18/12/2018

Conosciamo bene la parte più settentrionale dell’Adriatico. Un mare strano, una specie di enorme golfo dove le acque sembrano stagnare, mentre in verità scopriamo che galleggiando si può raggiungere Lignano da Lecce in pochi giorni. Da una parte solo sabbia, con una profondità di pochi centimetri per tantissimi chilometri, ha regalato alle principali località balneari l’opportunità di ospitare turisti “bagnanti” anche se non hanno mai imparato a nuotare. Dall’altra, da Monfalcone in poi, tutta roccia, scogli che se regalano fondali incredibilmente pieni di vita, l’opportunità di transito per navi con pescaggi enormi e l’ecosistema migliore per l’allevamento di pesci e cozze in quantità industriali, creano non pochi disagi per chi volesse prendere il sole sulla riva (i topolini a Trieste con la gente accalcata a srotolare i teli mare sui marciapiedi sono uno spettacolo quantomeno inusuale).

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Dove la natura non consente, l’uomo può modificare e modellare a suo piacimento, pur di ottenere un risultato che permetta lo sfruttamento della costa da parte dalla massa, però c’è modo e modo. A nord di Trieste c’è Duino-Aurisina, un comune sparso con un’estensione importante, che tra le sue quindici frazioni e località annovera il Villaggio del Pescatore, Duino con i suoi castelli e Sistiana. Complessivamente si tratta di una zona meravigliosa, offre tanti motivi per una visita, dove sono stati scoperti resti fossili di animali preistorici (per la precisione cretaceo superiore cioè settanta milioni di anni fa), con diversi porti turistici di varie dimensioni e servizi dissimili. Complessivamente i residenti sono meno di 9.000, in tutto il territorio che  nel 1928  riunì cinque comuni sotto un’unica amministrazione, ma grazie alle modifiche morfologiche applicate da alcuni anni, hanno visto affiancarsi all’offerta turistica di molti alberghi, pensioni, Bed & Breakfast e campeggi, una sistemazione davvero lussuosa. Incastonata nella scogliera, tre anni or sono, fu inaugurato Portopiccolo.ern portopiccolo-1024x485

Rizzani de Eccher Spa, un’azienda friulana che da Cargnacco (UD) ha creato infrastrutture (ponti, strade, gallerie, ferrovie, metropolitane etc.) e costruzioni di ogni genere in tutto il mondo,  insieme con altri investitori, ha realizzato il complesso che, con il nome di Portopiccolo, offre ospitalità turistica con il marina, hotel e appartamenti simili a villette a schiera che, sfruttando la conformazione della costa, tutte godono di  vista mare. Lusso sfrenato con prezzi importanti per le 454 unità immobiliari che vanno dai 50 a 600 metri quadri e da 400.000 a dieci milioni di euro.  Quasi tutti venduti, ma primi assegnati sono stati gli alloggi più cari. Questo ha fatto riflettere la Rizzani de Eccher che, dopo aver investito 350 milioni per la realizzazione della nuova insenatura, sta per avviare la realizzazione di un ampliamento della baia di Sistiana per ospitare imbarcazioni fino a 100 metri. Insieme con il gruppo Marriott International, uno dei colossi mondiali (controlla anche Starwood Hotels&Resort, al quale è già affiliato il Falisia Resort di Portopiccolo) avvieranno un progetto di ristrutturazione del centenario albergo di Sistiana, prevedendo il recupero integrale degli esterni e la realizzazione di suite che tra un paio d’anni rappresenterà la prima struttura alberghiera 5 stelle lusso del Friuli Venezia Giulia.

La crisi ce l’ha solo chi non ha i soldi.

ern porto san rocco1Dall’altra parte, a sud di Trieste, un altro sviluppo turistico importante è stato avviato a Muggia: Porto San Rocco, un progetto completamente diverso, innovativo, ma destinato principalmente alla massa. Gli alloggi sono molto più piccoli, costano quindi molto meno, ma sono stati realizzati in palazzine multicolore di più appartamenti. Insomma il marina è più grande, non mancano i servizi, le attività commerciali e l’hotel, tutti gli appartamenti, bene o male, sono vista mare, ma la fascia di mercato è più bassa.

Il risultato è che a Portopiccolo continuano gli investimenti e l’ampiamento coinvolgendo persino la località confinante di Sistiana, mentre a Muggia non sono riusciti a vendere un quantitativo sufficiente d’immobili per cui è fallita la Porto San Rocco S.r.l.
Per comprendere bene quanto sia stata sbagliata l’idea iniziale basti vedere cos’è accaduto durante le aste tenute per conto del tribunale di Trieste: dalla prima battuta fissata in oltre quindici milioni il 25 febbraio del 2016, si è giunti alla settima presentazione con base d’asta a sette milioni e trecento mila euro. Anche in questo caso nessuno ha manifestato interesse.

La vita è una catena e se continua così, tutte le unità immobiliari, anche quelle vendute a caro prezzo inizialmente, subiranno un’inevitabile svalutazione, insieme a tutto il circondario. I problemi per l’area di costa al confine con la Slovenia sembrano non finire mai. A causa di inquinamento e la proliferazione del germe Clostridium Botulinum, è stato emanato il divieto di balneazione di persone e animali, cacciare, pescare e comunque raccogliere animali da destinare all’alimentazione, compresi i molluschi, nelle  acque provenienti dalla zona del letto del torrente Rio Ospo, i suoi argini, le aree immediatamente adiacenti utilizzate a scopi diportistici, fino alla foce, comprendendo altresì le aree del parco urbano denominato “Rio Ospo” e le aree interrate del “Molo Balota”. Nello specchio di mare antistante al tratto di litorale prospiciente la zona verde e il parcheggio pubblico di porto San Rocco nel Comune di Muggia, è interdetta la balneazione (bagnarsi, tuffarsi, nuotare, immergersi), in attesa di un intervento di bonifica di residui ferrosi. Da dodici anni, non essendo stata eseguita alcuna bonifica, entrare in mare è vietato, ma in realtà i bagnanti continuano a usufruire della zona, rischiando la salute e di ricevere una multa che va dai 100 ai 1000 euro. Secondo alcune associazioni ambientaliste nella zona sottostante Porto San Rocco sarebbero stati interrati rifiuti tossici che ora stanno rendendo il mare sempre più inquinato. In verità l’Arpa parla solo di superamento riguardo al parametro Escherichia coli.

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Muggia è un comune splendido, storico porto peschereccio, con un canale che conduce direttamente in centro. Con un arco antico che funge da ingresso alla cittadina che conta complessivamente oltre 13.000 residenti, i quali mantengono vive le loro tradizioni con grande successo, come il carnevale estivo muggesano e le feste paesane dove mangiare ottimo pesce (speriamo pescato a largo). Tutti questi eventi di natura ecologica ed economica sicuramente non fanno bene allo sviluppo del territorio, ma certo non sono loro a poter prendere provvedimenti.

Porto San Rocco per tutti i motivi sopra elencati perde clamorosamente il confronto con Portopiccolo, probabilmente poteva essere previsto tutto da bravi analisti, prima ancora di innalzare la prima pietra. La crisi c’è da sempre per chi non ha soldi e chi ne ha tanti non vuole certamente comprarsi un “appartamento loculo” dove non riesce a muoversi. Se ormeggiassi una barca da centinaia di milioni nel porticciolo, vorrei avere un pied-à-terre consono con servizi di prim’ordine. Se invece fossi costretto a cercare il massimo risparmio anche durante le vacanze, credo andrei a Lignano in hotel per qualche giorno, piuttosto che comprare un alloggio microscopico.

Marco Mascioli

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