19/01/2018

L’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste ha deciso di richiamare, in via precauzionale, 3.490 bambini da zero a sei anni sottoposti a varie vaccinazioni dopo aver scoperto che una pediatra, incaricata proprio di vaccinare i bambini, è affetta da tubercolosi. I bambini – fa sapere il direttore generale dell’Azienda Sanitaria, Nicola Delli Quadri – saranno sottoposti al test della tubercolina per verificare se sono entrati in contatto o meno con il germe della tubercolosi. La pediatra affetta da tubercolosi è tuttora ricoverata nel reparto Malattie Infettive dell’ospedale Maggiore di Trieste. Le sue condizioni non destano preoccupazione. Tra i bambini richiamati in via precauzionale ci anche sono quelli che sono entrati in contatto con la pediatra ammalata. Per completare le verifiche saranno necessari due mesi-due mesi e mezzo. “Eventi come questo, per quanto rari, possono accadere: l’importante è che il sistema sia preparato a farvi fronte, a tutela della salute dei cittadini. E la risposta del servizio sanitario regionale è stata pronta ed efficace” ha commentato l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca. Dichiarando di “aver apprezzato la collaborazione in questa vicenda del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza”, l’assessore ha confermato che “il caso è seguito in modo ineccepibile dalla Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, sia per quanto riguarda gli aspetti comunicativi che per quanto concerne la macchina organizzativa, che è stata avviata in tempi rapidissimi, con la collaborazione dei clinici e con uno sforzo notevole da parte delle assistenti sanitarie che, con estrema abnegazione, si sono rese disponibili ad effettuare i test tubercolinici su oltre 3.500 bambini”. Bambini che “verranno richiamati con rigorosi criteri di priorità nei prossimi giorni”. “Voglio rassicurare il sindaco Dipiazza – ha concluso – sulle procedure di profilassi adottate durante le visite mediche degli stranieri richiedenti asilo. Vengono infatti effettuate le prove tubercoliniche e, in caso di dubbio, l’esame radiografico”.

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