21/10/2018

In giornate come quelle in cui le temperature in città e fino al mare raggiungono e superano i trenta gradi, senza dover affrontare lunghi e costosi viaggi, si possono trascorrere giornate di riposo”refrigerante” in una zona vicinissima a noi: il Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

In provincia di Udine, le Prealpi Giulie, vanno dal confine con la Slovenia quasi fino a Carnia, a nord si trova Chiusaforte e a sud Lusevera e Venzone. Si può raggiungere in auto dall’autostrada A23 “Alpeadria” Palmanova-Tarvisio, uscita Carnia, proseguendo sulla statale 13 Pontebbana in direzione Tarvisio, seguendo quindi le indicazioni locali in direzione Tarcento-Alta Val Torre lungo la S.S. 646. Con i mezzi pubblici, in bus l’area è servita dai pullman, utili anche per viaggiare in treno. Dalle stazioni ferroviarie di Tarcento, Gemona del Friuli, Venzone e Carnia si prosegue per le diverse località con il servizio autobus di linea. Il Parco è raggiungibile anche attraverso la ciclovia “Alpe-Adria” con la bicicletta. Provenendo dalla Slovenia, passando da Uccea, una strada che attraversa buona parte del parco naturale, consente la transitabilità in auto, in moto o addirittura in bicicletta (anche se abbastanza impegnativa).

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Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie è stato istituito nel 1996 e si estende su poco meno di 100 chilometri quadrati, comprendenti il territorio dei comuni di Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone, sempre in provincia di Udine. Include le parti più elevate delle catene del Monte Plauris (m 1958 s.l.m.), dei Monti Musi (m 1869) e del Monte Canin (m 2587), scendendo di quota solo in corrispondenza della frazione Povici a Resiutta e nella Valle del Torrente Mea a Lusevera. La specificità della zona è determinata dal contatto di tre aree biogeografiche diverse, che concorrono a determinare una straordinaria biodiversità: mediterranea, illirica e alpina.

Ci sono malghe con agriturismo, ristoranti, alberghi e pensioni, animali di tante specie, cascate, corsi d’acqua, montagne e praterie, spettacoli incredibili che solo la natura incontaminata dall’uomo può regalare, ma la vastità del parco non agevola le passeggiate intraprendenti e improvvisate. Se volete godere appieno delle bellezze disponibili, è consigliabile rivolgersi alle persone giuste. Le guide e i dipendenti del Parco Naturale delle Prealpi Giulie sono molto disponibili, cortesi e competenti, con mappe, cartine e segnali, indicano il percorso, tra i diciassette previsti, per raggiungere ciò che più v’interessa. Due punti informativi a Prato di Resia, in piazza del Giglio, dietro la chiesa, aperto dal 21 marzo al 15 ottobre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. In via Roma a Resiutta c’è la mostra miniera del Resartico, aperta dal 6 maggio all’8 ottobre il sabato e la domenica, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00, ma durante il mese di agosto apre tutti i giorni tranne il lunedì, con lo stesso orario.

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L’accesso al parco è gratuito, mentre solo le visite guidate nella struttura di Prato di Resia si pagano al massimo due euro. Qui è possibile, tra l’altro, organizzare gite scolastiche con laboratori didattici. Gratis anche la cascata del Fontanone di Barman e il Fontanone di Goriuda, una spettacolare cascata di 30 metri dalla quale fuoriescono le acque che si inabissano sul versante italiano del Monte Canin. La domenica organizzano l’escursione che si svolge lungo il sentiero che conduce all’ingresso della grotta e s’inoltra all’interno della cavità, dapprima superando un lago sotterraneo con un canotto e poi su un percorso attrezzato in ambiente ipogeo. Solo la luce delle lampade a carburo rivelano un autentico mondo d’inaspettati e preziosi segreti nascosti. Dal 30 luglio 2017 ogni domenica, fino al 10 settembre compreso, è possibile partecipare all’escursione prenotando entro le 12.00 del sabato precedente l’uscita. Il ritrovo è presso la Trattoria Al Fontanon di Goriuda (S.P. Chiusaforte – Sella Nevea), sia al mattino alle 9.00, sia il pomeriggio alle 14.00. Il giro dura circa tre ore e prevede una quota individuale di partecipazione di €. 25,00, ma si tratta di un’esperienza memorabile con il gommone, dentro la Galleria Ghiacciaia di Resiutta che fu scavata per ricavarne un deposito dove refrigerare la birra. Era il 1844 quando nella Resiutta asburgica imprenditori carinziani iniziarono a produrre birra, sfruttando le ottime acque del torrente Resia, attività cresciuta in seguito nel 1881 con la fabbrica di Francesco Dormisch.

Quel cuore della montagna sul versante Nord-Est del Monte Gravizze, dove un tempo si stoccava il ghiaccio necessario alla conservazione della bevanda, è stato riportato alla luce. Un lavoro di ristrutturazione e ripristino consente di riavvolgere il nastro della storia e visitare la galleria ghiacciaia di Resiutta, fondamentale complemento della vecchia fabbrica di birra, che trovò in questo ambiente caratteristiche speciali. La galleria-ghiacciaia attraverso cunicoli e strettoie, facilitava la circolazione dell’aria fresca: il suo condizionamento andava dal deposito di ghiaccio ai locali anteriori da rinfrescare, dov’erano immagazzinate le botti di birra. Oggi al suo interno si trovano moderni allestimenti espositivi che illustrano la storia di questo manufatto e della fabbricazione della birra a Resiutta; non mancano informazioni sulle caratteristiche del territorio e su alcune specie animali legate al mondo delle cavità. Le attrezzature tecniche necessarie, imbracature, caschi e pile frontali saranno messe a disposizione dalla guida e comprese nella quota di partecipazione. Necessario abbigliamento da escursione con scarpe da trekking e almeno una felpa (prenotare al numero 0433 53534).

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Il Parco Naturale delle Prealpi Giulie è un paradiso rinfrescante, per una fuga giornaliera, un fine settimana o qualche giorno di vacanza low cost in cerca del fresco e della neve. Possiamo immergerci nella natura ed Euroregione News vi presenta un servizio speciale con il direttore del parco Stefano SANTI che descrive con grande enfasi le opportunità offerte a meno di un’ora da Udine. Per raggiungere Prato di Resia non fidatevi troppo dei navigatori: io ho sbagliato strada tardando di circa due ore, ma il direttore è stato così gentile da aspettarmi per regalarci un’intervista che è un commento al servizio da far invidia ai documentaristi.

Marco Mascioli

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