22/05/2019

Un tempo c’era Gorizia e le invasioni con le guerre fecero cambiare nazionalità ai residenti senza fare un passo. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1947, il trattato di pace a Parigi sancì il definitivo passaggio di Gorizia all’Italia. Certamente meno famoso di quello di Berlino, fu eretto un muro che segnava il confine con la Jugoslavia e chi rimase al di là, non aveva più nulla. Allora costruirono Nova Gorica allo scopo di ridare un baricentro amministrativo all’area territoriale circostante annessa alla Jugoslavia. Lo sviluppo urbanistico e demografico fu rapido e notevole soprattutto negli anni cinquanta e sessanta con la realizzazione di vasti quartieri di edilizia popolare. In precedenza separate dal confine di stato italo-jugoslavo e poi italo-sloveno, ora le due, Gorizia e Nova Gorica, sono unite dal 21 dicembre 2007, giorno in cui la Slovenia è entrata nell’area del trattato di Schengen, quindi in Europa. 

Le differenze sono comunque enormi, essendo il centro sloveno quasi privo di edifici storici: l’unico di rilievo del centro cittadino è la stazione ferroviaria che oggi è il simbolo dell’unione delle due città con la famosa piazza Transalpina. 

In verità ci sono monumenti, chiese e località che meritano una visita a Nova Gorica e dintorni come il monastero di Kostanjevica con la tomba di re Carlo X di Francia, il santuario di Monte Santo e il castello dei conti Coronini, ma innegabile rimane il principale punto d’interesse che porta tanta gente dall’Italia e non solo, in Slovenia: i casinò. 

In una città giovane come Nova Gorica, le tradizioni e i piatti tipici non rivestivano un ruolo fondamentale. Se alcune usanze sono condivise con l’Italia e l’Austria, rimaneva un mistero quale fosse il tipico piatto della zona di Nova Gorica. Proprio il casinò Hit Perla ha trovato la risposta: Matjaž Šinigoj, chef de cuisine dei ristoranti del Perla, ha realizzato dagli ingredienti tradizionali di questo territorio, delle creazioni culinarie peculiari che in futuro potranno essere considerate il simbolo della regione di Nova Gorica. 

Lo chef Šinigoj ha 25 anni d’esperienza, dopo aver frequentato l’istituto alberghiero e di ristorazione a Isola (Slovenia) ha iniziato a lavorare in Italia da Bari a Milano, passando per Riva del Garda (VR), prima di tornare a studiare presso il Culinary Campus Etoile per specializzarsi. Ora è Executive Chef del Perla con 60 cuochi ai suoi ordini per servire i 4 ristoranti che lavorano 365 giorni l’anno. 

La presentazione ufficiale di questi piatti legati al territorio è avvenuta qualche giorno fa, ma le proposte cambieranno quattro volte l’anno, come le stagioni che in cucina devono essere rispettate. La società Hit in collaborazione con la scuola di biotecnologia e il rinomato chef stellato italiano Emanuele Scarello lanciano il progetto Glocal Gourmet, con l’obiettivo di rispettare l’enogastronomia locale e uno stile di vita più sostenibile. L’impegno comune mira allo scambio di competenze nel settore dell’enogastronomia e alla riduzione d’uso della plastica nell’ambiente lavorativo e nelle nostre case. 

Imparare uno stile di vita sostenibile è una sfida per ognuno di noi. Con questa iniziativa mirano a collegare con parole e fatti la tradizione culinaria locale e l’impegno per un futuro più sostenibile. Con il progetto Glocal Gourmet, presentato da Lavra Peršolja Jakončič della società Hit, desiderano accompagnare gli avvenimenti sul percorso verso il 2021, quando la Slovenia sarà la Regione Europea della Gastronomia. Infatti, proprio la cucina rappresenta il ponte tra la ricchezza enogastronomica locale e lo stile di vita più sostenibile. Per questo motivo nella società Hit sono nate diverse iniziative, tra cui primeggia l’impegno per ridurre l’uso della plastica nell’ambiente lavorativo e nelle nostre case. 

La cosa più simpatica in occasione della presentazione di questo nuovo progetto, oltre alla degustazione di queste proposte culinarie squisite tanto quanto belle, è stata il coinvolgimento dei giornalisti presenti nella preparazione dei piatti. Certo lo chef non ha svelato tutti i suoi segreti, però ci ha insegnato a fare alcune lavorazioni di cucina che ci hanno consentito di collezionare figure pessime, di qualsiasi nazionalità o testata fossimo. 

Ora è iniziata la primavera e consiglio di assaggiare le nuove proposte delle cucine del Perla, certamente non quelle preparate da noi giornalisti, che credo siano finite “nell’umido”, non appena ci siamo allontanati. 

Marco Mascioli 

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