21/10/2018

Si susseguono i commenti alla decisione del Governo di non avallare la formazione di una camera di commercio unica del Friuli Venezia Giulia Di segno opposto e senza mezzi termini le dichiarazioni provenienti da Gorizia e da Pordenone, le prime a firma del sindaco Rodolfo Ziberna e le seconde stilate dalla Giunta della Camera di Commercio

“E’ stata battuta l’arroganza di un’amministrazione regionale che, ancora una volta, voleva imporre le sue scelte contro il volere della gran parte dei territori del Friuli Venezia Giulia, con grande disprezzo nei confronti delle comunità locali. Adesso possiamo cominciare a ragionare”. Esordisce così il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, che plaude la decisione del governo di bocciare la richiesta della giunta regionale di attivare un’unica Camera di commercio anzichè due come concordato, a livello nazionale, con Uniocamere e chiesto a gran voce, a livello locale, da istituzioni e soggetti interessati. “Si tratta di una grande vittoria in particolare per Trieste e Gorizia- rimarca Ziberna. Il governo, pur se in zona Cesarini, per usare un termine calcistico, ha compreso gli effetti devastanti di una scelta che, se avvallata, avrebbe provocato pesanti fratture nella società del Friuli Venezia Giulia.Ora bisogna cercare di ricucire i rapporti fra i diversi territori, aprendo un tavolo comune in cui elaborare strategie e obiettivi condivisi”.

La Camera di COmmercio di Pordenone, per contro, ricorrerà presso tutte le sedi opportune avverso alla decisione maturata in Conferenza Stato Regioni di non istituire, come diversamente stabilito dallo stesso organismo, una Camera unica regionale. Lo ha ribadito unanimemente la Giunta, riunitasi d’urgenza nella tarda mattinata odierna a seguito degli esiti «sconcertanti nella forma e gravissimi nella sostanza» emersi al termine della seduta di ieri della stessa Conferenza.

L’esecutivo ha sottolineato che «il nostro orientamento, seppur condiviso dalla stragrande maggioranza dei cittadini e delle imprese di questa regione ha incontrato l’opposizione miope e pericolosamente conservatrice di alcuni potentati». La giunta si è detta altresì certa che alla propria, determinata e affilata azione di tutela legale, si affiancherà quella della Regione che, sin dal principio di questa vicenda, «ha pienamente condiviso l’orientamento della Camera di Commercio di Pordenone ritenendolo come unico e plausibile in un più ampio processo di semplificazione del sistema camerale del Friuli Venezia Giulia, obiettivo primario attorno al quale si è mossa «l’azione di questo Ente».

La Giunta, che nella seduta del 15 maggio aveva già conferito ai propri legali il più ampio mandato a procedere nel caso in cui in Conferenza Stato Regioni fossero maturate decisioni differenti dall’istituzione di una Camera unica regionale, ha severamente stigmatizzato il paradossale incedere di eventi che ha dapprima impedito alle Regioni di esprimere un parere favorevole al pronunciamento maturato collegialmente il 27 luglio scorso, poi ribaltato nel pomeriggio di ieri in base a strampalati criteri matematici e non di reale interesse per la collettività

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