07/07/2020

“Permetterci di essere più indulgenti e più affettuosi. Più umani”: è l’auspicio dello scrittore israeliano David Grossman, Premio Hemingway 2020 per la Letteratura, in vista di una società umana post pandemica. Le sue dichiarazioni sono un’anticipazione tratta dal dialogo che terrà venerdì 26 giugno, alle 18, in streaming sul sito premiohemingway.it: un’intervista condotta dallo scrittore Alberto Garlini, presidente di Giuria del Premio. «Dopo avere vissuto un’esperienza così traumatica, che ha distrutto tutto ciò che davamo per scontato, dovremmo essere un po’ più modesti riguardo alle nostre aspettative, più comprensivi gli uni con gli altri – osserva ancora Grossman – Quanto a me: durante il coronavirus volevo fare due cose: scrivere libri per bambini, per essere infuso di speranza e di gioia di vita. E ne ho scritti due. E volevo leggere libri, ma solo libri che fossero più vecchi di me».

Grossman sarà premiato sabato 27 giugno alle 18.30: la cerimonia si svolgerà sempre online, sul sito premiohemingway.it e inoltre sui social del Premio Hemingway, sul sito e i social di pordenonelegge (pordenonelegge.it) e del Comune di Lignano Sabbiadoro (lignano.org). Il Premio Hemingway 2020 si apre oggi, giovedì 25 giugno alle 18 su premiohemingway.it, con l’intervista a Guido Guidi condotta dallo storico della fotografia Italo Zannier, ed è promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.

« Forse, dopo questo choc, dopo avere provato quanto siamo fragili, quanto sia breve la vita e limitato ogni tipo di potere, dopo esserci resi conto che eravamo più attaccati al denaro che al nostro tempo, spero che alla fine un po’ di questo ci resterà, almeno ancora per qualche mese. E che quando torneremo alla nostra vita abituale, alla nostra routine, ci ricorderemo ciò che abbiamo passato, il buio che ha gravato su di noi, e forse questo, voglio sperare, influirà sul nostro comportamento, sul rapporto con gli altri» .

Il premio Hemingway 2020 è stato assegnato a David Grossman “per i romanzi carichi di sensibilità e ricchi di un’immaginazione che si dispiega pagina dopo pagina in architetture romanzesche perfette e innovative, fino alle pieghe più nascoste, sofferte e vive dell’animo umano. I suoi personaggi ci sorprendono perché sanno andare oltre i propri limiti e le proprie inibizioni, sanno soffrire, parare i colpi che arrivano dal passato, rinnovarsi, rinascere e imparare a far proprio un linguaggio affettivo nuovo per guardare l’altro – e se stessi – sotto una luce diversa”.

E sull’eterna questione legata al suo Paese, Grossman commenta: «Si parla sempre di come Israele e la Palestina, di come le narrative dei due popoli si scontrino tra loro, e io odio questa parola, “narrativa”, penso che la narrativa sia una storia umana che si è congelata, che è morta. Il mio desiderio di scrittore è quello di riuscire ad ammorbidirla, a massaggiarla per renderla meno rigida, meno legnosa, per darle movimento. Senza movimento non c’è vita. Da anni in Israele non abbiamo più un dialogo interno, abbiamo solo accuse reciproche, violenza reciproca e sospetto, tra israeliani e israeliani, tra parti diverse, tra destra e sinistra, tra sfera religiosa e secolare, tra vecchi arrivati e nuovi arrivati. Il dialogo è morto tra questi gruppi. Se non c’è dialogo, non c’è ideologia. Qualcuno potrebbe dire che, tutto sommato, nel 2020 non abbiamo bisogno di ideologie. Invece io credo che ne abbiamo un grande bisogno, forse più di prima. Dobbiamo parlare con i palestinesi, dobbiamo avviare delle trattative, dobbiamo cambiare la situazione, altrimenti rimarremo intrappolati in questa guerra infinita per sempre. La forza che mi ha attratto mentre scrivevo è il potere del dialogo: il dialogo che con molta prudenza e con dolore rivela segreti, segreti che sono oscuri, dolorosi e terribili, ma che d’un tratto, una volta eliminati dai polmoni, ti fanno tornare a respirare». La Giuria della 36^ edizione del Premio Hemingway è composta dagli scrittori Alberto Garlini (Presidente) e Gian Mario Villalta, con lo storico della fotografia Italo Zannier, il sindaco del Comune di Lignano Sabbiadoro Luca Fanotto e il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, ed è operativa in sinergia con l’Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia Tiziana Gibelli e l’Assessore alla Cultura del Comune di Lignano Ada Iuri. Insieme a David Grossman sono stati premiati quest’anno l’astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti, lo storico Alessandro Barbero e il Maestro della fotografia Guido Guidi.

Foto di copertina

copyright Claudio Sforza

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