19/10/2018

Gli assessori regionali alla sanità Luca Coletto e all’ambiente Gianpaolo Bottacin si sono incontrati oggi a Palazzo Balbi con una delegazione di Legambiente e della Associazione Mamme No Pfas, che hanno consegnato una petizione con circa 15 mila firme nella quale si chiede di poter disporre quanto prima di acqua potabile da fonti acquedottistiche alternative, sostenendo l’opportunità della nomina di un commissario straordinario per velocizzare la realizzazione delle opere.

L’assessore Coletto ha ribadito che la Regione del Veneto è stata la prima e l’unica a mettere in campo interventi concreti per affrontare il problema della concentrazione di Pfas, mentre nessun’altro si è mosso nonostante anche in altre parti del Paese ci sia presenza di questi inquinanti. Insieme alle tecnologie di filtrazione che hanno consentito di abbattere in maniera significativa i Pfas, puntando a valori zero, è stata avviata parallelamente una serie di azioni sul piano della sanità pubblica per monitorare la situazione della salute della popolazione e intercettare le eventuali patologie, confrontando l’andamento con altre aree non contaminate. I diversi interventi vengono graduati in base al rischio.

E’ stato fatto presente, tra l’altro, che nell’area rossa prima del 2013 nei nuovi nati si registrava un peso basso alla nascita, ma con l’introduzione delle misure anti-pfas negli acquedotti la situazione si è normalizzata. Tra le azioni in corso c’è anche una campagna di campionamento sugli alimenti di tipo stagionale in stretto contatto con l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, completata a settembre e i cui risultati saranno resi noti a novembre.

Da parte sua l’assessore Bottacin ha fatto rilevare che nell’emergenza Pfas la Regione ha dovuto operare sostituendosi ai Ministeri della salute e dell’ambiente, senza averne gli strumenti. Per i nuovi acquedotti si sa che il Ministro ha stanziato 80 milioni ma che la tempistica per l’effettiva disponibilità delle risorse dipende dal Ministero dell’economia. La Regione ha comunque avviato ancora nel 2015 i lavori dei nuovi pozzi di approvvigionamento di Carmignano, che arriveranno a conclusione in questi giorni.

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