15/06/2019

Notre Dame, patrimonio dell’Umanità, una delle costruzioni gotiche più celebri al mondo, visitata ogni anno da 13 milioni di persone, simbolo dei simboli per la Cristianità occidentale e per i francesi, è stata avvolta dalle fiamme. Attonita la comunità internazionale davanti alle immagini del fuoco che ha divorato quasi tutto l’antico tetto ligneo di quercia, facendo precipitare la guglia ottocentesca e causando danni ingenti e non ancora quantificabili. Straordinari i vigili del fuoco che si sono prodigati per evitare il crollo dei campanili e delle strugtture in pietra della chiesa, riuscendo a porre in salvo buona parte delle opere d’arte custodite nella cattedrale. La chiesa, la cui costruzione ebbe inizio nel 1163 per essere completata nel 1344, fu soggetta a diversi restauri a partire dal Rinascimento. Dopo la Rivoluzione francese,che arrecò gravi danni e lasciò la chiesa in stato di degrado, ci furono ulteriori grandi restauri nella seconda meta dell’800 con l’obiettivo di ricondurre la cattedrale alle originarie caratteristiche medioevali.

Notre Dame ha ospitato nel corso dei secoli molte cerimonie religiose legate ai re di Francia, eventi politici, come la prima convocazione degli Stati Generali, il 10 aprile 1302, il Te Deum per varie imprese militari, incoronazioni e funerali di Stato. Ancora il fuoco, oggi come migliaia di anni fa, devastante e implacabile. La memoria ci riporta grande incendio di Roma (64 d.C.) , Gli incendi di Londra del 1212, 1666 e del 1940, l’ incendio di Mosca del 1812, durante le guerre napoleoniche, l’incendio di Chicago nel 1871 e quelli più recenti del cinema Statuto a Torino del 1983 e del teatro La Fenice di Venezia nel 1996. Citazioni che non hanno il significato di relativizzare l’accaduto, ridurre il dispiacere, invocare il fato, il sempre possibile, ma per riflettere fino a che punto si possa essere responsabili di mancate precauzioni prese in relazione alla cultura e tecniche di oggi in fatto di messa in sicurezza. E se i sistemi permettono di azzerra il rischio, una volta diligentemente adottati. Ma questo sarà compito dei magistrati che hanno aperto un’incheista sull’accaduto.

Forse ci vorranno decenni per varcare nuovamente la soglia di Notre Dame ma questo accadrà e, per chi lo vivrà, sarà un grande giorno. E non saranno le risorse a mancare. Tra i primi a muoversi la multinazionale francese LVMH, che possiede numerosi marchi di moda come Christian Dior, Bulgari e Louis Vuitton, ha annunciato che donerà 200 milioni di euro e la famiglia Pinault – che controlla Kering (Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga, tra gli altri) – che ha annunciato una donazione di 100 milioni di euro. Il resto del mondo seguirà sia con il denaro che con le competenze.

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