19/10/2017

Dopo cinque anni impegnati a tirare la cinghia per ridurre i debiti, ma senza rinunciare a nulla d’importante, l’amministrazione Marchetti è “dimagrita” al punto che le ristrettezze economiche imposte da una gestione assurda da parte della Regione che continua a favorire le UTI penalizzando i Comuni che non vi aderiscono, non sembra creare troppi danni, ma solo tanto nervoso.
Ascoltare le esigenze di tutti e valutare insieme le opportunità, nel rispetto dei vincoli imposti dall’alto e soprattutto nel fermo intento di voler ridurre il debito anziché sperperare in nome del nuovo, come nel caso delle diciotto mini provincie, senza considerare l’obbligo di reimmettere i soldi pagati con le imposte, laddove i cittadini sono residenti, sotto forma di servizi. Così sebbene Codroipo abbia oltre sedicimila abitanti, mentre la somma dei residenti di tutti i Comuni aderenti all’UTI del Medio Friuli sia inferiore, riceverà molte meno risorse.

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Ricordiamo inoltre che, dopo aver perso i ricorsi al TAR presentati da una sessantina di sindaci “protestanti”, la Regione ha modificato la legge regionale, consentendo ai comuni maggiori di poter rimanere indipendenti. Il Medio Friuli, che da tanti anni era un’associazione tra undici comuni che condividevano servizi e opportunità, oggi, intesa come Unione Territoriale Intercomunale, comprende solo cinque Comuni: Basiliano, Bertiolo, Mereto di Tomba, Sedegliano e Varmo. Bisogna considerare che da quando hanno emanato la legge, iniziando il cambiamento, Bertiolo ha cambiato il sindaco. Eleonora Viscardis ora vorrebbe uscire dall’UTI, mentre il Sindaco di Varmo Sergio Michelin ha espresso dichiarazioni in continuo contrasto, alternativamente. Alla luce degli esiti delle nuove elezioni amministrative del 2017, con diversi cambiamenti e passaggi da sinistra a destra in tutta la regione, vedremo chi altri vorranno uscire dalle Uti come Monfalcone (GO).
Certo sembra impossibile che un Sindaco non voglia entrare a far parte dell’UTI, soprattutto come nel caso di Codroipo che essendo indiscutibilmente la città più grande della provincia di Udine, avrebbe avuto il ruolo di capogruppo, giacché si tratta di gestire molti soldi, personale nuovo e tanti altri benefici che Panontin e Serracchiani stanno mettendo sul piatto per chi aderisce. Evidentemente ci sono ancora amministratori che si preoccupano di fare la cosa giusta, piuttosto che approfittarne alle spalle dei cittadini, creando solo disservizi.

Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) con sindaci e vicesindaci dell'Unione Territoriale Intercomunale (UTI) Medio Friuli - Udine 28/02/2017

Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) con sindaci e vicesindaci dell’Unione Territoriale Intercomunale (UTI) Medio Friuli – Udine 28/02/2017

Udine ha preso la palla al balzo e adesso non sanno cosa farci: problemi con la gestione del personale e della Polizia Locale, con tanti soldi senza un progetto concreto. Denaro dei contribuenti che, soprattutto in provincia di Udine dove rimarrà anche la provincia, sarà sprecato con l’unico scopo di eliminare le quattro provincie esistenti, sostituendole con diciotto mini provincie, alle quali rilevare alcune competenze, da arrogare alla Regione stessa. In verità bisogna dire che dal cambiamento dovremmo escludere Trieste. La provincia, la città e l’Uti sono fondamentalmente la stessa cosa e il cambiamento comporterà solo qualche incremento di spesa e nessun beneficio. Così rimangono diciassette Uti al posto di tre provincie.
Bella mossa quella della governatrice Serracchiani, sfruttare lo statuto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, infischiandosene della Costituzione Italiana, dell’esito negativo del referendum nazionale sull’abrogazione delle provincie, senza nemmeno chiedere il parere a nessuno, ha voluto fare il cambiamento. Tanto paghiamo noi, sia in termini economici, sia di disservizio.
A Codroipo quindi, fuori dall’UTI e senza la fusione che avrebbe consentito una pioggia di denaro da Trieste, non rimane che continuare a stringere la cinghia, cercando di spendere il meno possibile, pur mantenendo i servizi essenziali e la necessaria manutenzione. Questo quanto emerso durante le riunioni del consiglio comunale pianificato in ben due giornate, così la minoranza non potrà più lamentarsi.
Riduzione del debito, senza aumentare le tasse e nemmeno le spese per i servizi a domanda individuale come il trasporto scolastico, i buoni mensa e tutti qui costi che andrebbero a incidere direttamente nelle tasche delle famiglie. Ascoltando le esigenze di tutti e condividendo le opportunità che le ristrettezze economiche consentono, l’assessore esterno al bilancio del Comune di Codroipo Patrizia Venuti ha presentato il bilancio previsionale per il 2017 a tutti i consiglieri presenti in aula.
Buone notizie per quanto concerne l’addizionale Irpef per i residenti nel Comune di Codroipo, dove l’aliquota rimarrà invariata, ma la soglia di esenzione sarà a 13.500,00 euro, a differenza di buona parte delle altre amministrazioni della regione che non prevedono nessuna agevolazione, nemmeno per le famiglie in difficoltà.
Marco Mascioli

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