway, sul sito e i social di pordenonelegge (pordenonelegge.it) e del Comune di Lignano Sabbiadoro (lignano.org).

La cerimonia di premiazione si svolgerà, sempre online, sabato 27 giugno alle 18.30. Il Premio Hemingway 2020 è promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.

Guido Guidi fotografa soprattutto paesaggi rurali e suburbani in Italia e in Europa e ha insegnato fotografia in alcune università italiane. Suoi lavori sono stati esposti in diversi musei internazionali, fra i progetti di rilievo Viaggio in Italia del 1984, – e il volume Per strada, con i paesaggi e le persone incontrati sulla via Emilia.

Guido Guidi è l’unico artista ad aver vinto per due volte il Premio Hemingway. Già allora la Giuria sottolineava che l’opera di Guidi traspone idealmente lo sguardo di Ernest Hemingway in “racconto per immagini” capace di trasmettere “una visione del paesaggio non ecologistica né memoriale, eppure dissacratoria rispetto alla paesaggistica tradizionale.

Il volume In Sardegna include le foto di due viaggi, uno di nozze e uno nel 2011. Il risultato di queste esplorazioni, lontane nel tempo e diverse per mezzi utilizzati, si fonde in tre corposi volumi che testimoniano anche un percorso di ricerca sul medium della fotografia, che pone in dialogo immagini in bianco e nero degli anni Settanta e opere a colori degli anni Duemila.

Di Guido Guidi è uscito poche settimane fa, sempre per Mack Books, Lunario, una serie di foto scattate fra il 1968 e il 1999, in maniera diretta o indiretta legate tutte al tema della Luna. Tutte espressioni del modo in cui Guidi ha guardato la Luna, simbolo di malinconia, variabilità e transitorietà della vita. Ci troviamo le sperimentazioni realizzate tra gli anni Sessanta e Settanta, fra le quali alcune concepite in risposta a esercizi assegnati dal suo insegnante Italo Zannier. Alla base dei lavori un approccio analitico nei confronti del medium fotografico. Le fotografie simboliche rimandano all’archetipo della donna-luna come simbolo della variabilità, della discontinuità, ma anche del diafano e in fondo della malinconia. Spiega Guidi: «come diceva Hubert Damisch quel che conta non è tanto quel che un’opera rappresenta o manifesta quanto ciò che trasforma. La virtù di un buon fotografo è quella di lasciarsi dominare, guidare dallo Strumento. Se domini la chimica la induci a fare quello che vuoi tu, il che non è esattamente quanto può fare lo strumento con le sue potenzialità, che continuano a sfuggirci».

La Giuria della 36^ edizione del Premio Hemingway è composta dagli scrittori Alberto Garlini (Presidente) e Gian Mario Villalta, con lo storico della fotografia Italo Zannier, il sindaco del Comune di Lignano Sabbiadoro Luca Fanotto e il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Con il fotografo Guido Guidi sono stati premiati quest’anno l’autore israeliano David Grossman per la Letteratura, l’astronauta Samantha Cristoforetti nella sezione Testimone del nostro tempo, lo storico Alessandro Barbero per l’Avventura del pensiero.

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