17/11/2018

Un incontro giocato sul filo della comunanza tra lo sport e la letteratura, legati dalla necessità di essere affrontati con immancabile, programmata ed intelligente energia quello andato in scena nella cornice di Casa Cavazzini a Udine con Gabriella Paruzzi, medaglia d’oro nella 30 km di fondo a Salt Lake City e Mauro Covacich, affermato scrittore e maratoneta, che hanno dialogato su questi temi sostenuti dall’acuto brio di Omar Monestier, direttore del Messaggero Veneto. L’incontro, intitolato “Insieme per un futuro pieno di energia” è stato ideato e organizzato da Bluenergy Group, in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge.it e Maratonina di Udine, con il patrocino del Comune di Udine

Andrea Camovitto, dirigente di d Bluenergy Group, ha sottolineato come questo evento abbia messo insieme per la prima volta due manifestazioni di ambiti diversi e due città diverse: Udine e Pordenone. “Questo binomio, sport e cultura, è la base del nostro sostegno al territorio ed a iniziative meritevoli in ambiti differenti.”

Sono seguiti i saluti dell’Assessore Venanzi che ha voluto sottolineare la soddisfazione delle Istituzioni per queste collaborazioni perché ”possono tramutarsi in vere opportunità per il territorio”. A ruota Gian Mario Villalta, Coordinatore artistico di PordenoneLegge, che ha messo l’accento sul legame tra corsa e scrittura, per passare poi la parola a Venanzio Ortis, Vice Presidente della Maratonina di Udine, che ha ricordato come la manifestazione stia godendo sempre di più del favore del pubblico anche per tutte le iniziative correlate che coinvolgono diversi ambiti e diversi target.
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Il direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier ha saputo far confrontare Gabriella Paruzzi e Mauro Covacich sulla corsa, la vera passione che li accomuna. Le visioni che sono emerse sono decisamente agli antipodi. Da una parte Gabriella Paruzzi intende la pratica sportiva come un piacere di cui godere sia in solitudine sia in compagnia. Una pratica anche per principianti, la cui unica preoccupazione, in una prima fase, dovrebbe essere solo avere un paio di scarpe da running adatte al piede/appoggio, tutto il resto è optional. Per l’ex atleta professionista la corsa è “una sfida con me stessa, ogni volta la motivazione per correre è diversa ma l’obiettivo finale è quello di trovare un benessere interiore”.
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Mauro Covacich, invece, oscilla tra l’autodisciplina che la corsa gli impone se vuole raggiungere determinati obiettivi e la sensazione che il raggiungimento di tali traguardi sia qualcosa di autolesionistico. L’autore ha confessato che l’ispirazione per il suo romanzo culto “A Perdifiato” sia nata dalla necessità di “tradurre la complessa sensazione della corsa, l’energia necessaria per praticarla, nero su bianco, perché la scrittura mi serve per capire meglio il mondo e forse anche me stesso”.

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