14/10/2019

Centoventi città hanno aderito allla manifestazione “Una rosa per Norma Cossetto”,  ideata dal Comitato 10 Febbraio per commemorare il sacrificio della giovane studentessa istriana, medaglia d’oro al merito civile, seviziata e gettata in una foiba nel 1943 dai partigiani comunisti slavi.

La manifestazione si è svolta sabato 5 ottobre 2019, e hanno aderito amministrazioni comunali, associazioni degli esuli e patriottiche, semplici cittadini. In ciascuna delle oltre 120 città aderenti, una rosa è stata deposta in un luogo simbolico. Ai partecipanti è stata illustrata la vita e descritto il martirio che la giovane studentessa istriana dovette subire in nome della sua italianità.

Un minuto di silenzio è stato osservato in onore dei due agenti di Polizia uccisi a Trieste.

Oltre alle principali città italiane, nell’elenco figurano metropoli straniere come New York e tanti comuni di dimensioni piccole o medie. “La manifestazione è stato un grande successo – ha dichiarato il presidente del Comitato 10 Febbraio Edoardo Fonda – 120 città hanno aderito al progetto ideato dal nostro sodalizio e hanno preso parte all’evento oltre 5mila persone. Questo movimento popolare è la dimostrazione dell’attaccamento che ha la gente alla figura di Norma Cossetto, una ragazza, medaglia d’oro al merito civile, che ha pagato con la vita il suo voler essere italiana”.

Alla manifestazione ideata dal Comitato 10 Febbraio hanno aderito: l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; l’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia; Lega Nazionale di Trieste; l’Associazione Libero Comune di Pola in esilio; il Comitato Familiari delle Vittime Giuliane, Istriane, Fiumane e Dalmate; l’Associazione delle Comunità Istriane.

Testimonial d’eccezione dell’evento è stato Ermenegildo Rossi, medaglia d’oro al merito civile per aver sventato un attentato terroristico e che venerdì si è recato sulla tomba di Norma Cossetto per deporre una rosa.

Norma Cossetto nasce il 17 maggio 1920 a Santa Domenica di Visinada (oggi Labinci) in Istria. Nel 1939 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Padova dove vive come studentessa fuorisede. È riconosciuta da tutti come ragazza sportiva, allegra e molto portata con le lingue – parla francese e tedesco – suona il pianoforte, gioca a basket e tira con l’arco. L’attaccamento all’Istria la porta a ottenere una tesi dal titolo “L’Istria rossa” che prende il titolo dal caratteristico colore rossastro che la bauxite dà alla terra istriana.

Dopo l’8 settembre del 1943 il padre di Norma, Giuseppe, divenne uno dei principali obiettivi dei partigiani che, non trovandolo, si accaniscono contro la sua famiglia. Norma viene condotta nella caserma di Visignano e, dopo il suo rifiuto di aderire al Movimento Popolare di Liberazione, è violentata e gettata viva nella foiba di Villa Surani nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.

Nel 2005 è insignita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi della medaglia d’oro al merito civile con la seguente motivazione:

«Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in un foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio»

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