24/06/2018

Pazienti curati a terra? se dovesse accadere anche a Udine, ci comporteremmo come i medici di Nola. Il diritto alla cura deve essere sempre assicurato. Anche in condizioni critiche e/o tragiche. L’Ordine dei Medici di Udine, attraverso il suo presidente Maurizio Rocco, non intende dare una lettura scandalistica dei fatti del Pronto Soccorso di Nola (dove sono stati assistiti alcuni pazienti a terra appunto), bensì una lettura scientifica, approvando la professionalità dei comportamenti dei medici. L’Ordine ribadisce che il paziente va comunque visitato e assistito, a prescindere dalla disponibilità di letti. Non ci sono più posti letto? Non ci sono più brande? Non si può di certo rispedire a casa l’ammalato o non visitarlo! “L’afflusso dei pazienti in quella occasione al Pronto soccorso – sottolinea il Presidente Rocco – aveva assunto le dimensioni di una vera maxiemergenza con un numero di accessi doppio, se non addirittura triplo. Oltretutto vista la proporzione di posti letto dell’Ospedale di Nola (che è una città grande come Gorizia) rispetto al bacino d’utenza, le condizioni di lavoro dei medici e degli operatori sanitari del Pronto soccorso appare tragica”.

Se dovessero verificarsi emergenze simili a quelle vissute a Nola, come si comporterebbero i professionisti del Pronto soccorso di Udine? A domandarselo è il Presidente Rocco: “Se all’improvviso dovessero piombare 360 persone invece delle solite 180 della media giornaliera anche a fronte di disponibilità di risorse, di una rete collaudata e funzionante, che cosa farebbero i medici?”. Visiterebbero anche a terra!

Stiamo parlando dell’essenza stessa della professione di medico e di infermiere, ovvero della deontologia: il comportamento dei professionisti che si basa su autonomia e responsabilità di fronte ad ogni singolo caso in considerazione del fatto che in medicina non esiste gradazione di qualità.

Dunque, di fronte ad una emergenza dovuta all’assenza di posti letto, alla situazione influenzale, alla difficoltà di raggiungere altri posti a causa del freddo e dei collegamenti difficile, comunque tutti coloro che si rivolgono al Pronto Soccorso non possono essere inviati in altre sedi se non vengono preventivamente visitati e stabilizzati e, se necessario, ( se si verifica, ad esempio, un arresto cardiaco) la rianimazione sul pavimento è consigliata.

Purtroppo gli organi politici infliggono la sanzione disciplinare della sospensione ai dirigenti medici che hanno fatto il loro dovere fronteggiando da soli una situazione di super emergenza.

“Noi vogliamo definire invece come eroi tutti quei medici e operatori sanitari che ogni giorno compiono il loro lavoro con dedizione e serietà, sia sul territorio che negli ospedali sopperendo e colmando carenze di ogni genere, non solo programmatiche (vedasi ad esempio i numeri di prestazioni eseguite annualmente dall’Azienda unica di Udine)”.

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