26/05/2018

Padova è certamente famosa per la sua università, per la storia, la bontà dei sui corsi ma a Padova, quando si parla di Università, c’è un’altra istituzione, è il bar da Mario nel cortile nuovo del Bo. È da settant’anni infatti che studenti, professori, esperti e turisti puntualmente si ritrovano davanti al bancone del locale per concedersi una pausa, brindare a una laurea e respirare il clima della goliardia, ma anche discutere di temi di cultura, economia, medicina. Una sorta di succursale insomma. Ed è ormai dal 1957 che a servirli c’è proprio Mario «Bovis» Sensi, 77 anni, prima da garzone e poi da titolare di bottega: aperto nel 1947 al piano terra del palazzo che ospita il magnifico rettore e gli studenti di Giurisprudenza, il prossimo primo ottobre il bar del Bo festeggerà il sessantesimo anniversario dall’assunzione di Mario, un po’ come si tiene il conto degli anni accademici trascorsi dalla fondazione dell’Ateneo.

Punto di riferimento della goliardia padovana da decenni, il bar da Mario è tappezzato da bucrani, feluche, stemmi, papiri, manifesti e foto con studenti, rettori, ministri e molti altri illustri ospiti, tutti immortalati accanto al padrone di casa; le pareti sono affrescate dal pittore padovano Antonio Menegazzo, in arte Amen, con un ciclo di dipinti realizzati proprio nel 1947 che ripercorrono la vita dello studente dall’ingresso nella goliardia al giorno della laurea. Il bar è anche la sede dell’orchestra polifonica goliardica Vitaliano Lenguazza, di cui Mario è membro honoris causa dal 1995; fondata nel 1958 e ricomposta qualche anno fa da un mix di nostalgici e nuove leve, recentemente l’orchestra è tornata a riunirsi in sala prove e a calcare i palchi dei teatri padovani per una serie di concerti a scopo benefico. Insmma una vera istituzione che è bene celebrare amche al di fuori dei confini padovani.

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