24/11/2020

“L’Italia non ha ancora ratificato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie e credo che la conferenza internazionale che si tiene a Udine sia una buona occasione per ricordare al nostro Parlamento che è importante fare dei passi concreti per proteggere il diritto delle minoranze a mantenere viva la loro cultura”.

Lo ha affermato in merito alla Carta aperta alla firma a Strasburgo nel 1992, sottoscritta dall’Italia nel 2000 ma non ancora ratificata, l’Alto commissario sulle minoranze nazionali dell’Organizzazione sulla sicurezza e cooperazione in Europa (Osce), Lamberto Zannier, a margine della conferenza internazionale sul tema dei rapporti tra Stati in materia di minoranze.

La conferenza, aperta in sala Ajace alla presenza del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e dell’ex presidente sloveno Danilo Türk, di numerosi ambasciatori e rappresentanti dei 57 Stati partecipanti dell’Osce, ha messo a fuoco le esperienze maturate e le migliori pratiche in materia di rapporti tra Stati e minoranze a dieci anni dalle “Raccomandazioni di Bolzano”, documento che aveva fornito nel 2008 le linee guida sul tema.

“Dopo dieci anni la situazione è cambiata parecchio”, ha commentato a margine dei lavori della conferenza Zannier. “Quello che vediamo in Europa in questo periodo è una ri-nazionalizzazione delle politiche estere dei Paesi, un ritorno della geopolitica, a relazioni più conflittuali, in un quadro in cui le minoranze nazionali diventano ostaggio di questa politica più ri-nazionalizzata”.

Per Zannier “è importante intervenire per meglio identificare quali sono i ruoli dei Paesi dove le minoranze risiedono, ma anche considerare quali sono i limiti dell’intervento dei Paesi di riferimento etnico a cui la minoranza guarda al di fuori del confine del Paese dove risiede: spesso – ha indicato Zannier – c’è un abuso nel ruolo dei Paesi esterni e quindi questo convegno dovrebbe aiutarci a rivitalizzare i principi contenuti nelle Raccomandazioni di Bolzano, guardando a esse alla luce delle nuove sfide”.

“Le difficoltà di integrazione di alcune comunità, incluse quelle islamiche, in Paesi occidentali come il Belgio, la Francia o la Gran Bretagna, se non gestite portano a un isolamento delle comunità di migranti, a una loro chiusura e potenziale radicalizzazione che in qualche caso genera terrorismo: il problema dell’integrazione – ha affermato Zannier – è ancora acuto in molti Paesi dell’Ue e va discusso”.

Per l’Alto Commissario in questo quadro “l’Italia non è un’eccezione, ed è importante che qui ci sia una politica nazionale molto chiara sull’integrazione”.

Altro tema definito da Zannier “scottante” è il ruolo dei social media. “Stiamo lavorando su un nuovo set di raccomandazioni che aggiorneranno quelle del 2003 e guarderanno ai media nell’era digitale: un tema delicato, tanto che da alcuni analisti i social media vengono definiti come un mezzo non convenzionale di arma usata per influenzare e creare divisione nella società. Su questo, ci vuole anzitutto una comprensione del fenomeno e poi una strategia condivisa internazionale per affrontarlo”.

Il tema delle nuove minoranze in Europa è stato affrontato anche dall’ospite d’onore della conferenza, l’ex presidente sloveno Danilo Türk.

Sulle nuove minoranze in Europa giunte attraverso le immigrazioni, Türk ha puntualizzato “che le minoranze nazionali storicamente consolidate hanno un tipo di priorità, legata alla preservazione della loro identità, etnica, linguistica, culturale, mentre i nuovi gruppi migratori in arrivo hanno una priorità molto diversa, che è soprattutto quella di essere socialmente integrati nella società in cui iniziano a vivere”.

“Le minoranze nazionali sono generalmente già integrate mentre le comunità migranti – è stata l’analisi di Türk – devono ancora affrontare questa integrazione e penso che la grande maggioranza degli sforzi debba essere posta su argomenti come l’educazione linguistica, la sensibilizzazione culturale e la ricerca di posti di lavoro appropriati per queste persone”.

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