21/10/2018

“Bene gli investimenti cinesi sui nostri porti, in particolare sullo scalo di Trieste, ma attenzione a non essere ingenui, perché serve trattare alla pari”. Così commenta l’eurodeputata Isabella De Monte, augurandosi che   il ministro Tria, prossimo a un’importante missione in Cina, non metta in palio i nostri asset strategici come quando corteggia Pechino per far loro acquistare i nostri titoli di Stato”. Il riferimento, in particolare, è ai porti, soprattutto quello triestino, da tempo negli interessi cinesi.

Secondo De Monte “guardare a Pechino come interlocutore privilegiato è doveroso, ma è necessario a tenersi a distanza da esempi come il Pireo, dove la China Ocean Shipping ha iniziato un investimento che poi, nel 2009, si è tradotto nella privatizzazione dello scalo greco, azzerando la presenza sindacale e riducendo in modo drastico il numero di dipendenti diretti.

Il Pireo è un esempio, non l’unico, della presenza cinese nei porti europei, in particolare in quelli mediterranei, che avrà evidenti ripercussioni a livello economico e geopolitico per l’Europa.

“L’Ue deve avere una strategia complessiva forte e chiara nei confronti di Pechino – osserva De Monte – che ancora non esiste. Di recente ho sollecitato – afferma la De Monte -uno studio d’impatto della Commissione Ue sugli investimenti cinesi, che la Commissione ha ammesso di non avere ancora”.

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