20/07/2017

Gustavo Zanin, erede della tradizione degli organi codroipesi installati in tutto il mondo, è laureato Honoris Causa in Storia dell’Arte e Conservazione dei Beni Storico-Artistici.

Si è svolta a Udine, in via Gemona, nella chiesa di San Quirino la cerimonia di proclamazione. Potrebbe apparire inusuale una consegna del diploma di laurea all’interno di una chiesa, peraltro logisticamente situata a pochi metri dall’università di Udine, con la sua sede storica. Il motivo è facilmente intuibile osservando la scenografia che la parrocchia di San Quirino ha regalato ai presenti: un enorme organo Zanin. L’antica chiesa dedicata ai Ss. Quirino e Rocco fu ampliata affiancando una nuova struttura nel 1969, dedicata a Maria Regina Madre di Misericordia ed a S. Luigi Gonzaga. Oggi presenta un forma circolare, estremamente ampia, che ha consentito ai moltissimi partecipanti di assistere alla consegna della laurea comodamente seduti.

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Il maestro organaro di Codroipo ha realizzato oltre 400 organi in tutto il mondo e forse ancor di più quelli restaurati. Nata alla metà del 1700, l’azienda della famiglia Zanin ha progettato, costruito e montato gli organi nelle più importanti sedi del mondo. Realizzati a Codroipo, hanno installato i loro strumenti in sale musicali, auditorium e luoghi di culto a Milano, Salisburgo, Belgrado e Nirisaki in Giappone, tanto per fare qualche esempio. Gustavo Zanin (Codroipo, 18 aprile 1930) è fiero prosecutore dell’attività di famiglia e ancor più lieto per essere riuscito nell’intento di tramandare la passione al figlio Francesco (classe 1956), anzi direi l’amore per questi strumenti, che ormai condivide con il nipote Carlo (figlio di Francesco classe 1985), “il lavoro è ora nelle mani degli eredi di questa antica stirpe, il futuro successo, in quelle di Dio”. Gustavo spesso invitato ovunque a tenere vere e proprie lectio magistralis, svela voltentieri tutti i segreti per realizzare strumenti da sette generazioni. Parte dai primordi della musica, anzi del suono, per giungere ai suoi allestimenti attuali che durano centinaia d’anni, quindi devono rispettare sia nei materiali, sia nella lavorazione, regole molto severe. Le materie utilizzate sono le stesse da sempre, perché garantiscono il mantenimento delle caratteristiche strutturali e acustiche nel tempo.

L’Università di Udine ha conferito  ieri la laurea magistrale honoris causa con questa motivazione: «Per i suoi meriti di profondo conoscitore della tecnica organaria classica, di innovatore alla continua ricerca di soluzioni tecniche originali, di esempio di appassionato professionista fortemente legato alla tradizione che ha contribuito con impegno alla valorizzazione del territorio e del patrimonio storico-culturale del Friuli». Gustavo Zanin, maestro organaro di Codroipo, che ha dedicato tutta la sua vita a questa arte, come artigiano, costruttore, restauratore e artista. Era impettito, emozionato come un bimbo, davanti al rettore Alberto De Toni che sedeva con Nassimbeni, Delle Vedove, Zannini, Tabarroni, Bombi, Mazzarolli e il maestro Paolo Pellarin, direttore del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, che ha tracciato il ritratto del maestro. Il parroco don Claudio Como ha aperto l’evento, citando alcune parole di Martin Lutero: “L’esperienza dimostra che, dopo la Parola di Dio, soltanto la musica merita di essere lodata come signora e moderatrice delle emozioni del cuore umano”.

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Dopo aver ricevuto la laurea dalle mani del rettore De Toni e la vestizione con l’abbigliamento accademico, con la toga e il copricapo, non ha potuto, ne voluto, certo esimersi dall’intrattenere i presenti con il suo racconto, esternando per l’ennesima volta tutto il suo amore per la musica, la sua vita con gli organi e la sua fede in Dio che ci ha consentito di esprimere suoni celestiali con la natura e l’ingegno. La lectio era incentrata sul funzionamento dell’organo, intervallata da brani eseguiti dal maestro d’organo Davide Basaldella, mentre la cerimonia si è conclusa con il maestro Beppino Delle Vedove che ha suonato “Toccata e fuga” in Re minore di Bach.

Tantissimi gli spettatori, oltre alle autorità presenti. Soprattutto dal Medio Friuli dove la famiglia Zanin ha sempre vissuto e realizzato le sue opere d’arte musicali, partendo da Camino al Tagliamento, per spostarsi poi a Codroipo (UD), da dove partivano per qualsiasi località del mondo a installare, riparare e restaurare gli organi nei luoghi di culto, nei conservatori, scuole di musica e auditorium.

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Gustavo Zanin già 1995 fu insignito quale Grande ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ora un giusto riconoscimento a all’uomo che personalmente considero da sempre un professore. Di quelli che ascolti con piacere e trascinamento, giacché il suo attaccamento e la passione per il suo mestiere e la musica, gli consentono di esprimere le nozioni come se raccontasse una meravigliosa storia d’amore. Chiudi gli occhi e t’immergi nei suoi racconti, pregni di storia, di verità e di esperienza.

Marco Mascioli

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