17/11/2018

“Un’iniziativa esemplare di promozione territoriale, capace di esprimere una nuova idea di montagna”. Lo ha detto la presidente della Regione, Debora Serracchiani, inaugurando nella sede municipale di Pontebba (UD), la mostra geopaleontologica permanente “Quando Pramollo stava all’equatore”.

La mostra propone uno straordinario viaggio nel tempo, attraverso
fossili e installazioni multimediali e interattive, alla fine dell’era paleozoica nel periodo carbonifero, quando quest’area delle Alpi Carniche si affacciava su un grande golfo e correva
vicina alla linea dell’equatore.

Ivan Buzzi (Sindaco Pontebba) e Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) inaugurano la mostra "Quando Pramollo stava all'equatore", nella sede municipale - Pontebba 26/07/2015 (Foto Tiziano Gualtieri/Tree House)

Ivan Buzzi (Sindaco Pontebba) e Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) inaugurano la mostra “Quando Pramollo stava all’equatore”, nella sede municipale – Pontebba 26/07/2015 (Foto Tiziano Gualtieri/Tree House)


“Questa iniziativa – ha sottolineato la presidente, ha il merito di porre l’accento sulla specificità del territorio di Pramollo, unico in Europa per il suo patrimonio geologico, su un ambiente che conserva un tesoro inestimabile ed è oggetto di indagine da parte
di studiosi provenienti da varie parti del mondo”.
Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) e Ivan Buzzi (Sindaco Pontebba) visitano la mostra "Quando Pramollo stava all'equatore", nella sede municipale - Pontebba 26/07/2015 (Foto Tiziano Gualtieri/Tree House)

Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) e Ivan Buzzi (Sindaco Pontebba) visitano la mostra “Quando Pramollo stava all’equatore”, nella sede municipale – Pontebba 26/07/2015 (Foto Tiziano Gualtieri/Tree House)


L’iniziativa è stata inaugurata nell’ambito delle manifestazioni “Taste the Borders” per promuovere le eccellenze agroalimentari dell’area di Pontebba. Per allestire la mostra permanente, che è patrocinata dalla Regione, sono stati utilizzati fondi europei
del programma Open Leader.

Di particolare valore sono soprattutto i reperti fossili proposti nella mostra e illustrati con
strumenti multimediali, che permettono di cogliere l’ambiente naturale e gli organismi animali e vegetali che popolavano l’area di Pramollo 300 milioni di anni fa.

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