20/05/2018

Rilanciamo la petizione contro la costruzione di nuovi inceneritori di Roberto Pizzutti, funzionario forestale, naturalista e uno dei soci fondatori di ClimaAzione. La petizione è condivisa da persone provenienti da varie associazioni e motivata dai approfondimenti pubblicati dai media di cui Pizzutti fornisce i link.

 
Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, Sì alla raccolta differenziata!
 
Questo perché il Ministro dell’Ambiente, in attuazione del decreto Sblocca Italia, ha previsto la realizzazione di ben 12 nuovi inceneritori, che permetterebbero di mandare in fumo ben  il 37% di rifiuti in più di ora, con un forte ostacolo alla raccolta differenziata, liberando quantità enormi di CO2 e recuperando solo poca dell’energia.

Penso sia una questione molto importante: stiamo cercando di raggiungere l’obiettivo di 15,000 firme e il vostro aiuto potrebbe essere molto utile.

Clicca qui per firmare: 
https://secure.avaaz.org/it/petition/Ministro_dellAmbiente_Galletti_Presidenti_delle_Regioni_Stop_alla_costruzione_di_nuovi_inceneritori_Si_alla_Raccolta_dif/

  
Facciamoci sentire entro il 9 settembre- sottolinea Pizzuti- data in cui il ministro Galletti ha convocato una riunione tecnica.
 
Un decreto attuativo dello “Sblocca Italia” inviato ai governatori regionali in bozza svela le intenzioni dell’esecutivo: 12 nuovi impianti di incenerimento rifiuti in 10 Regioni: uno in Piemonte, Veneto, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania e Puglia, due in Toscana e Sicilia.
 
Gli inceneritori sono sostanzialmente anti-economici (basano assurdamente la loro redditività su incentivi pubblici, proprio quelli per le energie rinnovabili, con cui hanno poco e niente a che fare), sono alternativi alla raccolta differenziata (che infatti, dove sono presenti questi impianti, aggiunge risultati molto più bassi rispetto a dove non ci sono) e hanno un impatto ambientale molto alto. Sono considerati da alcuni in modo favorevole, perché diminuiscono il volume dei materiali introdotti: ma le ceneri prodotte nella combustione sono altamente tossiche, come pure le numerose sostanze emesse nell’aria, nonostante i sistemi di filtraggio. Queste sostanze pericolose, anche se presenti in percentuali basse e nei limiti di legge, sono immesse nell’aria in quantità assoluta molto alta,  vista la notevole mole di rifiuti smaltiti (circa 6 milioni di tonnellate di rifiuti nel 2014 in Italia).
Infatti –governo Renzi a parte – non li vuole davvero nessuno, tantomeno i governatori delle regioni in cui l’esecutivo vorrebbe piazzarli.
 
Clicca qui per firmare: 
https://secure.avaaz.org/it/petition/Ministro_dellAmbiente_Galletti_Presidenti_delle_Regioni_Stop_alla_costruzione_di_nuovi_inceneritori_Si_alla_Raccolta_dif/
 
UNA TECNOLOGIA DEL SECOLO SCORSO
Sebbene si parli di questi impianti come termovalorizzatori, l’energia effettivamente recuperabile è veramente minima rispetto a quella presente nei rifiuti, anche perché molta serve per scaldare la notevole mole d’acqua che i rifiuti contengono e a far funzionare gli impianti.
E’ meglio se  pensiamo a risparmiare energia con la raccolta differenziata, che permette di recuperare l’energia grigia dei materiali, ossia quella necessaria alla loro produzione (per la precisione dall’estrazione della materia prima, dalla produzione, dal confezionamento, dal trasporto, dal consumo, e termina con il suo smaltimento): molto meglio partire dalla carta (o dalla lattina) di recupero che dal taglio degli alberi (o dalla bauxite)!
 
Di conseguenza anche l’impatto in termini di CO2 emessa fa ritenere definitivamente l’incenerimento dei rifiuti una tecnologia del passato.
Se il progetto del governo venisse attuato, assisteremmo alla combustione di 2,5 milioni di tonnellate di spazzatura in più, +37% rispetto a oggi.
 
Clicca qui per firmare: 
https://secure.avaaz.org/it/petition/Ministro_dellAmbiente_Galletti_Presidenti_delle_Regioni_Stop_alla_costruzione_di_nuovi_inceneritori_Si_alla_Raccolta_dif/
 
Dobbiamo essere ancora più forti nel contrastare nuovi impianti di incenerimento anche perché la azioni malavitose di contrasto alle buone pratiche di corretto trattamento dei rifiuti stanno mettendo in crisi gli impianti di riciclo, compostaggio, trattamento e recupero di materia a freddo che servono la raccolta differenziata: infatti, negli ultimi 2 mesi, ben 18 impianti hanno subito incendi, spesso rimanendo pesantemente danneggiati. In Campania, Abruzzo, Lazio, ma anche Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. E’ palesemente ridicola l’ipotesi di una ubiquitaria autocombustione.
Lo stile di vita “usa e getta” sta buttando via anche il nostro futuro e gli inceneritori sono un esempio lampante di insostenibilità. Sarebbe sensato invece investire sulla riprogettazione e sulla riduzione dei rifiuti, sul riutilizzo e sul riciclo, non su impianti che bruciano risorse preziose.

Per approfondire:
Sblocca Italia, nel decreto del governo 12 nuovi inceneritori in 10 regioni
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/11/sblocca-italia-nel-decreto-del-governo-12-nuovi-inceneritori-in-10-regioni/1950788/
 
Dal riciclo della plastica migliaia di posti di lavoro in 5 anni
http://comunivirtuosi.org/dal-riciclo-della-plastica-migliaia-di-posti-posti-di-lavoro-in-5-anni/
 
Position  Paper dell’ISDE 12 agosto 2015
http://www.isde.it/wp-content/uploads/2014/02/2015-08-12-Position-Paper-RIFIUTI-finale.pdf
 
INCENERITORI E SALUTE  UMANA Progetto AIOM Ambiente e Tumori  2011 pag 150
http://www.aiom.it/area+pubblica/area+medica/prodotti+scientifici/position+paper/Progetto+Ambiente+e+Tumori/1,999,1,
 
Inceneritori, le verità nascoste
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/07/inceneritori-le-verita-nascoste/95799/
 
Differenziata, attacchi agli impianti di riciclaggio: 18 roghi negli ultimi due mesi
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/13/differenziata-attacchi-agli-impianti-di-riciclaggio-18-roghi-negli-ultimi-due-mesi/1957370/
 

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