22/06/2018

“Un incontro davvero molto proficuo”: questo il giudizio della presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani sulla riunione   del Comitato consultivo del Porto di Monfalcone tenutasi a Trieste.

Tra i punti salienti della riunione, che ha visto la partecipazione della sindaca di Monfalcone Anna Maria Cisint, l’aggiornamento sugli interventi per lo sviluppo dello scalo “in fase di realizzazione o di ultimazione, per circa 12 milioni di euro”, ha ricordato Serracchiani, e lo stato della predisposizione del Piano regolatore portuale, “piano che risale al 1979 e cui la Regione sta lavorando in modo molto determinato fin dall’inizio del 2016”.

Dopo che è stata svolta una ricognizione sugli interventi in fase di completamento – tra cui il barrieramento a protezione delle aree di deposito delle autovetture, che è alle battute finali -, la presidente della Regione ha posto l’accento sugli escavi, determinanti per lo sviluppo e la migliore organizzazione dei traffici.

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Nella riunione, presente l’assessore regionale alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro, è emerso che i lavori di manutenzione dei fondali del porto, il cosiddetto intervento “dei mammelloni”, incluso nel pacchetto di interventi da 11,8 milioni (costo 1 milione e 250mila euro) vedrà l’avvio dei lavori entro il mese di giugno.

“Finalmente mettiamo i “ferri in acqua” per questo escavo – ha riferito Serracchiani – propedeutico all’approfondimento del canale di accesso che costituisce uno degli obiettivi più importanti che ci siamo dati, in quanto è assolutamente necessario, e per il quale stiamo completando l’iter burocratico”. Per l’escavo che porterà la quota dei fondali a meno 12,5 metri (finanziamento regionale di 16 milioni, di cui 1,9 da fondi ministeriali “autostrade del mare”) si punta a chiudere il progetto esecutivo entro Ferragosto per pubblicare la gara a settembre.

Per quanto riguarda il piano regolatore portuale, “abbiamo affidato le consulenze per alcune delle parti settoriali che richiedono competenze specifiche – ha riferito la presidente della Regione – e ci siamo dati un termine entro il quale ragionare sul cronoprogramma. Tutto ciò nell’attesa che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ci dia la possibilità di mettere insieme il porto di Trieste e di Monfalcone, anche perché quest’ultimo beneficerebbe di un effetto di trascinamento positivo visto che lo strumento urbanistico del porto di Trieste è già approvato”.

Anche la sindaca Cisint ha giudicato l’incontro di oggi “importante”. Tre i passaggi chiave indicati dalla prima cittadina: il piano regolatore portuale, la presenza del Comune di Monfalcone nel Comitato di gestione del sistema portuale di Trieste e Monfalcone e la buona organizzazione dell’operatività dello scalo, per una maggiore competitività. “La presidente Serracchiani – ha dichiarato al termine Cisint – ha ribadito l’importanza che il Comune di Monfalcone stia all’interno del Comitato di gestione e questo ci rassicura moltissimo perché riteniamo che, oltre alla dignità, ci sia l’importante previsione di diventare assieme a Trieste un unico sistema anche di pianificazione futura dei traffici”.

Su questo punto, il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale Mario Sommariva ha ribadito che la presenza del porto di Monfalcone è già prevista nel Comitato di gestione “estendendo la possibilità regolamentare fin dove possibile” e comunque “con l’auto-vincolo a non realizzare atti, attività e impegni che non trovassero il consenso del Comune sui temi del porto di Monfalcone che hanno rilievo”.

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