17/08/2019

 Un’infrastruttura strategica, un hub di eccellenza per la logistica patrimonio dell’intera regione che saprà vincere le sfide se sarà in grado di fare sistema.

È il messaggio dell’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, intervenuto con i colleghi responsabili delle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, e delle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, all’inaugurazione del terminal Ferroviario intermodale, Beato Odorico da Pordenone, ubicato nell’area dell’Interporto Centro Ingrosso del capoluogo naonense.

“L’inaugurazione odierna – ha detto Bini – rappresenta una giornata di festa non solo per la Destra Tagliamento ma per tutto il territorio regionale. Si tratta di un’infrastruttura logistica d’eccellenza, indispensabile per mettersi al passo con gli altri Paesi europei”.

“Il Friuli Venezia Giulia è una regione dalle dimensioni territoriali ridotte  – ha aggiunto l’assessore Pizzimenti – ma è molto infrastrutturato: un valore aggiunto e una necessità per dare risposte alle imprese e per creare opportunità”. L’assessore ha poi sottolineato l’impegno della Regione che proseguirà con ulteriori investimenti: “oltre 12 milioni di euro nel triennio da investire in infrastrutture per dare risposte alle esigenze delle imprese e del territorio”.

Anche per Zannier il centro intermodale è fondamentale: “un’opera strategica per il territorio della provincia di Pordenone che avrà ricadute positive per l’intera regione”.

Diversi gli interventi delle autorità intervenute al taglio del nastro a partire dall’amministratore delegato dell’Interporto centro ingrosso Pordenone, Giuseppe Bortolussi, che ha sottolineato come l’opera rappresenti “uno snodo all’altezza di un capoluogo di regione, voluto da diversi anni, concepito con un grande lavoro di collaborazione con Rfi (Reti ferroviarie italiane).

Christian Colaneri, direttore commerciale Rfi, ha sottolineato, invece, il lavoro inteso e di qualità con interlocutori tecnici e istituzionali capaci di trovare sempre le soluzioni mentre per il presidente di Unindustria Pn, Michelangelo Agrusti, con l’avvio del terminal ferroviario, nasce una vera e propria industria della logistica.

 Il  terminal sarà gestito dal gruppo elvetico Hupac, società leader nella gestione di rete nel traffico intermodale e la messa in servizio dell’infrastruttura permetterà lo sviluppo del traffico sia con i porti del Nord Tirreno sia con le nazioni del settentrione d’Europa e dell’Est.

Si tratta di uno dei più moderni e funzionali impianti in Italia con caratteristiche a standardeuropei.  Sul piano tecnico, verranno elettrificati 3 di 4  binari, con un’asta di manovra di 350 metri che, in previsione, diventeranno 750 metri, per un’opera che risponde agli standard europei. I terminal copre un’area di 73 mila  metri quadri di cui  30 mila 700 di area deposito container e 15 mila di  magazzini raccordati. La struttura libererà la stazione di Pordenone da traffico merci potendo   movimentee 10 coppie di treni al giorno e operare sia in direzione Treviso/Mestre che in direzione Udine/Tarvisio in totale autonomia rispetto alla stazione di Pordenone con indubbi riduzioni di costi, di tempi di manovra e di efficienza del sistema per l’entrata/uscita dei treni.

Tra gli obiettivi del terminal e di conseguenza dell’interporto Centro Ingrosso è quello di raccogliere a Pordenone la merce trasportata sia via strada da vettori serbi sia via ferrovia con treni intermodali dagli altri paesi balcanici. la Serbia, in particolare, secondo le analisi della National bank of Serbia, genera un interscambio con l’Italia ( dati riferiti al 2015) di  3,65 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi di export italiano  ( 10,6 pc dell’import totale della serbia) e 1,95 miliardi di import italiano (16,2 per cento dell’export totale della Serbia)

Il terminal intermodale si inserisce nella più vasta struttura dell’Interporto Centro ingrosso di Pordenone, fa fa rirferimento ad un bacino industriale che comprende Belluno, Treviso, Venezia e Udine.

L’interporto copre un’area di 850 mila metri quadri, ospita 70 mila metri quadri di magazzini tra logistica e spedizioni, un centro commerciale all’ingrosso, la dogana, la motorizzazione civile.  In tutto sono 68 le aziende presenti nell’interporto e 960 le persone impiegate a vario titolo. L’interporto rappresenta uno dei principali centri per la logistica ed ingrosso del Nord est italiano, collegato alla viabilità stradale, ferrovia e marittima, riferimento nel sistema che si sta configurando attorno al Corridoio Adriatico-Baltico e al centro di un bacino industriale che rappresenta il 7 per cento dell’export   e il 5 per cento dell’import italiani.

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